Martedì l’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Los Angeles ha annunciato di non voler proseguire nelle indagini sui casi di crimini sessuali contro Kevin Spacey, Anthony Anderson e Steven Seagal. Riguardo questi ultimi, secondo le autorità sarebbe scaduto il termine di prescrizione; riguardo Anderson, la parte che avrebbe segnalato le accuse si sarebbe rifiutato di essere interrogato dalle autorità in merito alle dichiarazioni.

Ulteriori aggiornamenti devono ancora essere rilasciati dalle parti coinvolte nelle vicende, anche se visto il silenzio perpetrato da Kevin Spacey durante i mesi successivi lo scandalo che lo ha coinvolto, è facile supporre che l’attore o il suo staff continueranno a restare in silenzio.
Dopo il flop – secondo alcuni pilotato – di Billionaire Boys Club, rilasciato in sole dieci sale cinematografiche in tutti gli USA e senza una campagna marketing promozionale a sostegno del rilascio, il sito di Kevin Spacey è stato chiuso, mantenendo però attivi i contatti per comunicare col suo staff.

 

I tre attori sono solo alcuni dei casi più eclatanti riguardanti le accuse di molestie proliferate a macchia d’olio nei giorni successivi allo scandalo Weinstein, con un MeToo sempre più imperante a dettare legge sui nuovi canoni di comportamento sociale e professionale nel mondo dello spettacolo. Kevin Spacey in particolare è stato colui che ne ha pagato le conseguenze peggiori, nonostante la dichiarazione di scuse fatta su tutti i suoi canali social, dove ha commentato le parole di Anthony Rapp con una diplomazia poco apprezzata dagli americani, i quali hanno colto nel suo coming out le peggiori intenzioni, verso Rapp, la comunità omosessuale e le vittime di molestie stesse.

Il caso che ha coinvolto Kevin Spacey è nato da una dichiarazione di Rapp su un presunto comportamento sessuale scorretto perpetrato da Spacey ai suoi danni, risalenti a decenni prima ma – stando alle natura stessa delle parole del giovane – consistenti in un nulla di fatto.

Gli avvenimenti recenti lascerebbero a intendere che il clima di disgelo nel mondo dello spettacolo abbia iniziato ad agire, come nel recente caso di Morgan Freeman, di nuovo al lavoro con NatGeo. Ci auguriamo che queste novità conducano un artista del calibro di Kevin Spacey ad un graduale ritorno al cinema, che tanto patisce della sua mancanza.

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