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Forrest Gump celebra il suo 25º anniversario con l’evento Corri con Forrest, nell’ambito della Cinecittà World Run

Preferite una gara di corsa o guardare un bel film? Universal Pictures Home Entertainment Italia celebra i 25 anni del film Forrest Gump nell’ambito della 3° edizione della Cinecittà World Run – organizzata dal Roma Road Runners Club – che si terrà il prossimo 2 giugno nel Parco Divertimenti di Castel Romano (Roma). Film cult che ha segnato un’intera generazione, Forrest Gump ottiene ben 6 premi Oscar® nell’anno della sua uscita. Tom Hanks, vincitore anch’egli dell’Academy Award, interpreta Forrest Gump che, seduto sulla panchina alla fermata dell’autobus di Savannah, racconta la propria incredibile vita tra problemi fisici e mentali e avventure indimenticabili. Ora, 25 anni dopo, il film fa ritorno in home video in un’edizione con una nuova veste grafica ed un intero disco ricchissimo di contenuti speciali a partire dal 12 giugno in Dvd e Blu-ray. All’interno del formato Blu-ray, infatti, oltre 3 ore di contenuti extra ed un esclusivo booklet con le frasi più celebri del film, per conoscere sempre più a fondo uno dei personaggi più iconici di questa generazione.

Il programma di Corri con Forrest

Sono previsti due percorsi, uno da 7Km (gara competitiva e non competitiva) e uno di circa 1Km (non competitiva), indubitabilmente un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati del running, dello sport all’aria aperta, ma anche del cinema e del divertimento. Tra gli atleti in gara anche Franca Fiacconi, ex maratoneta italiana, vincitrice in carriera delle maratone di New York, Roma, Praga, Enschede e Sant’Antonio.  I vincitori della gara competitiva saranno omaggiati sul palco della premiazione con il DVD del film, la maglietta e il cappellino celebrativi della Corri con Forrest e una dolce sorpresa finale ispirata a una delle scene più famose del film:

La vita è come una scatola di cioccolatini, non si sa mai quello che ti capita.

Alle ore 16h tutti i partecipanti potranno approfittare di una  proiezione speciale del film per rivivere le emozioni che Forrest Gump ha trasmesso a intere generazioni e che ha segnato la storia del cinema. Inoltre l’evento sarà social, raccontato dalle influencers Sandra Lovisco sport influencer (profilo IG: sandralovisco) e Irene Tolomei pastry chef (profilo IG: ireninsky) la quale condividerà la sua ricetta di cioccolatini in onore del compleanno di Forrest Gump e premierà i vincitori.

Anche tu potrai essere protagonista dell’evento: racconta la tua esperienza nelle tue storie del profilo e Corri con Forrest in giro per il parco per farti un selfie con lui – se riesci a trovarlo! Inoltre il 12 giugno non perdetevi i post celebrativi e originali dedicati all’uscita del DVD e Blu-ray realizzati da Sandra, Irene e da Giacomo Lucarini anch’egli influencer Digital Pop Creator (profilo IG: lucarinigiac). Seguili e commenta sui loro profili per celebrare tutti insieme i 25 anni di Forrest Gump usando gli hastags ufficiali dell’evento: #ForrestGump25 #CorriConForrest #cinecittàworldrun3

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Tra il cane e il lupo: Giulia Sodi presenta il documentario al Museo Nazionale del Cinema

Per la sezione DOC al Cinema Massimo – MNC la regista Giulia Sodi presenta al pubblico mercoledì 22 maggio alle ore 20.30 il suo documentario Tra il cane e il lupo, un percorso nella memoria collettiva e nel ricordo personale del periodo del ’68. Al termine della proiezione incontro con la regista e lo storico Giovanni De Luna. Modera Sebastiano Pucciarelli (conduttore di TV Talk – RaiTre). Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 e 4 euro.

Giulia Sodi

Tra il cane e il lupo

(Italia 2019, 83’, DCP, col.)

Il film utilizza le generazioni di una famiglia per raccontare il continuo intrecciarsi di memoria collettiva e ricordo personale: Giulia, figlia e protagonista dell’indagine; Ranuccio, padre e al contempo membro del Collettivo; Anita, figlia e nipote di sei anni, distante ma mai assente. La voce della regista e le sue riflessioni si alternano ai film di proprietà del Collettivo Cinema Militante di Milano attivo nel ’68. Il titolo prende spunto dal soggetto di una fiction proposta dal critico Goffredo Fofi al Collettivo nel 1978, ma mai realizzata.

Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito ufficiale del Museo Nazionale del Cinema. In esso, vi sono i prestigiosi progetti internazionali di Markus Imhoof (Eldorado), Hans Block e Moritz Riesewieck (Quello che i social non dicono – The Cleaners), Ian Bonhôte e Peter Ettedgui (Alexander McQueen. Il genio della moda).

