It – Capitolo due: la recensione del film di Andy Muschietti

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Nostalgia, fedeltà al libro e una gran dose di Stephen King hanno reso It – Capitolo due una conclusione degna del suo autore. La recensione del film.


It – Capitolo Due segna la conclusione della mini-saga ispirata dal celebre romanzo horror di Stephen King, It. Diretto da Andy Muschietti, il film riporta il pubblico ed il Club dei Perdenti a Derry in balia della folle mente di It, interpretato da un terrificante Bill Skarsgård. A ventisette anni dalla loro promessa i protagonisti si riuniscono e devono affrontare non solo il loro nemico, ma anche un passato che sembra gli sia stato sottratto. Questo film non solo porta ad una degna conclusione la saga diretta da Muschietti ma consolida It nel panorama cinematografico come una grande, bellissima e terrificante storia di amicizia, amore e crescita in chiave horror. Ai più la lunga durata, ben 169 minuti, potrà sembrare eccessiva, ma considerando il materiale originale e la cura con cui viene trattato questa durata risulta assolutamente necessaria.

It – Capitolo Due: nostalgia, terrore, dovere e vecchi amori

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Quando inizia It – Capitolo due troviamo i protagonisti, il Club dei Perdenti, in luoghi e situazioni chiaramente diverse rispetto a come li avevamo lasciati. Ventisette anni sono passati e (quasi) tutti loro sono riusciti ad andare avanti rispetto agli eventi della loro infanzia, anche grazie alla distanza da Derry. Questo ha portato loro una specie di amnesia, concedendo loro di vivere una vita senza memoria degli orrori del loro passato. Sarà il ritorno di It e la conseguente chiamata a tener fede al giuramento del passato a far tornare loro la memoria e, al contempo, paure ed amori. Le versioni adulte dei protagonisti, quella pre e quella post chiamata, risultano appunto molto interessanti da un punto di vista di evoluzione psicologica.

Il ritorno della memoria porta al Club una grande angoscia ma, oltre a quello e ancor più forte di quello, fa riemergere i loro sentimenti. Alcuni si ricordano del loro grande amore, altri delle lori vecchie amicizie ed infine altri di grandi perdite. Questo caratterizza i protagonisti, facendo trasmettere alle controparti adulte una grande nostalgia che origina dalle abili interpretazioni del cast adolescente. Risulta molto efficace l’utilizzo costante di ellissi temporali per raccontare la ricerca personale dei personaggi appunto per questo. Mostrando gli adulti immersi nei ricordi ritrovati (e mostrando tali ricordi) abbiamo uno spaccato chiaro e fortemente emotivo di cosa ognuno di essi provi, caratterizzando in modo eccellente ogni singolo personaggio.

It – Capitolo Due: breakdown del cast adolescente ed adulto

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Il cast di It – Capitolo Due risulta a dir poco superlativo. Non solo gli attori riescono ad interpretare le proprie trame in modo fedele al materiale originale ed accattivante ma riescono a tenere fede anche alle proprie controparti più giovani o vecchie. Inoltre va fatto un elogio particolare a Bill Skarsgård che, grazie ad una innata mimicità e fisicità, riesce a portare in sala un villain genuinamente terrificante. Sicuramente la CGI ha molti innegabili meriti nella realizzazione del personaggio, soprattutto nelle sue forme più mostruose, ma Skarsgård riesce comunque a mantenere un elevato livello di inquietudine non anche ma soprattutto nelle scene in cui lo vediamo “solo” come Pennywise.
Sotto troverete un breakdown degli attori e delle loro controparti a distanza dei 27 anni.

William “Bill” Denbrough – Jaeden Martell e James McAvoy

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Bill, probabilmente quello che potremmo definire il “protagonista” del film, risulta per molti versi anche il personaggio che più mostra gli effetti del ritorno di It. Il ricordo del trauma della morte del fratellino Georgie, unito al suo senso di colpa, porta ad una superba interpretazione di McAvoy. Il ritorno a Derry fa riaffiorare un dualismo ritrovabile anche in Martell: la colpa e la spensieratezza. Bill, ventisette anni dopo, rimane sicuramente colpito e traumatizzato (nuovamente) dal ritorno di It, ma questo non gli toglie anche un riaffiorare di una gioia infantile ormai sparita da tempo. In particolare si può notare questo in una scena con la sua vecchia bicicletta, a nostro parere una delle migliori del film, in cui forse per la prima volta vediamo questo personaggio veramente felice.

