Durante il terzo episodio di The Mandalorian, Mando riesce a portare Baby Yoda dall’imperiale interpretato da Werner Herzog – ottenendo così l’acciaio beskar col quale verrà forgiata la sua nuova, fantastica corazza – e dopo alcune peripezie dettate dai rimorsi e i ricordi d’infanzia, lo rapisce a sua volta per evitare che gli venga fatto del male. Il cacciatore di taglie freddo e senza scrupoli sta quindi diventando qualcosa di estremamente simile al cowboy di Clint Eastwood nella Trilogia del dollaro, arrivando perfino a rompere il suo codice professionale, legge per i mandaloriani.

Mando – soprannome datogli dagli altri personaggi, non conoscendo la sua vera identità, che è Dyn Jarren – torna sui suoi passi, e prima di irrompere nel bunker imperiale per riprendersi Baby Yoda, sente l’imperiale discutere col dottor Pershing – scienziato che porta il marchio dei clonatori kaminoani – dicendogli di estrarre in fretta quel che gli serve dal bambino senza fallimenti. Pershing non concorda con questa linea, ricordando al personaggio di Herzog che gli era stato ordinato di mantenere in vita l’alieno, nonostante la sicurezza dello scienziato sia la prima ad essere senza garanzie.

Queste dinamiche di The Mandalorian sollevano parecchie domande, rafforzandone di vecchie e proponendone di nuove. Nello specifico, cosa vogliono dal bambino? per chi lavorano veramente? La discussione tra i due imperiali sembra sottintendere la presenza di un’entità altra per la quale stanno svolgendo un compito, e che esige la sopravvivenza del piccoletto. La risposta più logica sarebbe supporre l’esistenza di un signore della guerra imperiale, sopravvissuto al crollo dell’Impero di Darth Sidious. A dare la risposta potrebbe essere sopratutto la figura del dottor Pershing.

La sua connessione ai kaminoani è già stata analizzata, essendo portatore dei segni distintivi di questa comunità scientifica di clonatori, il ché conduce ad un’ulteriore domanda davvero intrigante: il bambino è a sua volta un clone, oppure stanno cercando di dar vita ad un nuovo Maestro Yoda? La frase “estragga in fretta quel che le serve” potrebbe alludere all’estrazione di materiale genetico sufficiente alla clonazione, anche se la sopravvivenza del bambino non sembra una priorità del villain, forse convinto del fatto che la creatura si possa sostituire con delle copie genetiche.

Prima di riuscire a rapire l’alieno, Dyn scopre che Pershing stava facendo di tutto per tenerlo in vita nonostante le volontà dei suoi superiori, supplicando perfino il mandaloriano di non uccidere la creatura. È difficile capire cosa volessero l’Impero e lo scienziato dal minuscolo essere, anche se gli indizi principali puntano la direzione della clonazione. Indipendentemente da questo, la terza puntata di The Mandalorian si conclude con una sparatoria all’aperto degna dei migliori western – la sequenza è magistrale – e con la fuga di Dyn col bambino, probabilmente seguiti da un’orda di cacciatori di taglie.

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