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Stranger Things: nel progetto iniziale Steve e Robin dovevano essere una coppia

Una delle sorprese belle e non relative al Mind-Flyer che la terza stagione di Stranger Things ha portato con sé è stato il coming out di uno dei nuovi personaggi, Robin (Maya Hawke) che, dopo che Steve (Joe Keery) le si dichiara verso la fine della stagione, gli rivela di essere gay. Steve prende questo sviluppo inaspettato in maniera ammirevole, e un’amicizia platonica nasce tra i due.
Tuttavia, come rivelato dalla Hawke stessa in una intervista al The Wall Street Journal, gli scrittori dello show originariamente volevano che i due personaggi finissero insieme, romanticamente parlando; Hawke e Keery invece hanno cercato di respingere quel tipo di storyline durante la produzione della serie.

Durante le riprese abbiamo iniziato ad avere la sensazione che lei e Steve non dovessero stare insieme, e che lei potesse essere gay. Anche quando torno indietro e riguardo i primi episodi, mi sembra che sia la decisione più ovvia di sempre.

Hawke ha spiegato.

Hawke ha detto che i showrunner Matt e Ross Duffer sono stati molto ricettivi riguardo l’idea, e hanno lavorato insieme per sviluppare il nuovo finale.

I fratelli Duffer e io, e Shawn Levy, abbiamo discusso un sacco durante le riprese e penso che la decisione finale non sia stata presa se non solo verso gli episodi quattro e cinque. EÈ stata una conversazione collaborativa, e sono molto molto felice di come sia andata.

Ha detto l’attrice, aggiungendo poi:

Gli spettatori hanno risposto in maniera positiva al personaggio e spero che la storia di Robin possa aiutare le persone a innamorarsi delle ragazze che amano le ragazze e dei ragazzi che amano i ragazzi.

Anche Stranger Things va quindi ad aggiungersi a quelle serie che strizzano l’occhio alla comunità LGBT, insieme alla significativa scena di Mike che urla a Will che non è colpa sua se non gli piacciono le ragazze. Che anche questo sia un suggerimento sul fatto che Will possa essere dell’altra sponda?

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Ashely Benson e Cara Delevingne si sono sposate con una cerimonia segreta a Las Vegas

Altre due star si infilano l’anello al dito e pronunciano il fatidico “sì”. E, come a volte è tipico dei personaggi di una certa fama – il matrimonio si è svolto in gran segreto
Cara Delevingne, 26 anni, è una modella e attrice (Città di carta) mentre Ashely Benson, 29 anni, è stata una delle protagoniste di Pretty Little Liars; le due si sono sposate a Las Vegas. Come riporta il New York Post, non è chiarissimo quando si sia svolta la cerimonia – potrebbe anche trattarsi di mesi fa – ma è certo che si siano dette sì nella Little Chapel, la cappella a tema Elvis Presley dove a marzo del 2019 hanno celebrato la loro unione anche Sophie Turner (Game of Thrones) e Joe Jonas prima del sontuoso matrimonio celebrato a Parigi.
L’articolo pubblicato sul Sun è più ricco di dettagli: le nozze sarebbero costate solo 300 dollari e Michael Kelly, proprietario della location nuziale ha detto che le due: 

hanno voluto una cerimonia semplice, silenziosa, easy. Erano felicissime».

Tra i pochissimi invitati alla ristretta cerimonia c’erano Charlize Theron, i fratelli Jonas e anche Sophie Turner. Entrambe le spose hanno scelto un look nero e si sono fatte immortalare sulla Cadillac rosa che la cappella mette a disposizione dei neo sposi. Dopo il rito sembra che non ci sia stato nessun banchetto.
Non che il matrimonio ci colga impreparati visto che qualcuno si era accorto che sia la modella che l’attrice portavano già sull’anulare sinistro lo stesso tipo di anello, una fascia dorata, quasi a suggellare quella relazione diventata ormai di dominio pubblico già a giugno del 2018.
Un mese fa invece le due donne sono state fotografate insieme, mano nella mano per le strade di Saint Tropez. Non si conosce però la data esatta in cui è avvenuto il matrimonio, che potrebbe anche avere avuto luogo mesi fa. 

