STEFANO GRIMALDI
Conrad Veidt è stata una delle figure più nobili e umanamente più potenti del ‘900.
Non è stato solo un iconico attore dell’espressionismo tedesco, ma anche un uomo di rara integrità morale.
Certo, l’immagine di copertina fa sobbalzare dalla sedia tutti coloro che non sanno o non hanno saputo che in effetti nel suo ruolo in L’uomo che ride (1928), Veidt ha ispirato l’aspetto visivo del Joker di Batman; nonostante in questo caso egli non interpretava uno schizoide ma una vittima della crudeltà dell’aristocrazia dell’epoca.
Una performance straziante e drammaticamente umana, diventata l’estetica del cattivo più imprevedibilmente e genialmente cattivo di quella cultura pop legata a uno dei fumetti più amati di sempre.
Veidt diventa leggenda
E’ il gennaio del 1933, i nazisti prendono il potere.
Il presidente Hindenburg nomina Hitler cancelliere, e nei mesi successivi trasformano la Repubblica di Weimar in una dittatura eliminando ogni opposizione col sangue.
Nel contempo, il nuovo regime, chiede a tutti i membri dell’industria cinematografica di compilare un questionario sulla propria origine etnica.
Veidt non è ebreo, ma sua moglie sì.
Per solidarietà e per totale disprezzo verso il regime, nel modulo alla voce “razza” scrive: “Ebreo”.
Un gesto che gli costerà la carriera in Germania e lo costringerà all’esilio definendo così, con coraggio inaudito, la sua leggenda morale.
Ricordate il celebre Maggiore Strasser in Casablanca? E’ Veidt, che migrato a Hollywood decide di accettare ruoli da Villain solamente alla rigorosa clausola contrattuale che gli lasciassero libertà espressiva nel dipingere questi suoi personaggi come esseri spregevoli e odiosi. Così come parti cospicue del suo salario decise di destinarle allo sforzo bellico alleato britannico.
Il suo cinema fu una delle opere di propaganda antinazi più efficaci e concrete.
Altri tempi, altri eroi.
Altri pionieri dei diritti civili…quando nel 1919 nel film a tematica omosessuale “Different from the Others”, in un epoca di tabù rigidissimi interpreta un violinista gay , dando dignità a un personaggio altrettanto scomodissimo per il momento storico.
Un uomo coraggioso, prima ancora che un attore capace: con il suo sguardo penetrante e la fisicità eccezionale di chi proviene dal muto, ha saputo dare voce ai reietti e agli invisibili, così come ai caratteri più spregevoli, simulacri umani deformati dalla miseria o dal potere.
Veidt è una leggenda perché è riuscito a far coincidere l’estetica (il cinema espressionista) con l’etica .
Ha vissuto la transizione dal muto al sonoro, dalla Germania a Hollywood, e dal successo alla fuga, senza mai perdere quell’eleganza morale e ferrea che, col passare delle ere, diventa sempre più terra rara.
