Martin Scorsese è sinonimo di Cinema. Non vi è alcun dubbio che, nel panorama artistico, il suo nome sia una delle stelle più luminose. Il suo peso nella storia del cinema taglia trasversalmente la fine del novecento. La sua arte attraversa la seconda metà del novecento offrendoci, più e più volte, un cinema sempre appassionato, profondo ed emozionante. Il suo passaggio al medio schermo, allo streaming di Netflix, risulta forse una delle sue più grandi dichiarazioni sul Cinema come Arte. The Irishman, ennesimo e cruciale capolavoro di Scorsese, rappresenta non solo una grandissima prova di Cinema ma un manifesto alla storia della violenza da lui spesso declinata. Ecco la nostra recensione senza spoiler del film che troverete su Netflix.

Un uomo comune nel cuore della malavita americana di metà Novecento

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La storia del film racconta la storia di Frank Sheeran, camionista e veterano della Seconda Guerra Mondiale, interpretato da un magistrale Robert De Niro. Frank, detto “l’Irlandese” (The Irishman) finì a lavorare con la famiglia mafiosa Bufalino, capitanata da Russel Bufalino (Joe Pesci). Nel corso della sua storia Frank verrà a contatto, fino a diventarne fedele compagno e consigliere, del sindacalista dei trasporti Jimmy Hoffa (Al Pacino). Il film segue le vicende principalmente dal punto di vista di Frank, mostrandoci la sua vita a partire dagli anni ’50 fino ad arrivare agli inizi del 2000. De Niro interpreta magistralmente il personaggio in ogni fase della sua vita, unendo una gestualità differente con l’invecchiare del personaggio ad un impressionante uso di CGI per ringiovanirlo. Il film verte attorno al suo essere diviso tra dovere familiare e dovere sociale, portando le sue scelte a rovinare – a volte indelebilmente – molti rapporti.

Un uomo perso nella violenza

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La vita di Frank ha conosciuto una sola costante: la violenza. In ogni momento che vediamo del film, sia da giovane in Italia che da adulto, il suo personaggio si ritrova comandato a compiere violenza. Quello che il film porta a chiederci, tramite il grande messaggio mostrato nel suo rapporto con la figlia Peggy (Anna Paquin), è se questa violenza imposta dall’alto renda il protagonista una persona malvagia. Senza cadere in spoiler, possiamo solo dire che questa trama sotterranea eleva un già ottimo film fino a renderlo una profonda analisi della psiche umana, del suo rapporto con la violenza, con la famiglia e, più semplicemente, con l’altro. Il quadro che ci rimane alla fine è quello di un uomo con rimpianti che non riesce a capire a causa di una vita che, più che aver vissuto, lo ha usato fino a lasciarlo solo.

Gli USA tra mafia, politica e violenza

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Tratto dal libro I Heard You Paint Houses di Charles Brandt, il film esplora con grande attenzione il rapporto tra la malavita e la politica americana. In particolare, la figura di Hoffa viene spesso a scontrarsi con quella della famiglia Kennedy e, con più precisione, con Robert, fratello minore di John e Procuratore Generale. Se, da un lato, la fortuna dei Kennedy viene a derivare dall’intervento di Hoffa, dall’altro troviamo la stessa famiglia all’origine di tutte le sue disfatte. L’appoggio dato dal sindacalista a Nixon, infatti, sarebbe la scaturigine di molte delle grane legali che egli dovrà affrontare contro il Procuratore Generale. I politici in questione non vengono mostrati nel film, eppure il loro peso risulta fondamentale tramite un abile lavoro di world-building del regista.

The Irishman è un film portento di dinamismo, modernità e tradizione

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Sotto il punto di vista tecnico poco si può dire se non che Scorsese, assieme a Rodrigo Prieto (Direttore della Fotografia) e Thelma Schoonmaker (Direttore del Montaggio), sono riusciti a portare a Netflix un ennesimo capolavoro. Visivamente, il film risulta sbalorditivo con iconiche inquadrature alternate grazie ad uno strabiliante montaggio. Quello che risulta più eclatante ed encomiabile è però l’uso della CGI: la magistrale interpretazione di De Niro ringiovanito riporta ad un mondo passato in modi forse persino insperati dal team produttivo. La durata, di tre ore e trenta minuti, non solo risulta necessaria ma gestita ottimamente e senza portare allo spettatore confusione.

Speriamo che grazie alla sua presenza su Netflix questo film riesca ad arrivare a tutto quel pubblico che, probabilmente, non avrebbe avuto l’intenzione di vederlo nelle sale. The Irishman, diretto da Martin Scorsese, racconta la storia del criminale Frank “l’Irlandese” Sheeran (Robert De Niro) e della sua ascesa nelle cerchie della mala americana nella seconda metà del ‘900. Con De Niro, Joe Pesci ed Al Pacino, questo film mostra uno spaccato della malavita e dei suoi affari con la politica americana. Il film, uscito in sale scelezionate per un breve periodo, uscirà su Netflix il 27 Novembre 2019.

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