Nonostante il fidanzamento di oltre un anno, la modella e l’attrice sono sempre state molto riservate rispetto alla loro relazione. Una prima ufficializzazione risale a qualche mese fa, quando Cara Delevingne ha postato sul suo profilo Instagram un video in cui bacia appassionatamente sulla bocca Ashley in occasione del Gay Pride.

 

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#PRIDE 🌈❤️😍🌈❤️😍 @ashleybenson

Un post condiviso da Cara Delevingne (@caradelevingne) in data: 14 Giu 2019 alle ore 6:01 PDT

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Le star LGBTQ+ vengono festeggiate al party di Variety per il mese del Pride

New York City ha sentito tutta la potenza dell’Orgoglio questo lunedì quando Variety ha celebrato il suo annuale riconoscimento delle persone LGBTQ di tutto il mondo.
Durante un intimo raduno presso Mr. Purple, il bar sul tetto nella bassa costa est del Manhattan Indigo Hotel, le star di copertina di Variety e i suoi luminari si sono serviti con i cocktail per svelare la “classe dell’Orgoglio” del 2019 – inclusi Asia Kate Dillon, Jim Parsons, Don Lemon, Hannah Gadsby, Billy Eichner e MJ Rodriguez.

A Variety, siamo in prima linea di copertura per la comunità LGBTQ che teniamo a esporre in vetrina all’industria.

Ha detto il capo dell’ufficio del Variety New York, Ramin Setoodeh, mostrando che le questioni riguardanti il pride quest’anno hanno coperto 45 pagine di contenuto. Ha dato credito al capo editor di Variety, Claudia Eller, per aver avuto l’idea di sostenere le tante storie sulla questione.
Eichner, Parsons e Gadsby erano tra le star da copertina partecipanti all’inaugurazione Power of Pride sul tetto di Lower Manhattan, ballando sul set della DJ Daisy O’Dell. Sul tappeto, Gadsby si è aperta riguardo la sua relazione con il Pride, su cui lei non ha ancora un’idea precisa.

È impegnativo, è davvero impegnativo. È una cosa complicata per me. L’ho scoperto di recente, sapete, è un’assenza di vergogna.

Si sono presentate altre potenti persone queer insieme ai loro alleati di tutta Hollywood, i media e la rivista Fortune 500, incluso il maestro di cucina di Queer Eye, Antoni Porowski, la star Don Lemon, Shep Smith della Fox e la famosa drag star di A Star Is Born Shangela. Anche Leyna Bloom, la prima donna trans di colore ad aver titolato un film al Cannes Film Festival, si è presentata stupendo tutti con un abito di lustrini.

Prima di partire, Lemon si è preso la briga di parlare a favore di tutte le persone trans tra i militari degli Stati Uniti, sottolineando la loro importanza nell’esercito.

Guardate ai nostri fratelli e sorelle trans nei militari perché anche le persone trans sono patriottiche e coraggiose come chiunque.

Ha detto a Marc Malkin di Variety sul tappeto grigio.

Anche Eichner ha usato il tappeto per toccare diversi punti problematici della comunità LGBTQ, incluso il contraccolpo nel recente video musicale di Taylor Swift You Need To Calm Down.

Sai, penso che in generale abbiamo bisogno di quanti più alleati possibile. Ero davvero genuinamente impressionato da quanto Taylor Swift si sia fatta sentire durante le elezioni di metà mandato, dicendo ai suoi follower di votare, parlando a favore dei candidati democratici anche se lei viene dal sud e da uno Stato profondamente rosso. Ho pensato che fosse davvero importante. Ha incluso così tante persone nel sistema che ora continueranno a starci e saranno politicamente coinvolte.

Altrove al party, Mercedes Benz ha offerto la tradizionale bancarella per le giacche di pelle dove gli ospiti del Mr. Purple potevano realizzare i loro personali abbigliamenti con gli adesivi pride-friendly.

