Due anni dopo il grande successo di Invisibili, vincitore di sei Nastri d’Argento e altrettanti David di Donatello, Edoardo De Angelis torna sul grande schermo con il suo quarto film, Il Vizio Della Speranza. La pellicola, che è presentata in anteprima al festival di Toronto e successivamente alla Festa del Cinema di Roma, uscirà nelle sale il 22 Novembre, distribuito da Medusa Film.

Alcune persone sembrano avere una vita segnata sin dalla prima infanzia, e così è stato per Maria. Ripescata come un rifiuto nel fiume, vittima di un abuso sessuale in tenera età, figlia di un mondo povero, ma povero soprattutto di speranza. Maria, come una moderna Caronte, traghetta povere donne costrette a vendere il proprio utero per sopravvivere e arricchire quella che è, a tutti gli effetti, la loro padrona. Un giorno, la fuga di Fatima, che decide di tenere per sé il bambino altrimenti destinato a un’altra donna, fa scattare qualcosa nella giovane Maria che, a sua volta incinta, decide di tenere il bambino.

A Castel Volturno non ci sono più i nomi delle vie. Le targhe sono state cancellate, le strade dissestate, le case sventrate. In questa stazione balneare fantasma, a nord di Napoli, da troppo tempo nessuno raccoglie più la spazzatura, la posta è chiusa, la scuola, la chiesa e il commissariato pure.

Il Vizio Della Speranza disarma lo spettatore

Il vizio della speranza cinematown.it

Il Vizio della Speranza è un film crudo, che ci pone inevitabilmente di fronte ad una verità che tentiamo di negare. Un luogo disumano, una città morente, terminale. Così De Angeles ci racconta Castel Volturno, catapultandoci in una realtà disumana, un mondo tanto lontano dalla nostra quotidianità quanto, in realtà, pericolosamente vicino; la crudezza di un ambiente così duro disarma lo spettatore. A Castel Volturno non esiste legge, non esiste stato e non esiste la morale, i protagonisti vivono nella più totale povertà, non solo economica, ma d’animo. Eppure, Maria si discosta, dimostra di essere sì, figlia un mondo privo della benché minima morale, ma di avere come dono la speranza, che in un contesto come quello in cui vive, sembra essere davvero un vizio. Maria però non è sola, insieme a lei alcuni personaggi sapranno trasmetterci la stessa speranza, anche solo attraverso una semplice domanda: “sei andata a scuola? raccontami cos’hai imparato“.

Nel cast, oltre alla splendida Pina Turco,  interprete di Maria, troviamo Massimiliano Rossi, nei panni di Carlo Pengue, ex giostraio dalla scorza dura, che nasconde un animo tenero e altruista, la cui storia ci viene svelata verso la fine del film. Cristina Donadio, invece, interpreta Alba, la madre di Maria.

Il Vizio Della Speranza – una storia cruda, un inno alla vita

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In conclusione Il Vizio della Speranza è un film che lascia il segno, capace di inquietare ma anche di commuovere. Un plauso alla protagonista Pina Turco che regala un’interpretazione eccellente. Menzione speciale alla splendida colonna sonora di Enzo Avitabile, che con le sue straordinarie sonorità a cavallo tra napoletano e africano, ci accompagna in questo, difficile, ma speranzoso viaggio. Il Vizio Della Speranza si conclude, come un italianissimo Blade Runner, con un inno alla vita e con un sole splendente, dopo tanta, troppa, pioggia.