Game of Thrones: le morti più difficili da accettare della serie

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Facciamo un tuffo nel glorioso passato di Game of Thrones, ricordando le perdite che hanno lasciato un segno indelebile nelle vicende di Westeros.


Con la quinta puntata di Game of Thrones 8 (qui la nostra recensione) abbiamo avuto finalmente le morti importanti che ci aspettavamo, oltre ad un vero e proprio apice del climax narrativo, che potrebbe in ogni caso essere pareggiato da quello della prossima puntata. Manca solo la sesta dunque, per vedere terminata una delle esperienze televisive più segnanti, nel bene e nel male verrebbe da dire, della storia. Quando si arriva alla fine è però inevitabile ripensare all’inizio, a quello che è stato. Per questo abbiamo deciso di fare un tuffo nel passato, ripensando a tutte le peggiori perdite del serial dalla prima puntata nel lontano 2008.

Ve lo ricordate? Quando a governare Westeros c’era un ubriacone come Re Robert Baratheon e Jon Arryn era il Primo Cavaliere. Qualcuno forse pensava che le cose andassero male allora, visti i tanti sotterfugi e coltellate alle spalle, ma possiamo dire con assoluta certezza, ed un pizzico di eufemismo, che le cose da quel momento non sono certo migliorate. Ripercorriamo dunque le peggiori perdite di Game of Thrones, in termini sia emozionali che strategici e di sviluppo della trama, in ordine sparso.

Jon Arryn

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Qualcuno di voi ha sentito parlare della teoria del piano inclinato? I cultori di Aldo, Giovanni e Giacomo la conosceranno fin troppo bene. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l’inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile.

Ecco, Jon Arryn è stato l’inizio di tutto, la prima tessera abbattuta del gigantesco mosaico di Ditocorto, la morte che ha dato il via a tutto e al suo contrario. Guerre, invasioni, esplosioni di templi e quant’altro. Le sue scoperte sui figli del Re hanno influenzato tutti gli eventi successivi. Decisamente una perdita importante quindi.

Re Robert Baratheon

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Un sovrano decisamente inusuale, ubriacone e violento, molto ben caratterizzato da Mark Addy. La sua morte distrugge quello che era stato, per sua stessa ammissione, “il collante che tiene uniti i sette regni”, ovvero il matrimono tra lui e Cersei Lannister. Dopo la sua dipartita le cose precipitano, formando una miriade di piccole e grandi fazioni, con svariati contendenti al trono. Primi fra tutti i suoi fratelli, Renly e Stannis. Poi il Giovane Lupo Robb Stark, in realtà principalmente in cerca di vendetta per la morte del padre. Insomma, sarà anche stato alcolizzato, violento e scarsamente affine all’attività di regnante, ma quel re “beone”, come lo descrisse Tywin Lannister, era l’unica cosa che si frapponeva tra Westeros ed il caos.

Shireen Baratheon

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Non si può dire che casa Baratheon abbia avuto molta fortuna in queste stagioni di Game of Thrones (ci auguriamo che Martin abbia idee meno tragiche per questa casata nel prosieguo dei suoi libri). La morte della piccola Shireen Baratheon, unica figlia di Stannis Baratheon, è di gran lunga uno dei momenti più strazianti di sempre. Da far tremare i polsi sentire le sue urla disperate, mentre la telecamera indugia sul volto di Stannis, già personaggio poco amato dai fan. La morte della principessa, voluta dal Dio Rosso, almeno a detta di Lady Melisandre, è un’altra delle cose che la sceneggiatura ha mancato di spiegare successivamente: perché il Dio Rosso ha voluto una cosa simile? Ad ogni modo, anche da un punto di vista strategico, questa morte ha una grande importanza: metà dell’esercito, dopo aver visto Shireen bruciare viva, ha disertato, decretando la fine di Stannis e della Casa Baratheon.