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Series Con 2019: i numeri del grande successo di questa prima edizione dell’evento

Oltre tremila spettatori e più di tre milioni di utenti raggiunti sul web per la due giorni di proiezioni e talk con 9 anteprime, 28 ospiti, 11 incontri e 10 player. Sono questi i numeri della prima edizione di Series Con, l’evento dedicato alla serialità e all’intrattenimento televisivo organizzato da Stardust by QMI che si è tenuto l’11 e il 12 maggio, a Milano presso lo spazio Tenoha. Sky, Netflix, FOX NETWORKS GROUP ITALY, Mediaset, Infinity, Paramount Network, TIMVISION, Discovery, Cartoon Network, Amazon Prime: tutti i principali player erano presenti alla manifestazione. Giovanni Cova presidente di QMI Stardust, ha sottolineato:

Il vero protagonista è stato il pubblico che ha potuto vivere il fenomeno delle serie tv da vicino. L’obiettivo del festival è proprio quello di avvicinare lo spettatore a interagire con le serie tv, con i player e con i talent da protagonista. Una due giorni per comprendere e capire a fondo il fenomeno di cui tutti parlano e intercettare la filiera completa dal produttore agli attori, dai player televisivi al pubblico. Siamo davvero contenti che il pubblico ci abbia premiato accorrendo numeroso a questa prima edizione.

I premi del Series Con

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La seconda stagione di Skam Italia, la rivoluzionaria serie in esclusiva su TIMVISION, si è aggiudicata il premio Golden Couch Award, riconoscimento assegnato dal pubblico con votazione online. Un’appassionata platea di fan ha avuto la possibilità di vedere una clip inedita e d’incontrare alcuni dei protagonisti della serie – Ludovica Martino, Giancarlo Commare e Pietro Turano – che hanno ritirato il premio insieme allo showrunner Ludovico Bessagato per Cross Production e Annamaria Morelli per TIMVISION. Il premio Golden Screen Award, assegnato da una giuria di esperti e addetti ai lavori, al miglior interprete italiano, è andato a Tommaso Ragno, attore interprete de Il miracolo – la serie tv scritta e diretta da Niccolò Ammaniti andata in onda su Sky. Ragno ha commentato:

Le serie tv sono un prodotto di altissimo livello e in Italia il mercato è stato aperto da Gomorra e da Romanzo Criminale. Io ho lavorato nel cinema e nel teatro e la tv, in quanto a serie, mi ha dedicato un enorme spazio tra la gente e sui media. Io ne vedo tantissime tra cui Escape at Dannemora di HBO e trasmessa da noi da Sky.

Mentre il premio onorario di questa prima edizione Series Con Award è stato consegnato proprio a Niccolò Ammaniti, che ha incontrato il pubblico in una seguitissima masterclass tra cinema, tv e letteratura dal titolo Le parole in televisione. L’autore ha spiegato che

Girare Il miracolo è stato terapeutico, pensavo che la solitudine fosse la forma migliore per raccontare una storia. Se ho smesso di fare solo lo scrittore, iniziando anche a cimentarmi nel mestiere di sceneggiatore è stato per un problema di solitudine. Quando mi hanno proposto la serie ho pensato subito che mi sarei confrontato con altre persone. L’identità dello scrittore che scrive in casa in solitudine è qualcosa di superato, che non esiste più, perché ora chi si occupa di scrivere lo fa in contemporanea ad altre cose, c’è più fluidità.

Gli eventi del Series Con

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Fabio Volo, primo ospite a salire sul palco di Series Con, ha commentato “è sempre bello partecipare quando tutto inizia, vedere l’entusiasmo e sentire l’energia di chi vuole realizzare un sogno”. Volo ha divertito il pubblico e raccontato la sua esperienza in Untraditional (Discovery) su come si scrive e interpreta una serie tv. Obiettivo della manifestazione è stato infatti addentrarsi con i protagonisti del piccolo schermo per raccontare il dietro le quinte di serie e programmi di successo: dalla  televisione con Alessandro Cattelan e gli autori del late show #EPCC, ai backstage delle serie tv con le attrici Lodovica Comello, Beatrice Arnera e Caterina Guzzanti, protagoniste delle comedy targate FOX NETWORKS GROUP ITALY  ExtravergineRomolo+Giuly e di Boris passando per la comicità della stand-up comedy di Netflix con Edoardo Ferrario, Francesco De Carlo e Saverio Raimondo. Per i numerosi fan di Gomorra – La serie, Sky Italia protagonista con Salvatore Esposito, Ivana Lotito e Louise Brealey in un incontro che ha registrato il sold-out e con i Mokadelic, autori della colonna sonora. Esposito ha detto che:

Il nostro è un fenomeno mondiale e il successo della serie nel mondo è dovuto al fatto che racconta dinamiche familiari, umane e criminali comuni a tutte le parti del mondo, e di come la corruzione e la criminalità si siano insinuate anche nella politica.

Non solo ospiti ma anche anteprime nazionali come Chernobyl, la serie originale di Sky ed HBO sul disastro nucleare del 1986; la prima puntata della seconda stagione di The Rain (Netflix) alla presenza del protagonista Lucas Lynggaard Tønnesen. Spazio anche a Fleabag, la cui seconda stagione arriverà presto su Amazon Prime Video; un episodio inedito di Grey’s Anatomy (Fox Italia), Lethal Weapon (Mediaset) e The big Bang Theory (Infinity). Spazio alle famiglie con la i primi due episodi di Bakugan Battle Planet (Cartoon Network) e il primo episodio di Il giovane ispettore Morse (Paramount Network). Attenzione al mondo Industry con il panel dal titolo “Nella bottega della serie tv” con Mario Gianani (Wildeside); Riccardo Tozzi (Cattleya) e Domenico Procacci (Fandango).

