Dopo un inizio legato principalmente alle serie, la piattaforma di streaming Netflix sta allargando i propri orizzonti, arrivando anche a produrre film propri, alcuni dei quali vedono anche una distribuzione (ridotta) nelle sale. L’ultima frontiera attraversata è quella del cinepanettone all’italiana. Natale a Cinque Stelle è infatti la prima commedia di questo tipo proposta sulla piattaforma, e sarà accessibile nei 160 paesi utenti.
Natale a Cinque Stelle: sinossi

Il premier italiano Rispoli (Massimo Ghini) è in visita ufficiale in Ungheria, alla vigilia di Natale, insieme ad una folta delegazione parlamentare. Dovrà presenziare a diversi incontri, ma ha in testa anche ben altro: la giovane deputata del Pd Giulia Rossi (Martina Stella), sua amante. I due si incontrano nella suite del premier, ma c’è un inconveniente. Nella camera da letto trovano infatti un cadavere vestito da Babbo Natale, di cui dovranno liberarsi in fretta per evitare uno scandalo che potrebbe far crollare il “governo del cambiamento”. Ad aiutarli, ci sarà il portaborse Walter Bianchetti (Ricky Memphis), tuttofare del Primo Ministro. Per complicare ulteriormente le cose, i rispettivi coniugi dei due amanti si troveranno a loro volta a Budapest, rischiando di scoprire tutto.
Natale a Cinque Stelle: una coraggiosa connotazione politica

Natale a Cinque Stelle attinge a piene mani dal genere a cui appartiene, essendo di base un cinepanettone con tutti i crismi, cercando però di andare in una direzione diversa. La connotazione politica è evidente ed i riferimenti all’attualità molteplici. Massimo Ghini e Martina Stella sono inequivocabilmente gli equivalenti del premier Conte e di Maria Elena Boschi (accento toscano compreso), e i vari Renzi, Salvini, Di Maio & company vengono citati (e punzecchiati) piuttosto spesso. L’unico che si salva, non essendo mai citato, curiosamente è Silvio Berlusconi. Per il resto, le gag sono quelle classiche del cinepanettone, leggermente inflazionate ma sempre efficaci per gli amanti del genere. La recitazione è discreta, con le buone prove di Massimo Ghini e Ricky Memphis, mentre Martina Stella appare leggermente sopra le righe. Tutti gli altri comprimari fanno il loro lavoro, senza infamia e senza lode.
Natale a Cinque Stelle: un esperimento non del tutto riuscito

Il film di Vanzina e Risi appare, in definitiva, un tentativo relativamente audace di modificare il genere del cinepanettone, che però non riesce del tutto. Mentre le gag proprie di un film del genere scorrono veloci, i dialoghi e le battute più serie appaiono forzate e fuori luogo, il più delle volte, e quasi scontate. Alcune di queste sono fin troppo dirette, quando forse battute e riferimenti un po’ più sottili avrebbero giovato. Manca certamente il carisma di figure come De Sica, capaci di catturare l’attenzione con qualunque monologo, sebbene Ghini cerchi di fare la sua parte, e la sceneggiatura fatica a digerire la serietà di alcuni momenti, per quanto brevi. Anche alcune situazioni create appaiono decisamente forzose, e altre dei veri e propri buchi di sceneggiatura (una deputata Pd sposata con un leghista del nord, che però ha l’accento romano??).
In definitiva, Natale a Cinque Stelle è un cinepanettone sui generis, che verrà sicuramente apprezzato dai fruitori abituali e disprezzato dagli altri, come sempre del resto. Racchiude tutte le caratteristiche che ci si aspetta di vedere: belle donne poco vestite, battute un po’ scontate ma sempreverdi, e una tendenza a creare situazioni caotiche e ricche di colpi di scena. Mostra però un tentativo di ricercatezza che potrebbe far sperare in un futuro più impegnato anche per questo genere di pellicole, sebbene per il momento la meta sia ancora lontana. Merita una menzione speciale il cameo di Rocco Siffredi, protagonista di una delle gag più riuscite del film.
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Sceneggiatura
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Regia
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Colonna Sonora
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Recitazione