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Eventi LGBT+ News

Lovers Film Festival: Vladimir Luxuria nominata nuova direttrice della rassegna LGBTQ+

Vladimir Luxuria è la nuova direttrice di Lovers Film Festival, primo festival cinematografico dedicato ai film LGBTQI+ di cui ricorrono il prossimo anno i 35 anni dalla fondazione. Nel ricevere l’incarico dal Museo Nazionale del Cinema, la neodirettrice Vladimir Luxuria ha dichiarato:

Lavorerò con entusiasmo e senso di responsabilità per un Festival che, grazie al linguaggio del cinema, riesca ad aprire le menti e a riscaldare i cuori: accolgo con gioia la fiducia che è stata riposta in me e mi adopererò con tutte le mie forze affinché ovunque ci sia il buio dell’ignoranza e del pregiudizio possa accendersi un fascio di luce che proietti emozioni e conoscenza.

Il Museo ringrazia la commissione di selezione, composta da Giaime Alonge, Alessandro Battaglia, Ricke Merighi, Roberto Piana e Bruna Ponti, che ha dato un contributo decisivo nella proposta di una “short list”, consentendo di arrivare alla scelta di Luxuria. Sergio Toffetti, presidente del Museo Nazionale del Cinema, ha spiegato:

Lavorare con Vladimir Luxuria consentirà sicuramente al festival di potenziare la creatività della proposta e la visibilità dei programmi, per dialogare in modo più diretto non solo con la comunità LGBTQI+, ma con un pubblico sempre più ampio.

L’appuntamento con Lovers Film Festival è dunque fissato a Torino per la primavera 2020. Il 34° Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions (24-28 aprile 2019) che ha visto un aumento del 30% degli incassi – pari a 26.323,30 € a fronte dei 20.450,00 € indicati nel bilancio previsionale della manifestazione – e un + 30% di afflusso in sala. Piena soddisfazione per questo dato del presidente del Museo Nazionale del Cinema Sergio Toffetti, della direttrice alla fine dei suo mandato triennale Irene Dionisio e di Giovanni Minerba, fondatore della rassegna e attuale consulente scientifico.

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Taylor Swift pubblica una lettera aperta al Senato del Tennessee a supporto dei diritti LGBTQ+

Taylor Swift, attrice e cantante, si è sempre mostrata molto vicina ai diritti civili e non ha mai saltato un Pride Month senza prendere forte posizione a favore dei diritti LGBTQ+. La pop star ha approfittato di Instagram non appena è arrivato il mese di Giugno nell’east coast per pubblicare una lettera aperta al senatore del Tennessee (sua città natale) intimandogli di approvare l’Equality Act nel Senato degli USA, un manifesto che è già stato approvato dalla House of Representatives.
Un segnale di responsabilità che si ferma all’Ufficio Ovale, la Swift ha usato la sua lettera al Senatore Lamar Alexander per esprimersi contro la posizione della Casa Bianca che è contro tale legislazione, insieme alla maggioranza dei legislatori Repubblicani.

Personalmente rifiuto l’istanza del Presidente per cui la sua amministrazione “supporta la parità di trattamento in ogni sua forma” ma la legge di uguaglianza nella sua forma corrente è piena di pillole velenose che minacciano di sminuire i diritti genitoriali. No. Uno non può dire di supportare una comunità e condannarla subito dopo andando contro coscienza o i diritti parentali. Questa affermazione implica che c’è qualcosa di sbagliato nell’essere qualsiasi altra cosa che non sia eterosessuale e cisgender, il che è un messaggio incredibilmente dannoso da mandare a una nazione piena di famiglie sane e amorevoli composte da genitori, figli e figlie dello stesso sesso, non-binary o transgender.

La lettera aperta della Swift al senatore è stata accompagnata su Instagram da un messaggio ai suoi fan che inizia con:

FELICE MESE DELL’ORGOGLIO!! Anche se abbiamo tanto da festeggiare, abbiamo anche parecchio da percorrere ancora in questo paese prima che tutti possano essere trattati equamente. Secondo la recente ed eccellente notizia, la Casa ha approvato l’Equality Act che protegge le persone LGBTQ da discriminazioni sul lavoro, a casa, nelle scuole e altri uffici pubblici. Il prossimo passo è che questa legge passi anche al Senato. Ho deciso di accogliere il mese del pride scrivendo una lettera a uno dei miei senatori per spiegare quanto io tenga che l’Equality Act venga approvato. Invito anche voi a scrivere ai vostri senatori. Leggerò le vostre lettere con l’hashtag #lettertomysenator.