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I morti non muoiono: la conferenza stampa al Festival di Cannes 2019

Si è da poco conclusa la prima conferenza stampa di un film in concorso al Festival di Cannes 2019, I morti non muoiono (The dead don’t die), presentato in apertura di concorso nella serata di ieri. A mancare è stata la leading star del film, Adam Driver, e non sono mancati i momenti di approfondimento sulle tematiche affrontate nel film, sconfinando nell’attualità. A condire l’appuntamento è stato l’inossidabile senso comico – quasi burbero – di Bill Murray, che in più riprese ha sottolineato il suo punto di vista senza troppi giri di parole. In chiusura, sono state Tilda Swinton e Selena Gomez a dare i loro messaggi progressisti a tutela dell’impegno femminile nel cinema, e sulla salvaguardia dei giovani sui social. In apertura, il regista e  Jim Jarmush ha motivato alcune delle sue scelte drammatiche fatte in I morti non muoiono, citando i suoi padri ispiratori:

I morti non muoiono è un chiaro omaggio al cinema horror promosso da Carpenter e i grandi maestri del genere, come Dario Argento e Mario Bava. Non è il mio genere principale, quindi il film è stato il risultato di uno sforzo creativo congiunto di grande valore e per il quale sono grato al resto del gruppo di lavoro. Abbiamo fatto qualcosa di grande che spero possa piacere al pubblico.

Gli zombie altro non sono che una metafora della realtà, come ho espresso in alcune scene. Qualcuno ha detto che ho messo in bocca ai personaggi messaggi pessimisti, chiedendomi se I morti non muoiono sia un messaggio negativo. Credo che sia molto meglio consegnare agli spettatori – specialmente i giovani, che Selena combatte per tutelare e motivare – un messaggio del genere, che è un invito all’accettazione della realtà affinché tutti la possano migliorare.

Proprio Selena Gomez – ringraziata calorosamente da Jarmush per il suo impegno coi giovani – ha voluto sottolineare come non ci sia una distanza di sicurezza tra la realtà e i social network, e che non ci siano dei veri e propri mezzi con cui limitare il potere negativo di questa tecnologia, sebbene creda ciecamente nel raziocinio di chi li utilizza. Tagliente e poco loquace per gran parte della conferenza, è ovviamente toccato a Bill Murray far da intrattenitore della conferenza, con risposte secche e schiette, arrivando comunque ad affermare alcune credenze personali con grande convinzione.

Come mi hanno convinto a fare I morti non muoiono? Pagandomi! Sembra scontato, ma vi assicuro che non lo è. Questo è un lavoro pericoloso nel quale ogni giorno si rischia di farsi del male, sia dentro che fuori dal set, quindi sperare ogni volta che quello non sia il tuo ultimo giorno di riprese è proprio quello che accade. Non ho dovuto consigliare nulla a Jim sulla comicità da infondere a I morti non muoiono, non c’è stato un lavoro di squadra sotto questo aspetto.

Mi hanno simpaticamente chiesto se credo nella vita dopo la morte, visti i miei recenti impegni in pellicole che in qualche modo ne parlano. Sì, credo ciecamente che ci sia, ma sono altrettanto convinto che non sia concessa a tutti. Potete credermi sulla parola, secondo me la vita dopo la morte non è un privilegio riservato a chiunque.

i morti non muoiono the dead don't die cinematown.it

Durante la conferenza, a dare i messaggi più stimolanti sugli argomenti di attualità è stata Tilda Swinton, attrice che non ha smentito in nessun intervento il suo carisma cristallino, in un look mascolino perfettamente aderente al suo modo di comunicare. Tra domande di stile e qualche approfondimento su I morti non muoiono, Swinton ha raccontato alcune esperienze personali nel genere horror, fino a rispondere in maniera dilagante ad una domanda riguardante le figure femminili nell’industria cinematografica.

Nonostante I morti non muoiono, non sono molto avvezza con gli zombie. Ho partecipato ad alcuni progetti horror sia in passato che recentemente, come nel Suspiria di Luca Guadagnino, ma non mi reputo una grande fan del genere, contrariamente a quanto ammesso da Selena.

Alla richiesta di un nostro commento sulla presenza di soli tre film diretti da donne al Festival di Cannes di quest’anno, condivido pienamente quanto appena detto da Carter Logan (tra i produttori del film, ndr.), sono troppo pochi! Qualche tempo fa è scomparsa una grande regista danese, alla quale finché era in vita sono stati dedicati solo dei trafiletti di giornale, ma una volta morta è stata celebrata come un mostro sacro.

