A White, White Day (Hvítur, hvítur dagur) è un film del 2019 diretto da Hlynur Pálmason e presentato al 37esimo Torino Film Festival. Ambientato in una Islanda dai toni alienanti e surreali, il film tratta della morte di una donna e della ricerca della verità da parte del marito. Lento ed ipnotico, questo thriller espone il crollo psichico del protagonista dovuto alla sua perdita e, soprattutto, ai misteri riguardanti la sua amata. A White, White Day succede grazie ad una forte performance del protagonista, ad una fotografia sublime e ad una ottima regia. Il film è stato selezionato come vincitore della 37esima edizione del Torino Film Festival.

Le parole non dette prima dell’ultimo addio

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Ingimundur, magistralmente interpretato da Ingvar E. Sigurðsson, è il capo della polizia di un piccolo villaggio in Islanda. Lo conosciamo mesi dopo una tragedia avvenuta nella sua vita: la morte della moglie in un tragico incidente stradale. La sua vita, da quel momento, è stata segnata da una costante routine di lavoro, messa a nuovo della sua isolata casa e visite psicologiche settimanali. L’uomo sembra aver resistito bene alla dipartita dell’amata moglie, ma quello che si vede è la facciata di un uomo duro che non ha ancora accettato l’accaduto.

Come evidenziato in A white, white day infatti non ha mai interiorizzato il lutto, rimanendo chiuso in se stesso. Ingimundur passa le sue giornate a riparare la casa in compagnia di Salka (Ída Mekkín Hlynsdóttir), sua nipote e principale legame umano nel film. Sebbene la vita dell’uomo sia relativamente piena di incontri con amici, colleghi e familiari riusciamo a vedere un lato più umano solamente con la ragazzina. Col resto del mondo si vede quasi una maschera che ricerca solo una cosa: la verità riguardo ad un tradimento da parte della moglie sospettato da Ingimundur. Questa ricerca, segnata dal bianco giorno della morte di lei, lo spinge pericolosamente verso un confine da cui è difficile tornare.

Sigurðsson e Hlynsdóttir affiatati nel gelo islandese

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I due capisaldi di A white, white day risultano I due attori protagonisti, Sigurðsson e Hlynsdóttir. I due personaggi risultano infatti opposti e speculari tra loro, rappresentando da un lato il trauma e dall’altro un più positivo modo di vivere. Salka (Hlynsdóttir) è la bambina, la nipote che poco sembra risentire della tragedia e che soprattutto rappresenta l’ancora di Ingimundur nei confronti dell’umanità. Il rapporto tra i due può ricordare, per certi versi, quello tra Logan (Hugh Jackman) e Laura (Dafne Keen) da Logan. Quello che varia è il tormento di questo poliziotto che, attanagliato da un dubbio di tradimento, rischierà tutto pur di raggiungere la verità.

Sigurðsson trasmette nel suo Ingimundur un profondo senso di perdita e di dolore. Dalla morte della moglie il mondo si è fermato per lui, lasciandolo in un limbo di disperazione. La sua apparente calma va a corrodersi col passare del tempo, passando da un iniziale pacato poliziotto islandese fino a trasformarsi (o, più probabilmente, rivelarsi) in un uomo violento, segnato e tormentato.

Tempi e spazi dilatati che immergono in questo profondo thriller

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Il film è un susseguirsi profondamente artistico di inquadrature visivamente surreali. Quanto raggiunto dal regista Hlynur Pálmason e soprattutto dal direttore della fotografia Maria von Hausswolff è stupefacente nella forza con cui trasmette liberazione, gioia e dolore in poche e semplici, almeno apparentemente, inquadrature. Unendo questo alle musiche di Edmund Finnis il film riesce con successo a trasmettere alienazione e dolore, immergendo lo spettatore completamente nel dramma di Ingimundur. Quello che viene consegnato allo spettatore è un film non solo strabiliante visivamente ma anche emotivamente gratificante e soddisfacente.

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  • Regia
  • Recitazione
  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Colonna sonora
4.2

Riassunto

A White, White Day è un film introspettivo che mostra gli effetti del tradimento e della morte su un uomo buono. Una fotografia ipnotica e delle ottime recitazioni rendono questo film una necessità per chiunque voglia perdersi in un visivamente strabiliante thriller in una gelida Islanda.

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