GLAAD ha risposto con un’affermazione dal presidente/CEO Sarah Kate Ellis:

Nell’attuale clima politico e culturale così diviso, abbiamo bisogno di più alleati come Taylor che ha mandato un messaggio positivo e edificante a tutte le persone LGBTQ.

Un altro messaggio dall’organizzazione ha ringraziato la Swift su Twitter per una:

generosa donazione a supporto del nostro lavoro per accelerare l’accettazione per le persone LGBTQ.

Swift ha rivelato che ha creato

una petizione su change.org per sollecitare il Senato a supportare l’Equality Act. Il nostro paese manca di una protezione a favore dei suoi stessi cittadini che assicuri alle persone LGBTQ di non vivere più con la paura che le loro vite possano essere danneggiate da un datore di lavoro o proprietario omofobo o transfobico. Il fatto che, legalmente, alcune persone siano completamente alla mercé dell’odio e del bigottismo o altro è disgustoso e inaccettabile. Mostriamo il nostro orgoglio chiedendo, a livello nazionale, che le nostre leggi trattino i nostri cittadini equamente.

Taylor ha chiuso il messaggio con una successione di simboli rainbow – 13 per essere precisi.

La lettera della cantante a Alexander è stata scritta con un tono gentile, congratulandosi con lui per aver celebrato il centennale del diciannovesimo emendamento che permette alle donne di votare.

Questo è stato un passo positivo cento anni fa e spero che tutti possiamo continuare a mettere da parte le affiliazioni partigiane quando si tratta di diritti umani fondamentali.

In seguito si è espressa su ciò che lei considera un’infelice nota riguardo la protezione LGBTQ nel suo stato natale.

Sono sicura che abbiate visto che Amazon e un’altra dozzina di compagnie hanno detto di sentire che la proposta anti-LGBTQ Slate of Hate in Tennessee potrebbe avere effetti negativi sulle loro abilità di fare business in Tennessee.

Ha citato uno studio che mostra che il 64% dei residenti dello Stato supportano la legislazione contro la discriminazione LGBTQ.

Votare contro questo emendamento significa votare contro il desiderio della maggior parte dei cittadini del Tennessee e degli Americani. Rispetto la sua posizione nel nostro paese e la sua abilità nel sapersi muovere con positività… Io, per una volta, le sarei immensamente grata.

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🌈HAPPY PRIDE MONTH!!!🌈 While we have so much to celebrate, we also have a great distance to go before everyone in this country is truly treated equally. In excellent recent news, the House has passed the Equality Act, which would protect LGBTQ people from discrimination in their places of work, homes, schools, and other public accommodations. The next step is that the bill will go before the Senate. I’ve decided to kick off Pride Month by writing a letter to one of my senators to explain how strongly I feel that the Equality Act should be passed. I urge you to write to your senators too. I’ll be looking for your letters by searching the hashtag #lettertomysenator. While there’s no information yet as to when the Equality Act will go before the Senate for a vote, we do know this: Politicians need votes to stay in office. Votes come from the people. Pressure from massive amounts of people is a major way to push politicians towards positive change. That’s why I’ve created a petition at change.org to urge the Senate to support the Equality Act. Our country’s lack of protection for its own citizens ensures that LGBTQ people must live in fear that their lives could be turned upside down by an employer or landlord who is homophobic or transphobic. The fact that, legally, some people are completely at the mercy of the hatred and bigotry of others is disgusting and unacceptable. Let’s show our pride by demanding that, on a national level, our laws truly treat all of our citizens equally. 🌈🌈🌈🌈🌈🌈🌈🌈🌈🌈🌈🌈🌈 Click the link in my bio to sign the petition for Senate support of the Equality Act.