L’industria del cinema deve rivedere completamente il canone tradizionale partendo da dentro le scuole di cinema, dando alle registe donne maggiore spazio di esprimersi e arrivando a promuoverle in maniera specifica. È un impegno che dobbiamo prendere tutti, le registe ci sono, sono migliaia e fanno capolavori ogni anno, bisogna dar loro i meriti che si stanno guadagnando.

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ShorTS International Film Festival 2019: selezionati 20 progetti italiani in concorso

Venti italiani per la 20° edizione di ShorTS International Film Festival, scelti gli innumerevoli cortometraggi che hanno portato alla selezione di 82 opere in concorso, provenienti da 30 paesi diversi: questi i numeri di Maremetraggio, storica sezione competitiva di ShorTS International Film Festival, in programma dal 28 giugno al 6 luglio a Trieste. Nella sezione concorreranno i migliori cortometraggi provenienti da tutto il mondo e che, nel corso del 2018, sono stati premiati nei principali festival internazionali, come le opere All these creatures, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, e The silent child, premio Oscar nel 2018.

Nella selezione 2019 saranno tantissimi i registi italiani dietro la macchina da presa, che firmano ben 20 opere tra i cortometraggi selezionati, cimentandosi nei generi più disparati, dalla commedia all’animazione, fino a corti assolutamente innovativi e sperimentali. Tra le opere italiane in concorso troviamo Pepitas di Alessandro Sampaoli e Renata Ciaravino, con protagonisti Lino Guanciale, star dell’amatissima fiction La porta rossa, e Ariella Reggio, acclamata attrice triestina, che nel corto interpretano i ruoli di nipote e nonna.

Ampio spazio all’animazione, tra cui spicca l’opera Mercurio di Michele Bernardi, uno dei più importanti animatori e fumettisti italiani, autore di significative collaborazioni nel mondo televisivo, musicale e pubblicitario. Il corto Sugarlove di Laura Lucchetti sceglie la tecnica della stop motion per raccontare la storia di Gemma e Marcello, una coppia alla prese con i preparativi per il matrimonio, mentre Goodbye Marilyn di Maria Di Razza, presentato a Venezia nella sezione Giornate degli autori, traduce in versione animata un’intervista impossibile all’iconica Marilyn Monroe.

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Tante storie che mettono al centro i giovanissimi, spesso alle prese con un mondo che non li accetta o comprende, come avviene nel corto Quelle brutte cose di Loris Giuseppe Nese, presentato in concorso alla Settimana Internazionale della Critica 2018, o ancora in F**K Different di David Barbieri, che segue le vicissitudini di Luca, un ragazzo dell’alta borghesia, durante una grigia serata in discoteca. Il regista Paolo Strippoli invece, sceglie il linguaggio allegorico per il suo corto Nessun Dorma, in cui due giovani scout rifugiati in una chiesa sono gli unici ancora svegli in un mondo addormentato. In concorso anche Milky Way di Valerio Rufo con Daphne Scoccia, acclamata protagonista di “Fiore” di Claudio Giovannesi, insignita del Premio Prospettiva a ShorTS International Film Festival 2017.

Tornano, inoltre, temi di grande attualità come quelli trattati in My Tyson di Claudio Casale, che racconta la storia di Alaoma Tyson, giovane campione italiano di boxe nato a Roma da genitori nigeriani. Assolutamente sperimentale e innovativo il corto L’ombra della sposa di Alessandra Pescetta, che immagina gli ultimi istanti di vita di alcuni soldati nelle profondità del mediterraneo durante la seconda guerra mondiale.

Le 82 opere in gara si contenderanno il prestigioso premio EstEnergy – Gruppo Hera  da 5.000,00 euro assegnato da una giuria internazionale, composta tra gli altri da Hrönn Marinósdóttir (direttrice del Reykjavik International Film Festival), Heinz Hermanns (direttore di Interfilm Berlin Short Film Festival), Alvaro Gago Diaz (vincitore del premio al miglior corto nella scorsa edizione di ShorTS IFF), Pippo Mezzapesa (regista e autore).

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Riconfermato anche quest’anno il premio TriesteCaffè del pubblico e il premio Oltre il muro assegnato al miglior corto italiano da una giuria di detenuti della Casa Circondariale di Trieste al termine di un percorso formativo di 400 ore realizzato dall’Associazione Maremetraggio per conto di  EnAIP FVG. Francesco Ruzzier, curatore della sezione Maremetraggio, ha dichiarato:

La presenza di così tanti film italiani in concorso allo ShorTS International Film Festival è sicuramente un segnale importante perché è la testimonianza di un movimento in costante crescita, dalla sensibilità sempre più raffinata ed incisiva. Come sempre, la selezione dei film non parte mai dalle tematiche trattate o dai discorsi politici affrontati, ma dal tentativo di individuare un’idea di cinema personale alla base dei film; però è ovviamente impossibile che da questa idea di cinema non emerga un certo tipo di visione del mondo.

Perché in un periodo di crisi e transizione come questo, sia dal punto di vista umano che ambientale, è chiaro che certe tematiche vengono sfiorate anche da chi non vuole farlo in maniera diretta: ciò che emerge maggiormente dagli 82 corti in selezione è la condizione di spaesamento con cui l’essere umano sta vivendo dei cambiamenti più grandi di lui; c’è un continuo tentativo di decifrare una realtà sempre più caotica e per certi versi imperscrutabile. E da qui la volontà di rifugiarsi continuamente nei rapporti umani, nella ricerca del prossimo, nella comprensione.

