Negli ultimi vent’anni, il cinema asiatico ha progressivamente conquistato un posto di rilievo nei principali festival cinematografici internazionali. Tra questi, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è distinta per la sua costante apertura verso le cinematografie dell’Estremo Oriente, accogliendo registi e opere da una vasta area culturale che comprende Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Filippine, Vietnam e Indonesia. Se il Far East Film Festival porta da decenni l’Asia a Udine, l’estremo oriente al lido è ben rappresentato, pur essendo il festival veneziano un evento globale, con proiezioni da tutti i continenti.

Un’Asia polifonica tra tradizione e sperimentazione

Ciò che rende il cinema asiatico così affascinante è la sua capacità di coniugare radici culturali profonde con linguaggi visivi innovativi. Ogni paese propone un’identità narrativa distinta, modellata da storia, religione, strutture familiari e rapide trasformazioni sociali. Le opere spesso affrontano tematiche complesse con audacia estetica e una forza emotiva che, pur non sempre immediatamente accessibile al grande pubblico occidentale, lascia il segno.

A Venezia, queste cinematografie sono passate da curiosità marginali a presenze consolidate. Sezioni come “Orizzonti” e “Giornate degli Autori” hanno spesso dato spazio a nuovi sguardi dal continente asiatico, ma oggi non è raro trovare film dell’Estremo Oriente in concorso per il Leone d’Oro. Registi come Jia Zhangke (Cina), Apichatpong Weerasethakul (Thailandia) e Lav Diaz (Filippine) hanno contribuito a una narrazione globale capace di raccontare con intensità e profondità la complessità contemporanea.

Giappone: spiritualità, minimalismo e immaginazione

Il Giappone ha una lunga storia alla Mostra di Venezia, risalente ai maestri come Akira Kurosawa e Yasujirō Ozu. Oggi, questa tradizione continua con una nuova generazione di autori che riesce a mantenere intatto il senso dell’introspezione e della spiritualità tipico del cinema nipponico.

Tra i nomi simbolo c’è Hayao Miyazaki, maestro dell’animazione e fondatore dello Studio Ghibli, premiato con il Leone d’Oro alla carriera nel 2005. Le sue opere, considerate veri e propri film d’autore, affrontano tematiche universali come la guerra, la perdita, la crescita personale e il rapporto uomo-natura. Nel 2024, Il ragazzo e l’airone ha emozionato il pubblico veneziano con una proiezione speciale, seguita da una standing ovation di dieci minuti e una retrospettiva dedicata alla sua poetica animista.

Accanto a lui, autori come Hirokazu Kore-eda, con le sue riflessioni sulle relazioni familiari (esempi dei suoi lavori usciti in Italia sono Air Doll e Il terzo omicidio), e Naomi Kawase, con uno stile visivo poetico e immerso nella natura, hanno consolidato la presenza giapponese nei festival europei.

Cina: Storia, realismo sociale e poesia visiva

La Cina vanta una presenza storica alla Mostra di Venezia che si è evoluta dalle grandi epoche del cinema classico verso un cinema contemporaneo ricco di sperimentazione e impegno sociale. Registi come Zhang Yimou e Jia Zhangke hanno rappresentato al meglio questa trasformazione, portando sullo schermo una riflessione profonda sulla modernizzazione, le tensioni sociali e le radici culturali.

Zhang Yimou, con film come Hero e Lanterne Rosse, ha saputo coniugare estetica raffinata e narrazione epica, mentre Jia Zhangke è diventato uno dei più importanti autori del realismo sociale, raccontando le trasformazioni urbane e i dilemmi morali della Cina contemporanea.

Negli ultimi anni, la Cina ha continuato a farsi notare grazie a registi emergenti come Bi Gan, la cui poetica onirica e visivamente innovativa ha conquistato il pubblico internazionale, e Cai Shangjun, che al Lido ha presentato opere intense come The Sun Rises on Us All (Ri Gua Zhong Tian), un film che riflette sulle tensioni familiari e sociali attraverso uno sguardo lirico e profondo.

