di Stefano Grimaldi
(non è il solito biopic)
“Ci sono tante cose qui che non capirò mai. Non sono mai stato un frequentatore di chiese e quello che ho visto sui campi di battaglia mi ha spinto a interrogarmi sui disegni di Dio.” (dal film L’ultimo samurai)
Personaggio complesso, a tratti dalle scelte private controverse, fuori dai clichè, e molto molto unstoppable.
Chi avrebbe potuto pensare che questo motivatissimo ragazzo chiamato Thomas Cruise Mapother IV, nativo dello Stato di NY, sarebbe diventato uno delle star leggendarie più pagate e versatili della storia del cinema…
Da un esordio-cameo in un film mieloso di Zeffirelli, ai grandi blockbuster, al cinema d’autore nel film testamento di Kubrick, fino a ridisegnare in età matura il genere action ma anche impossible; rifiutando (a tutt’ oggi) le controfigure nelle scene più impensabili a 63 anni suonati.
Spielberg lo considera il salvatore della nuova Hollywood; ovvero l’unico ancora in grado di sbancare al botteghino.
Che tipo di artista è dunque Tom?
Attore impegnato? Attore action? Produttore? Attore per regie d’autore? Uomo brand?
Di certo, è un ex attore-sottovalutato per diverso tempo che con una tenacia e una dedizione infinite è riuscito a pensare, creare, interpretare, reinventare, resistere, vincere…sempre. Un vero transformer. Lui è spettacolo totale ma, soprattutto, garantito.
Non usa green-screen, si butta con una moto in piena corsa da un dirupo personalmente, accompagnato solo da un paracadute, senza reti che lo aspettano.
Una carriera quasi impossibile da definire, paragonare o irregimentare in qualche status.
Tom Cruise è il cinema. E’ la fusione della settima arte trasformista, visionaria, produttiva.
E’ una colonna portante di quell’ industria la cui linfa vitale è sempre più assoggettata alla performance, al superamento dei limiti e alla novità dopo che quasi tutto è già stato visto e rivisto coi sequel, i reboot ecc.
E’ quel tipo di uomo-cinema divenuto una garanzia per il sistema cinematografico e per un pubblico trasversale-transgenerazionale tenuto vivo da questo anti-divo che ha deciso di non invecchiare restando in quella zona di comfort già raggiunta negli ormai lontani anni 90.
Quest’anno riceve l’Honorary Oscar per il suo incredibile impegno nei confronti della comunità cinematografica, dell’esperienza filmica e della comunità degli stuntman.
Il resto, è una lunghissima storia di riconoscimenti che non finisce certo qui…