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Il 4 e 5 luglio, invece, appuntamento con ShorTS Pitching Training, workshop organizzato dall’Associazione Maremetraggio in collaborazione con Nisi Masa e il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, che si terrà a Trieste presso la Mediateca in via Roma 19. Il workshop aiuterà i partecipanti a realizzare presentazioni efficaci e persuasive dedicate, in particolare, alla presentazione di progetti destinati alla realizzazione di cortometraggi. La registrazione al workshop può essere effettuata attraverso il modulo disponibile sul sito ufficiale di Maremetraggio, entro e non oltre il 16 maggio.

Il workshop è rivolto ad un massimo di 15 partecipanti, provenienti da tutta Europa e con una particolare attenzione alle Scuole di Cinema, che dovranno avere già ideato un progetto per la realizzazione di un corto. La registrazione al workshop è gratuita, mentre i partecipanti selezionati dovranno corrispondere una quota di iscrizione di 50 euro. Vitto e alloggio, invece, saranno a carico del Festival. Le lezioni saranno tenute in lingua inglese, così come i pitching alla fine del percorso, che i partecipanti esporranno di fronte a una rosa ristretta di produttori selezionati.

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Festival del Cinema Spagnolo: il programma dell’evento al Museo Nazionale del Cinema

Torna a Torino dal 12 al 16 maggio 2019 il Festival del Cinema Spagnolo programmato in partnership con il Museo Nazionale del Cinema e Slow Cinema in occasione del Salone del Libro che quest’anno avrà lo spagnolo come lingua ospite. Doppio il programma delle proiezioni: Spagna Oggi al Cinema Centrale Arthouse e Altri Mondi al Cinema Massimo – MNC. Il Festival, fondato nel 2008 dall’associazione culturale EXIT Media, giunge quest’anno alla sua dodicesima edizione grazie al sostegno dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, della Reale Accademia di Spagna a Roma, dell’Instituto Cervantes, dell’Ufficio del Turismo Spagnolo, di AC/E – Acción Cultural Española e RAI (media partner ufficiale).

Contraddistinto da un programma di alto livello qualitativo, con una selezione di titoli – presentati tutti in versione originale sottotitolata – sia classici che contemporanei, il Festival del Cinema Spagnolo ha dato visibilità a film e a cinematografie altrimenti invisibili in Italia. Il festival coinvolge sia figure di spicco a livello internazionale che nuovi talenti: in particolare dedica molto spazio ai giovani autori, alle opere prime o seconde e ai film realizzati da cineaste. Il Festival del Cinema Spagnolo ha l’obiettivo di promuovere, attraverso il cinema di qualità, i legami culturali, artistici e sociali che legano Spagna e America Latina con l’Italia, diffondendo un messaggio fondato sull’antirazzismo, la solidarietà, il recupero della memoria e il confronto con l’altro.

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España Hoy / Spagna Oggi

Manuel Martin-Cuenca El autor (Spagna/Messico 2017, 112’ DCP, col., v.o. sott.it.) Álvaro ha un’unica, grande aspirazione: diventare un vero scrittore. Per questo frequenta corsi di scrittura creativa, lezioni e seminari, senza trovare mai la giusta ispirazione, mentre sua moglie Amanda raggiunge un insperato successo con un romanzo rosa molto commerciale. Liberamente adattato dal romanzo El móvil di Javier Cercas. Dom 12, h. 20.30/Gio 16, h. 19.30 – Cinema Centrale Arthouse. La proiezione di domenica 12 maggio al Festival del Cinema Spagnolo è introdotta dal regista Manuel Martin-Cuenca.

Ana Schulz e Cristóbal Fernández Mudar la piel (Spagna 2018, 89’, DCP, col., v.o. sott.it.) La storia di Juan, padre del regista e mediatore – che si è battuto per la pace fra l’ETA e il governo spagnolo – e Roberto, agente dei servizi segreti che si è infiltrato nella sua vita per anni. La loro amicizia si mantiene nonostante questo tradimento. Lun 13, h. 18.00/Mer 15, h. 21.30 – Cinema Centrale Arthouse

Arantxa Echevarria Carmen y Lola (Spagna 2018, 90’, DCP, col., v.o. sott.it.) La storia d’amore tra due ragazze nomadi. Per loro non è facile vivere apertamente la relazione a causa della loro comunità, che considera l’omosessualità un tabù. Premio Goya 2019 per la miglior opera prima e la miglior attrice non protagonista. Lun 13, h. 21.30/Mer 15, h. 17.30 – Cinema Centrale Arthouse

Gustavo Salmerón Mucho hijos, un mono y un castillo (Spagna 2017, 89’, DCP, col., v.o. sott.it.) Avere molti figli, una scimmia e un castello sono i sogni di Julita da bambina, sogni che sono divenuti realtà. Quando il più giovane dei suoi figli scopre che sua madre ha perso la vertebra della bisnonna conservata per tre generazioni, la famiglia intraprende una bizzarra ricerca tra gli oggetti che Julita ha accumulato in ottant’anni. Premio Goya 2018 per il miglior documentario. Mar 14, h. 18.00/Gio 16, h. 21.30 – Cinema Centrale Arthouse