La Mostra di Venezia ha così premiato e valorizzato la Cina non solo come nazione produttrice di grandi blockbuster, ma soprattutto come fucina di autori capaci di raccontare con autenticità e bellezza le sfide del proprio tempo.

Cinema cinese a Venezia
Fotogramma da The sun rises on us all

Corea del Sud: tensione sociale e identità in crisi

Il cinema coreano, spinto dall’onda della Hallyu (Korean Wave), ha guadagnato popolarità globale per la sua capacità di indagare il presente con lucidità e tensione. Se Cannes e gli Oscar hanno premiato registi come Bong Joon-ho e Park Chan-wook, anche Venezia ha saputo dare spazio al talento sudcoreano.

Uno degli autori più significativi è stato Kim Ki-duk, che ha ricevuto il Leone d’Oro nel 2012 per Pietà e il Leone d’Argento alla regia nel 2004 per Ferro 3 – La casa vuota, film poetico e silenzioso che ha sorpreso la critica internazionale.

I grandi riconoscimenti del cinema asiatico alla Mostra del Cinema di Venezia

  • 1951 – Akira Kurosawa (Giappone) Leone d’Oro con Rashomon
  • 2000 – Edward Yang (Taiwan) Miglior regia (ex-aequo) per Yi Yi
  • 2004 – Kim Ki-duk (Corea del Sud) Leone d’Argento per la regia con Ferro 3 – La casa vuota
  • 2006 – Apichatpong Weerasethakul (Thailandia) Ottiene il Premio della Giuria con Syndromes and a Century
  • 2012 – Kim Ki-duk (Corea del Sud) Leone d’Oro con Pietà
  • 2018 – Pema Tseden (Tibet/Cina) Miglior sceneggiatura nella sezione Orizzonti con Jinpa
  • 2022 – Lav Diaz (Filippine) Premio Orizzonti per il Miglior Film con When the Waves Are Gone
    Nuhai, film Taiwan
    Nuhai, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia

Venezia 82: i film asiatici in concorso

L’edizione 2025 della Mostra vedrà un’importante presenza asiatica tra i film in concorso, a conferma della vitalità e varietà di questo cinema.

  • No Other Choice di Park Chan-wook (Corea del Sud). Un dramma familiare carico di tensione, in cui un padre disoccupato tenta di mantenere la propria dignità e quella dei suoi cari. Nel cast principale Lee Byung-Hun (Mr. Sunshine, Squid Game) Son Ye-Jin (Crash Landing on You, Thirty-Nine) Park Hee-Soon (The Suspect, V.I.P.) Yoo Yeon-Seok (Hospital Playlist, Reply 1994) Yum Hye-Ran (When Life Gives You Tangerine The Uncanny Counter, Goblin) Cha Seung-Won (Our Blues, Night in Paradise)
  • Ri Gua Zhong Tian (The Sun Rises on Us All) di Cai Shangjun (Cina). Un dramma emozionale ambientato lungo la costa cinese, sullo sfondo di un ricongiungimento sentimentale. Nel cast Xin Zhilei (Hi, Mom, Cliff Walkers) Zhang Songwen (In the Heat of the Sun) Feng Shaofeng (The Monkey King, Wolf Totem)
  • Nühai (Girl) di Shu Qi (Taiwan) Esordio alla regia dell’attrice taiwanese Shu Qi, Girl è un racconto corale sulla condizione femminile in tre generazioni. Interpreti Roy Chiu (Tales of Taipei) 9m88 (I Missed You, Tales of Taipei) Bai Xiao-Ying, attrice emergente.
Film coreano alla mostra del cinema di Venezia
No other choice, film che rappresenta la Corea del Sud nel 2025

Il successo crescente del cinema asiatico alla Mostra del Cinema di Venezia riflette una trasformazione profonda nel modo in cui il pubblico e la critica guardano all’Estremo Oriente. Non più visti come “curiosità culturali”, questi film rappresentano oggi una delle voci più potenti, complesse e innovative del panorama cinematografico mondiale.

L’Estremo Oriente non è più un ospite. È diventato protagonista.

Festival del cinema di Venezia

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