Un post condiviso da Taylor Swift (@taylorswift) in data: 31 Mag 2019 alle ore 9:05 PDT

 

Nell’Ottobre scorso la Swift – che è stata precedentemente criticata da alcuni circoli per essere rimasta pubblicamente apolitica durante le ultime elezioni presidenziali – ha sorpreso molti esprimendosi a favore del candidato del Tennessee Phil Bredesen (che poi ha perso), citando la controversa legislazione LGBTQ dello Stato come uno dei motivi per farsi avanti.

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Approfondimenti LGBT+ News

Le nuove leggi del #MeToo che cambieranno (per prima) la società americana

Per coloro che lavorano nel settore dell’intrattenimento, oggigiorno le linee di confine tra lavoro e personalità sono sempre più sottili e malleabili. Qualsiasi situazione che fino ad oggi era immaginata dalla gente comune, come la bolla fatata in cui vivevano le star, sono dal tardo 2017 situazioni in cui il comportamento delle persone finisce con tutte le scarpe in una latrina mediatica fatta di ripercussioni – a volte fin troppo gravi – scaturite da interpretazioni fuorviate di atteggiamenti a filo tra il poco ortodosso e il consueto – sia nell’intrattenimento, che tra persone fisicamente attratte da qualcuno – e le leggi del MeToo stanno cambiando ogni genere di regola comportamentale basata sugli schemi naturali dell’animale umano.

Le donne in particolare hanno a che fare col fardello delle molestie sessuali o dei comportamenti maschili inappropriati, tanto che l’era del MeToo ha letteralmente aperto sia in California che nel New York la strada a nuove legislazioni, volte a favorire maggior protezione ai dipendenti contro le molestie sul lavoro. Nell’intrattenimento in particolare, le leggi del MeToo puntano a contenere questi fenomeni sia dentro che fuori l’ambiente professionale, essendo in questo settore il confine tra lavoro e privato fin troppo sottile. Oltre a stabilire nuovi paletti legali, i promotori si augurano che queste nuove leggi del MeToo stimolino le società di produzione a gestire meglio le questioni legate alle molestie e alle discriminazioni, affinché possano migliorare a lungo termine una situazione che oggigiorno è puramente psicotica.

Le leggi del MeToo nel New York

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Mentre il Civil Rights Act del 1964 rende già illegali le molestie sessuali, New York e California hanno notevolmente ampliato le tutele per i cittadini, secondo i limiti delle leggi federali. Alcuni dei più recenti cambiamenti nello stato atlantico, e della Grande Mela, fanno sì che:

  • Tutti i datori di lavoro nello Stato di New York, a prescindere dalla grandezza dell’azienda, debbano disporre di una politica anti-molestie conforme alla legge e attuino un programma di formazione, assicurandosi che questo soddisfi i criteri minimi stabiliti dalle nuove leggi;
  • Tutti i datori di lavoro nello stato di New York, a prescindere dalla grandezza dell’azienda, debbano fornire un aggiornamento annuale a tutti i dipendenti, indipendentemente dal fatto che questi abbiano o meno compiti di vigilanza;
  • I datori di lavoro con sede a New York che abbiano avuto quindici o più dipendenti o collaboratori indipendenti nel precedente anno solare, debbano fornire una formazione che soddisfi i criteri minimi, secondo la legge di New York City;
  • I datori di lavoro di New York City tenuti a fornire tale formazione, debbano formare contraenti indipendenti, oltre ai dipendenti interni. La formazione diventa requisito indispensabile anche quando il lavoratore offra prestazione per più di ottanta ore l’anno o per meno di novanta giorni;
  • Le società di produzione con sede a New York dovrebbero essere altresì consapevoli che le nuove leggi ampliano la responsabilità dei datori di lavoro, in modo che sia possibile per una una società essere oggetto di una segnalazione di molestie anche nel caso in cui a farla non è un dipendente di tale società.

Le leggi del MeToo in California

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In California invece, la Fair Employement and Housing Act si applica ai datori di lavoro con cinque o più dipendenti e dispone di ampie e complete tutele contro le molestie sessuali, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, la gravidanza, la razza, l’etnia, la religione, lo stato di salute, ecc. Mentre la California aveva già richiesto una formazione contro le molestie precedentemente al 2018, le leggi del MeToo ampliano ulteriormente queste misure.