Oriol Paulo Contratiempo (Spagna 2016, 104’, DCP, col., v.o. sott.it.) Adrián è agli arresti domiciliari con l’accusa di aver ucciso la sua amante Laura. Lui si professa innocente, sostiene di essere stato incastrato e assume l’avvocatessa Goodman per il processo. Nelle poche ore che mancano, Goodman deve analizzare gli ultimi mesi della vita di Adrián, ma dai racconti dell’uomo emergono particolari e retroscena inaspettati. Mar 14, h. 21.30/Mer 15, h. 19.30 – Cinema Centrale Arthouse

Otros Mundos / Altri Mondi

Helena Trapé Las distancias (Spagna 2018, 98’, DCP, col., v.o. sott.it.) Olivia, Eloy, Guille e Anna vanno a Berlino per fare una visita a sorpresa all’amico Comas, che compie 35 anni, ma il festeggiato non li accoglie come si aspettavano. Durante il fine settimana, emergono le contraddizioni e l’amicizia viene messa alla prova. Scopriranno che il tempo e la distanza possono cambiare tutto. Ingresso 6.00/4.00 euro. Lun 13, h. 19.00 – Cinema Massimo – MNC, Festival del Cinema Spagnolo

Pere Marzo Goodbye Ringo (Spagna/Italia 2018, 70’, DCP, col., v.o. sott.it.) Sono trascorsi cinquant’anni dall’epoca dorata dello spaghetti western. L’epoca in cui tecnici e artisti italiani e spagnoli abitarono diverse location della Spagna per creare un vero e proprio spazio immaginario. Esplugas City, un villaggio western costruito a 10 chilometri da Barcellona, fu uno di questi luoghi, dove nacquero autentici cult. Attraverso testimonianze e ripercorrendone i luoghi, ricompaiono memorie di una stagione ormai finita. Ingresso 6.00/4.00 euro. Mar 14, h. 19.00 – Cinema Massimo – MNC

Augustí Villaronga Incerta gloria (Spagna 2017, 105’, DCP, col., v.o. sott.it.) 1937. Nella parte anteriore di Aragona, durante la guerra civile spagnola. Lluís, un giovane ufficiale repubblicano, assegnato a una posizione temporaneamente inattiva in una landa deserta, incontra un’enigmatica vedova di cui si innamora. Ingresso 6.00/4.00 euro. Mar 14, h. 20.30 – Cinema Massimo – MNC

Icíar Bollaín Yuli (Spagna 2018, 109’, DCP, col., v.o. sott.it.) Un documentario sul danzatore cubano Carlos Acosta, vera e propria leggenda della danza e primo ballerino nero a interpretare alcuni dei più famosi ruoli in balletti originariamente scritti per i danzatori bianchi. Carlos Acosta ha danzato in compagnie come Houston Ballet e Royal Ballet di Londra (dove è stato il primo ballerino per oltre 15 anni). Ingresso 6.00/4.00 euro. Mer 15, h. 19.00 – Cinema Massimo – MNC

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Prorogata la mostra Gulp! Goal! Ciak! Cinema e fumetti al Museo Nazionale del Cinema

Visto il grande successo di pubblico, il Museo Nazionale del Cinema proroga fino al 17 giugno 2019 la mostra Gulp! Goal! Ciak! Cinema e fumetti, a cura di Luca Raffaelli. Durante il lungo ponte primaverile, che ha visto coinvolti Pasqua, la festa della Liberazione e il 1 maggio, oltre 55.000 visitatori – dal 19 aprile al 5 maggio – hanno varcato l’ingresso della Mole Antonelliana, con una media di circa 3.230 presenze ogni giorno e con una punta massima di 4.469 persone il 27 aprile.

La mostra, inaugurata lo scorso 9 febbraio, racconta il rapporto tra cinema e fumetto, due arti che, grazie alla loro capacità di raccontare non solo a parole, hanno costruito il proprio linguaggio pur essendo totalmente differenti, abbracciandosi in una lunga sinergia di collaborazione, in un continuo scambio di ruoli e stili. Sfruttando il verticalismo antonelliano, la mostra mette in luce la potenza espressiva e comunicativa di una forma di racconto come quella dei fumetti e dei cartoni animati, grazie all’esposizione di materiali importanti quali tavole originali dei più famosi fumetti, proiezioni e postazioni interattive.

La mostra Gulp! Goal! Ciak! Cinema e fumetti non è l’unico evento di punta del Museo. La fondazione ha infatti organizzato anche una rassegna documentaristica speciale, con protagonista il tema del viaggio e delle migrazioni, evento contemporaneo di grande rilevanza per il nostro tempo. Per la sezione DOC a maggio al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema vengono proposti quattro documentari che affrontano in modo diverso il tema del viaggio. Il primo appuntamento, alla presenza del regista Markus Imhoof, è stato per domenica 5 maggio alle ore 18.30 con il documentario Eldorado che racconta il dramma dell’immigrazione e l’emergenza rifugiati. Ingresso 6.00/4.00 euro. L’acquisto dei biglietti è possibile sul sito ufficiale del Museo.

