Le celebrità di Hollywood impegnate contro il COVID-19 sono sempre più numerose, spesso perché tra di loro vi sono persone che hanno avuto direttamente a che fare coi pericoli della pandemia. È quello che è successo a Bob Odenkirk, protagonista di Better Call Saul, come ha raccontato a Conan O’Brien nell’episodio di lunedì di Conan della TBS. Durante l’intervista, Odenkirk ha dichiarato che suo figlio Nate, di 21 anni, si era ammalato di Coronavirus mentre era alla DePaul University di Chicago.

Il suo compagno di stanza era molto, molto malato. Mio figlio soffre d’asma da diversi anni in maniera pesante, utilizza ancora l’inalatore qualche volta. L’ho incontrato all’aeroporto, dove gli ho dato una maschera e si è lavato le mani. Il giorno dopo si è svegliato con la febbre, dicendo che aveva un fortissimo dolore alla gola.

Sembrava avere il cancro tanto era il dolore. Siamo troppo abituati all’influenza tradizionale, ci viene da pensare che i malanni passano in qualche giorno. Stavolta non funziona così. Nate è stato male per due settimane, lo controllavo tutti i momenti e mi diceva sempre di star malissimo.

Bob Odenkirk aveva parlato dell’esperienza del figlio col COVID-19 anche lo scorso giovedì. Intervistato al The late late show della CBS, l’attore aveva detto al conduttore James Corden che i sintomi del figlio erano ben peggiori di quelli dell’influenza. Il dolore del figlio Nate alla gola è stata la cosa peggiore, ma non hanno mai sottovalutato nemmeno la stanchezza fisica, durata molto più a lungo dell’influenza tradizionale.

Ero sempre più spaventato man mano che i giorni passavano e ci allontanavamo dal primo giorno di sintomi. Siamo tutti ben consapevoli della fortuna che abbiamo avuto a passarla liscia.

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