Beverly “Bev” Marsh – Sophia Lillis e Jessica Chastain

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Bev è sicuramente tra i personaggi più tragici del film. La sua vita a Derry le aveva portato abusi ed orrori e anche fuori da questa città è stata poco fortunata. Nonostante la vita lavorativa di successo infatti, questa amnesia ha anche eliminato una barriera che si era costruita a difesa da chi avesse voluto approfittare di lei, portandola ad un matrimonio tormentato. Dove con la Lillis troviamo un ottimismo quasi contagioso, con la Chastain invece vediamo (almeno inizialmente) un lato più cupo, più tormentato della giovane Bev. Il tutto è ovviamente motivato e comprensibile, e sicuramente le due interpretazioni, per quanto differenti, risultano abilmente complementari l’una con l’altra.

Benjamin “Ben” Hanscom – Jeremy Ray Taylor e Jay Ryan

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Ben, “macchietta” del primo film con un animo da poeta, ha gestito al meglio la sua vita fuori da Derry. Quando lo troviamo ad inizio film è sicuramente in uno stato mentale, economico e sociale invidiabile a buona parte del gruppo. Grazie all’interpretazione di Ryan, troviamo nel personaggio una ottima evoluzione dal timido bambino interpretato da Taylor ad una versione adulta e sicura di se.

Richard “Richie” Tozier – Finn Wolfhard e Bill Hader

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Richie risulta il personaggio più comico del film e questo anche grazie alle ottime capacità comiche di Wolfhard, star di Stranger Things, ed il comico Hader. Il personaggio che troviamo è sicuramente tormentato dall’idea di tornare a Derry a combattere Pennywise, soprattutto data la sua carriera in ascesa come comico. Questo però non lo limita a diventare una macchietta ma anzi, lo porta in primo piano come necessaria voce di spensieratezza all’interno del gruppo. Il suo umorismo sostiene il gruppo e, soprattutto, serve a sostenere quello che di spezzato riaffiora in lui dopo essere tornato nella città.

Michael “Mike” Hanlon – Chosen Jacobs e Isaiah Mustafa

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Mike è la sentinella e la guida del Club dei Perdenti. Mentre gli altri membri del gruppo hanno deciso di vivere le loro vite lontano da Derry, seppur consci che sarebbero dovuti tornare per sconfiggere It, lui decise di rimanere per monitorare la città. Nel film vediamo molto questo aspetto della psiche di Mike grazie all’interpretazione molto stoica di Mustafa e Jacobs. Lui rappresenta l’amico con dei rimpianti, che ha fatto una vita che non voleva fare ma solo perchè ha un senso del dovere maggiore. Questo lo ha portato a fare cose inaspettate e dubbie, ma tutto col solo fine di proteggere i suoi amici e la città.

Edward “Eddie” Kaspbrak – Jack Dylan Grazer e James Ransone

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Eddie è il ritratto del tipico americano vecchio stile. Costretto in un matrimonio opprimente e stressato da famiglia e lavoro, Eddie è lo stesso ragazzo ipocondriaco ma col mondo sulle spalle. Sebbene prenda la chiamata meglio di altri (ad esempio Richie) rimane comunque spesso titubante e timoroso, sentimenti mostrati in modo credibile e coerente sia da Ransone che dalla star di Shazam! Grazer. SIcuramente, nella storia, il suo personaggio risulta uno di quelli con una delle storie più emozionanti di tutte.

Stanley “Stan” Uris – Wyatt Oleff e Andy Bean

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Stan è la bussola morale, l’altruista del gruppo. Dice spesso di non essere l’eroe o il coraggioso, ma tramite le sue azioni si dimostra più eroico di quanto si possa credere. Oleff e Bean condividono, nel loro Stan, una sobrietà che lo rende, secondo noi, il fulcro e cuore del Club dei Perdenti.

It – Capitolo Due: ottima regia e grande amore per il materiale

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Muschietti riesce, in It – Capitolo Due, a non solo replicare la già buona performance registica del primo capitolo ma persino a migliorarla. Questo film risulta non solo più maturo ma più complesso, più profondo e più spaventoso. La paura viene esplorata in ogni sua sfaccettatura ed il risultato è una esposizione sul grande schermo di praticamente ogni tipo di fobia passando dal grottesco fino a scendere nel disturbante psicologicamente. Come già detto, Skarsgård riesce a trasmettere grandi emozioni grazie anche all’ottima CGI. Questa, unita ad un’abile gestione della camera, porta tensione e paura vera allo spettatore. Inoltre va fatto un grande elogio anche al reparto fotografico e musicale: la varietà tonale a cui si può assistere semplicemente grazie a questi due reparti riesce a staccare in modo abile e convincente momenti che, nelle mani di artisti meno abili, risulterebbero poco convincenti.

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  • Regia
  • Recitazione
  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Colonna sonora
4.3

Riassunto

It – Capitolo Due è non solo un ottimo film horror ma un grande film d’intrattenimento. Grazie ad un reparto tecnico d’eccezione, un cast ineccepibile ed uno dei migliori villain degli ultimi anni questa mini-saga è destinata a rimanere come quadra su cui girerà l’horror hollywoodiano dei prossimi anni.

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