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Andrea Pomella presenta Terrence Malick nella masterclass al Museo Nazionale del Cinema

Quarto appuntamento del 2019 con Masterclass, l’incontro mensile dedicato alla commistione tra mondo letterario contemporaneo e storia del cinema. Domenica 12 maggio, alle ore 20.30 nella Sala Soldati del Cinema Massimo – MNC Andrea Pomella ci parla di cinema, presentandoThe Tree of Life di Terrence Malick.  Ingresso 6.00/4.00 euro. Scrittore romano, collaboratore di «Doppiozero» e «minima & moralia», Pomella ha pubblicato monografie su Caravaggio, Van Gogh e i Musei Vaticani. Ha esordito nella narrativa nel 2008 con Il soldato bianco, seguito poi da La misura del danno e Anni luce. Nel 2018 Einaudi ha dato alle stampe il suo memoir L’uomo che trema, considerato dalla critica come uno dei libri italiani più importanti dell’anno. L’acquisto dei biglietti è possibile direttamente sulla piattaforma del Museo Nazionale del Cinema.

Terrence Malick
The Tree of Life
(Usa 2011, 139’, HD, colore, versione originale sottotitolata in italiano)

andrea pomella cinematown.it

Da piccolo Jack aveva una concezione idilliaca del mondo, conosciuto soprattutto attraverso gli occhi di sua madre, una donna che credeva nel rispetto e nell’amore verso il prossimo. Crescendo Jack si trova ad affrontare la dura realtà della vita, che di idilliaco ha ben poco, come gli ha invece sempre insegnato suo padre. Da adulto, Jack diventerà consapevole che ogni esperienza vissuta fa parte di un grande miracolo, prezioso e incomparabile, messo in atto per renderci parte di uno schema che si perpetua nel mondo da millenni. Il film è introdotto da Andrea Pomella.

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Saturnia Film Festival: al via le iscrizioni della seconda edizione

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla 2/a edizione del Saturnia Film Festival, manifestazione dedicata al meglio della cinematografia breve con cortometraggi provenienti da tutto il mondo in programma dal 31 luglio al 4 agosto nel cuore della Maremma Toscana, tra i comuni di Manciano, nelle frazioni di Montemerano e Saturnia, a cui quest’anno si aggiunge anche Rocchette di Fazio nel comune di Semproniano (Gr). Il Saturnia Film Festival è ideato da Antonella Santarelli (architetto, regista e organizzatrice di vari eventi cinematografici), con la direzione artistica del regista Alessandro Grande, vincitore del David di Donatello 2018 con il corto Bismillah.

La rassegna, che nasce per creare un contatto tra il cinema e il territorio in cui si svolge, con l’obiettivo di essere sin da subito un punto di riferimento per i registi di oggi e di domani, propone quest’anno cinque serate di proiezioni che si apriranno il 31 luglio a Saturnia con “Aspettando il Saturnia Film Festival”, un best of della prima edizione con alcuni dei registi premiati. La seconda edizione della manifestazione si inaugurerà il 1 agosto a Manciano con la proiezione dei film in concorso, proseguendo il 2 agosto Rocchette di Fazio e il 3 agosto a Montemerano. La serata finale di premiazione, il 4 agosto, si svolgerà come di consueto alle Terme di Saturnia, main partner insieme al Comune di Manciano. Questa edizione si arricchisce della collaborazione di Medusa Film, in qualità di main sponsor. La società, leader nel mercato cinematografico italiano, sarà rappresentata dal suo direttore della distribuzione, Paolo Orlando, che sarà presente al festival in qualità di presidente di giuria. Dice Antonella Santarelli, presidente del Festival:

Il Saturnia Film Festival ha messo radici nel territorio come speravamo e credo che si stia creando un punto di incontro tra cinema internazionale, cultura e territorio, per  dare quel valore aggiunto al suo indiscusso valore storico e paesaggistico.

saturnia film festival cinematown.it

Aggiunge Alessandro Grande, direttore artistico:

Dopo il successo dell’edizione passata, che ha visto trionfare il regista spagnolo Sorogoyen, in cinquina successivamente agli Oscar 2019, stiamo visionando anche quest’anno centinaia di film provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo è sempre lo stesso, portare il miglior cinema nelle piazze toscane e far divertire e commuovere i tanti spettatori che dall’anno scorso ci seguono dimostrando affetto e sensibilità verso il cinema e il Saturnia Film Festival.

Paolo Orlando, direttore della distribuzione di Medusa, ha dichiarato:

Il Saturnia Film Festival in pochissimo tempo si è già guadagnato una posizione di tutto rispetto nel panorama dei festival cinematografici dedicati al cortometraggio. Merito di un’appassionata ed eccezionale organizzazione e, non di meno, di una location e di un territorio tra i più belli e suggestivi del nostro paese. Un connubio perfetto unito da valori di eccellenza assoluta.