Eddard Stark

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Parliamo ora dell’unico personaggio veramente buono della serie, anche se gli avvenimenti alla Torre della Gioia portano a qualche piccola riserva sul suo onore. La sua esecuzione, per mano del crudele Joffrey, porta la Guerra dei Cinque Re ad infuriare in tutta la sua potenza, anche se non possiamo definirla la vera e propria causa scatenante. Dal punto di vista dello show, comunque, rappresenta uno degli shock più grandi, visto che per la prima volta una serie tv uccide il proprio indiscusso protagonista (interpretato dall’attore più conosciuto del cast, Sean Bean). Fondamentalmente è da quando vediamo la testa di Ned Stark rotolare sul patibolo che ci rendiamo conto che Game of Thrones è davvero qualcosa di diverso.

Robb Stark, Catelyn Stark e Talisa Maegyr

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Le Nozze Rosse sono un altro momento indimenticabile della serie, oltre ad essere uno dei più disturbanti ed inaspettati. In un colpo solo, tutta la fazione degli Stark viene cancellata con un colpo di spugna, senza il minimo preavviso. Un colpo a freddo che rimane uno dei coupe de teatre meglio riusciti. Vedere poi una donna incinta, Talisa, uccisa a coltellate nello stomaco è qualcosa di disturbante e potente, insieme al momento in cui madre e figlio si guardano, leggendo la resa l’uno negli occhi dell’altro. Momenti davvero di altissimo livello, anche recitativo.

Khal Drogo

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L’indistruttibile ragazzone Dothraki pareva destinato a grandi cose nell’arco delle successive stagioni, dopo che Daenerys lo aveva convinto ad attraversare il Mare Stretto e conquistare i Sette Regni con la sua orda. Peccato che Martin avesse idee diverse. Tradito da una prigioniera, costretto in un coma irreversibile, vede finire davvero velocemente la propria linea narrativa, costringendo la Madre dei Draghi ad un percorso molto più lungo ed accidentato per arrivare a Westeros. La costringe perfino a soffocarlo lei stessa, per porre fine alle sue sofferenze, una lezione sulla spietata crudeltà della vita. Tutto straziante e strategicamente molto importante: con i Sette Regni dilaniati dalla Guerra dei Cinque Re, Khal Drogo e l’orda Dothraki avrebbero vinto con estrema facilità, probabilmente.

Tywin Lannister

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Sì, proprio lui, il politico più insensibile e sanguinario della serie. La mente dietro alle Nozze Rosse, per dirne una su tutte. Perché è una delle perdite peggiori di Game of Thrones? Per via del fatto che la sua è sempre stata la voce della ragione, per quanto crudele. Sapeva tenere a freno con la sua volontà di ferro tutti i personaggi più indomabili che aveva intorno, specialmente la figlia. Perfino il perfido Joffrey aveva un giusto timore del nonno. Senza di lui abbiamo perduto un personaggio carismatico e misurato, che avrebbe potuto dare molto al conflitto dell’ottava stagione.

Oberyn Martell

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La scena della sua dipartita fornisce una quantità enorme di emozioni contrastanti, capovolgendo le aspettative in pochi secondi. Poteva uccidere un personaggio odioso come La Mantagna, ma è stato accecato, è il caso di dirlo, dalla propria superbia e sicurezza. La sua morte poi scatena (non troppo sensatamente, bisogna dirlo) la rivolta delle principesse di Dorne, portando a quello che rimane forse l’omicidio più efferato di tutto il serial, di cui parliamo di seguito…

Myrcella Baratheon/Lannister

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… ci riferiamo all’omicidio di Myrcella Baratheon, unica figlia femmina di Cersei e Jamie Lannister, uno dei pochissimi personaggi che non è mai stato toccato dai giochi del trono. Viene uccisa vigliaccamente da Ellaria Sand, che la avvelena con Il Lungo Addio, fatto che il karma provvederà a rimettere presto in equilibrio. La successiva uccisione della Sand è infatti una delle più giustificate, a nostro avviso, tra tutte quelle perpetrate da Cersei. La scena in cui Myrcella muore tra le braccia dello zio/padre, è davvero commovente e crudele allo stesso tempo, e contribuisce a “mescolare” sempre più i buoni e i cattivi.

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