Poche serie possono definirsi iconiche allo stesso modo di Peaky Blinders. Non tanto per la risonanza mediatica della serie in sé, visto che altri serial come Game of Thrones e Breaking Bad hanno certamente più seguito, ma per la capacità di costruirsi una sorta di nicchia e sguazzarci con una disinvoltura fuori dal comune. Lo stile e l’iconicità di Thomas Shelby e famiglia sono infatti estremamente riconoscibili, tanto che una celebrità britannica come David Beckham ha voluto lanciare appositamente una linea di abbigliamento dedicata ai “fottutissimi Peaky Blinders“. Arrivati alla quinta stagione, le trame si fanno sempre più complesse, così come i personaggi, senza perdere neanche un decimo della raffinatezza delle prime stagioni. Vediamo ora nel dettaglio questa quinta stagione di Peaky Blinders.

Peaky Blinders 5: sinossi

peaky blinders 5 cinematown.it

Dopo aver sconfitto (per un pelo) la Mafia Italiana guidata da Luca Changretta (Adrien Brody) ed aver conquistato il seggio elettorale di Birmingham, la famiglia Shelby prosegue, per mano del proprio leader Tommy (Cillian Murphy) la propria scalata al potere. Dovrà però fare i conti con la tremenda crisi del 1929, con una realtà politica in espansione sempre più pericolosa e alcune piccole e grandi crisi di coscienza, senza contare i difficili rapporti tra i membri di una famiglia sempre più numerosa.

Peaky Blinders 5: una catena di dicotomie e contraddizioni

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Dopo 5 stagioni, risulta evidente uno dei leitmotiv più importanti del serial: gli opposti. L’eleganza dei vestiti dei Peaky contro la violenza che emanano se si sentono minacciati. Il vecchio contro il nuovo. Le scene girate in slow motion con musica rock in sottofondo. Tutte finezze registiche che diventano via via più evidenti ed apprezzabili nell’arco della serie, facendo esattamente ciò che fanno Tommy e famiglia: puntare sempre più in alto.

Peaky Blinders 5: il moto perpetuo di una famiglia

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Ciò che rende estremamente interessante lo show riguarda però i singoli personaggi, ognuno dei quali è un pezzo importantissimo di questa macchina pressoché perfetta. Questi non rimangono infatti uguali a sé stessi, bensì sono in continuo mutamento, a partire dal capofamiglia Tommy, interpretato da un sempre ottimo Cillian Murphy, che vede in questa stagione il coronamento della sua lenta e quasi impercettibile evoluzione, una morale che si fa strada nel suo animo. Inutile parlare di Arthur (Paul Anderson), uno dei personaggi più complessi del clan, così come di Polly (Helen McCrory). A sorprendere in questo Peaky Blinders 5 è però Aberama Gold (Aidan Gillen da Game of Thrones), che muta look e personalità grazie alla più banale ma potente delle motivazioni: l’amore. Lo stesso Finn (Harry Kirton), carattere appena abbozzato fino a questo momento, si ritaglia un suo spazio nelle vicende dei Peaky. Ed è inoltre la famiglia stessa a cambiare pelle e ad evolversi: dal ferimento di un italiano che aveva solo osato uscire con Lizzie (che ha poi causato la dolorosa morte di Grace), all’accettazione di un uomo di colore al fianco di Ada, il passo è davvero lungo.

Peaky Blinders 5: che cosa sarebbero senza donne?

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Seppur ambientato in un’epoca in cui le donne non se la passavano certo bene in quanto a diritti, le Peaky Ladies si sono sempre distinte per carattere ed intraprendenza, ognuna a suo modo. Dalla fedele ex prostituta Lizzie (Natasha O’Keeffe) alla dura Polly, fino ad arrivare alla moglie di Arthur, Linda, le donne hanno sempre avuto un ruolo fondamentale e sfaccettato. Non sono infatti bidimensionalmente relegate al ruolo di “conforto” o di “rottura”, bensì riescono ad essere l’uno e l’altro, spesso anche contemporaneamente. L’esempio di Ada è il più lampante e significativo: inizialmente ragazza ribelle ed idealista innamorata dell’uomo sbagliato, poi fidata (e polemica) consigliera del capofamiglia. Donne insomma che si fanno rispettare pur mantenendo intatta la propria femminilità, che non sono piegate alla volontà dei propri uomini, in ruoli a tutto tondo che rendono la componente femminile pienamente valorizzata ed emancipata.  In tal senso aiuta ricordare un dialogo tra zia Polly e Linda nella quarta stagione.

Linda: Là fuori è pieno di uomini che sputano, che schifo.

Polly: Beh, se loro ti sputano… tu rispondi sputando!

Peaky Blinders 5: l’eterna lotta con sé stessi

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Nonostante i moltissimi personaggi, è innegabile il fatto che Peaky Blinders abbia un protagonista indiscusso, capace di fare da trait d’union tra tutti: il già citato Tommy Shelby. Soldato, gangster, allibratore, assassino, magnate, politico. Tutto e niente. E nel mezzo, tante notti insonni e sogni di guerra e morte. La sua vita pare essere una continua ed apertissima lotta contro sé stesso, o per meglio dire sembra destinato ad una eterna guerra per trovare sè stesso. In questo quinto capitolo l’attenzione è prevalentemente incentrata su di lui (più che nelle precedenti) e sulla sua piccola crisi morale. Pare infatti che adesso voglia “fare la cosa giusta“, pur essendo combattuto per via del fatto che, quando si comporta in quel modo, “qualcuno di innocente muore“. Il suo dubbio esistenziale consiste quindi nella contrapposizione tra interesse personale e moralità, universale e decisamente ben mostrato.

Peaky Blinders 5: un ottimo cast, senza nomi enormi

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Aveva fatto scalpore, la scorsa stagione, l’assunzione di un premio Oscar come Adrien Brody per la parte di Luca Changretta. A dire la verità, a noi l’interpretazione di Brody non aveva convinto molto: la sua performance è stata senz’altro di buon livello, ma per uno come lui è stata fin troppo macchiettistica e superficiale, decisamente sottotono rispetto al precedente villain interpretato da Sam Neill. In questa nuova stagione, i nuovi arrivi non sono nomi di grido, ma ogni membro del cast recita alla perfezione la propria parte, apportando quel tanto che basta per fare il bene dello show, senza primedonne.

In particolare Sam Clafin (Pirati dei Caraibi) porta un villain carismatico e tenebroso che risulta quasi essere il lato ancora più oscuro dello stesso Tommy. La sua perfetta nemesi, che si rivelerà degno dello scontro con il veterano inglese. Insomma, per concludere, Peaky Blinders 5 offre il solito spettacolo raffinato e di alto livello, con personaggi e situazioni in continuo mutamento e qualità registica decisamente elevata. La visione è ovviamente consigliata, anche e soprattutto per i colpi di scena che, nella puntata finale, vi lasceranno a bocca aperta.

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