Riconfermato anche per questa edizione il premio alla miglior regia scelto da una giuria qualificata, nell’ultima giornata di festival. Al vincitore del premio, oltre all’assegno di 1500 euro, verrà consegnato anche un riconoscimento tutto al femminile: la statua rappresentativa del Saturnia Film Festival, una fusione in bronzo del bozzetto di circa 21 cm, della scultura che si trova a compimento della fontana di Saturnia, una “Ninfa”, simbolo della nascita delle acque. La scultura e il bozzetto sono stati realizzati dallo scultore e pittore italiano Arnaldo Mazzanti, autore della scultura che dal 1967 si trova in piazza Vittorio Veneto a Saturnia.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale Aradia Productions, che produce eventi per la valorizzazione del territorio e di riflessione su temi sociali, è in collaborazione e con il supporto del Comune di Mancianoil Comune di SempronianoTerme di Saturnia SPA&Golf ResortMedusa FilmFondazione Sistema Toscana, La Cantina dei Vignaioli di Scansano, Banca Tema, il ristorante Caino a Montemerano, I due Cippi a Saturnia e La Filanda a Manciano, l’Hotel Tuscany a Poggio Murella, opera dell’architetto Paolo Portoghesi che ospiterà per due notti tutti i registi selezionati in concorso. Il Saturnia Film Festival si terrà nelle location di Piazza Magenta di Manciano, Piazza del Castello di Montemerano, Parco Piscine Terme di Saturnia, Rocchette di Fazio (Semproniano) e Saturnia.

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Primo Levi e il cinema: il programma della mostra al Museo Nazionale del Cinema

Mercoledì 8 maggio ore 20,30, al Cinema Massimo (Sala Soldati), in occasione delle manifestazioni per il Centenario di Primo Levi, il Museo Nazionale del Cinema, l’Archivio Cinema Impresa di Ivrea, il Centro Primo Levi e RAI Teche – Mediateca “Dino Villani” organizzano una serata su “Primo Levi e il cinema”, con la presentazione del film di Davide Ferrario La strada di Levi (Italia 2018), viaggio attraverso Polonia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Romania, Ungheria, Austria e Germania compiuto dal regista insieme a Marco Belpoliti, ripercorrendo il lungo viaggio di ritorno da Auschwitz a Torino che Levi racconta in La tregua. Secondo il regista Davide Ferrario – che sarà presente alla proiezione:

La definizione più giusta per descrive La strada di Levi non è “documentario”, ma road movie. Nel film troverete solo in parte l’aspetto biografico-storico. La scommessa era un’altra: vedere l’Europa di oggi con le parole di Levi ma con i nostri occhi. Quello che alla fine ci ha colpito di più è stato scoprire quanto le sue osservazioni fossero modernissime e, fuori dai luoghi comuni sul postcomunismo o la globalizzazione, rispecchiassero la nostra esperienza diretta.

E anche questo vorrei dire con forza: bisogna riscoprire Primo Levi al di fuori della sua testimonianza su Auschwitz. Levi è un maestro del Novecento (una sua vittima, anche) che è stato troppo in fretta messo sullo scaffale dei classici senza confrontarsi con la sua profonda attualità di pensiero.

Il film sarà preceduto dalla proiezione del cortometraggio La canzone del polistirene/Le chant du Styrène di Alain Resnais (Francia 1958, 12’), realizzato su commissione delle industrie chimiche Pechiney per esaltare i meriti delle materie plastiche. Il film, in effetti, documenta tutto il ciclo di produzione: da materia grezza lavorata nei moderni complessi petrolchimici, a filo sottile e granulo colorato utilizzato nella produzione di oggetti in plastica mediante procedimento sottovuoto o stampaggio. Ma Alain Resnais ne affida il commento a Raymond Queneau, che lo compone in versi alessandrini:

Mi sembrava che un testo in versi sarebbe stato più efficace, anche pedagogicamente parlando, avrebbe aiutato a rendere meno tecnologiche e più invitanti le immagini, e poi sentivo confusamente che esisteva un rapporto tra l’alessandrino e il cinemascope che stimolava fortemente la mia fantasia e che volevo assolutamente sperimentare e mettere a confronto.

Ne risulta un film quasi astratto, che si lascia incantare da quella “bellezza del moderno”, espressa dall’infrastruttura industriale, che – negli anni successivi – catturerà, ad esempio, anche autori come Michelangelo Antonioni e Ermanno Olmi. Del commento originale di Raymond Queneau, nel 1985, il Progetto Cultura Montedison commissiona una traduzione italiana a Italo Calvino che si avvale della consulenza di Primo Levi per i termini di chimica. Italo Calvino e Primo Levi, nel rispetto del tono lirico-surrealista dell’originale, ci danno una “traduzione d’autore”, complice e divertita, dove Calvino, in particolar modo, regge il gioco di Queneau, uno dei suoi autori all’Einaudi, nonché suo “collega” all’Oulipo, l’ “officina di letteratura potenziale” – laboratorio di giochi linguistici tra letteratura e matematica, di cui erano entrambi membri. La canzone del polistirene verrà presentato da Domenico Scarpa del Centro Primo Levi.

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