Senza rendersene troppo conto, stiamo lentamente avviandoci verso il 3 aprile, data entro la quale dovrebbe scadere la quarantena italiana da Coronavirus. Essere ottimisti è lecito, ma nonostante i grandi sforzi del Governo e del Ministero della Salute, difficilmente il Paese riuscirà ad uscire da questo periodo così rapidamente. Una proroga della quarantena è sicuramente dietro l’angolo, ma finché durerà, dureranno anche i nostri consigli su cosa guardare in queste giornate. Le ultime notizie dall’esecutivo risalgono al decreto Cura Italia, che mette sul piatto ingenti misure per aiutare i lavoratori a superare la crisi economica derivante dal contagio. In questo periodo di recessione, le persone si stanno sempre più collegando con la propria realtà interiore, motivo per cui un film da quarantena obbligatoriamente consigliabile è il capolavoro di Andrei Tarkovsky, Stalker.
Presente sul catalogo streaming di Mubi – che offre oggi ben tre mesi di abbonamento a solo 1€, quindi perché restare senza la miglior piattaforma di cinema d’autore – Stalker è un film da quarantena che focalizza l’attenzione su qualcosa di troppo spesso non analizzato: il desiderio. Componente fondamentale della natura umana, poiché, come diceva Chaplin, la vita stessa è desiderio, senso della vita. Eppure ci sfugge l’onnipresenza di questa molla emotiva, senza la quale non potremmo compiere le scelte. In un periodo di quarantena in cui l’unico desiderio è che passi l’emergenza, siamo sicuri di essere entrati in contatto con ciò che desideriamo veramente? Stalker si pone proprio questa domanda, alla quale fornisce una risposta ben precisa.
Il film da quarantena in questione è un capolavoro estetico e narrativo – a tratti pesante, lo ammettiamo, ma mai sottotono – e giunge alla risposta nella maniera più cruda. In uno scenario fantascientifico, i protagonisti si addentrano nella cosiddetta Zona, luogo temuto dal governo in cui spazio e tempo vengono alterati per uccidere e dissuadere tutti coloro che si vogliono recare nella stanza, il posto dove i veri desideri degli uomini vengono esauditi. Per arrivarci, le uniche guide sono gli Stalker, in grado di captare le intenzioni del luogo. Arrivati davanti alla stanza, però, i personaggi – tre rappresentazioni perfette dell’Io, Es e Superio, così come la Zona rappresenta la natura irrazionale dell’uomo – la situazione si soverchia. Essendo la stanza in grado di capire cosa vogliamo davvero indipendentemente da ciò che chiediamo, vale la pena entrarvi rischiando che cose terribili possano essere avverate? Come sottolinea il protagonista pessimista, infatti:
In primo luogo… se comincio a ripensare alla mia vita, è improbabile che possa diventare più buono…
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