  • Le agenzie di talent scouting devono fornire informazioni ai propri clienti in merito alla prevenzione delle molestie sessuali, alla ritorsione e alla segnalazione di eventi inconsueti;
  • I datori di lavoro possono essere ritenuti responsabili per eventuali molestie perpetuate anche da non dipendenti, nel caso in cui il datore fosse a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, della condotta inappropriata;
  • Gli individui possono essere ritenuti personalmente responsabili per le molestie;
  • Un singolo incidente relativo alle moleste, può essere alla base di una rivendicazione su un ambiente di lavoro ostile.

Il comportamento inappropriato è caratteristica usuale degli ambienti al cui apice vi sono degli uomini e nelle strutture in cui il luogo fisico di lavoro non è chiaramente delineato. Le domande su cui i legislatori si arrovellano, relative a questo punto, sono fin troppo grigie, sebbene ora il MeToo spinga per avere una definizione bianca o nera della situazione. Le tonalità di grigio, appunto, sono difficili da distinguere in quanto privato e professionale – sopratutto nel mondo dello spettacolo – si intrecciano: sei ancora in ufficio mentre stai facendo aperitivo, o mentre sei ad un party della produzione? Se ti comporti in un certo modo durante una notte alcolica ad un festival, infatti, questo non toglie che non ti saresti mai comportato allo stesso modo in ufficio. Le nuove leggi californiane puntano invece ad un abbassamento degli standard legali, riguardo cosa costituisce un ambiente di lavoro ostile, dando copertura non solo ai dipendenti, ma anche agli esterni all’ambiente di lavoro.

Come i datori di lavoro devono prepararsi (e difendersi) dalle leggi

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Come specifica IndieWire, con tutti questi aggiornamenti legislativi, diventerà difficile individuare solo ciò che è necessario correggere all’interno della propria azienda, affinché ci si assicuri che tutto sia rispettato. Mentre ogni realtà è a sé stante, e lo Stato di New York sembri quello propenso a promulgare leggi del MeToo più aderenti al buon senso e non al mucchio selvaggio, un elenco di azioni che i titolari d’azienda possono intraprendere finché queste norme non verranno approvate sono già piuttosto delineate.

  • Assicurarsi di avere già nello statuto aziendale una politica anti molestie che proibisca esplicitamente sia un comportamento sessuale inappropriato, sia delle ritorsioni nei confronti di qualsiasi individuo che faccia presente un caso di molestia;
  • Aggiornare il vademecum per i dipendenti, conformandosi a tutte le nuove leggi federali e statali, comprese le norme sul congedo familiare retribuito;
  • Organizzare attività di sensibilizzazione anti molestie conformi alla legge, coinvolgendo tutti i dipendenti.

New York e California hanno compiuto reali progressi – positivi o negativi – nel modificare le loro leggi e ampliare le tutele sul posto di lavoro, sia per le donne che per tutte le categorie protette, mentre le leggi e le politiche del settore continuano ad evolversi. Stando ai propositi dei promotori delle leggi del MeToo, se molestie e discriminazioni non vengono affrontate, possono intossicare l’ambiente di lavoro, con un impatto negativo sull’azienda e i suoi dipendenti. Le leggi, quindi, sarebbero un invito all’azione e alla condivisione di valori etici sani e comuni, ma da europei e latini, non possiamo che scorgere in queste norme – almeno per i primi tempi di promulgazione – una sfilza di teste su delle picche. Avete presente com’è finita per Eddard Stark?

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Taron Egerton parla della questione straightwashing sull’atteso biopic Rocketman

Taron Egerton, la star di Rocketman – il biopic su Elthon John presentato da qualche giorno al Festival di Cannes – a proposto delle notizie controverse emerse prima della proiezione della pellicola ha parlato della accuse di straightwashing – termine intraducibile che fa riferimento all’intenzione volontaria (o meno) di “convertire” (o letteralmente “lavare”) l’omosessualità di un personaggio in eterosessualità.  Invero, Rocketman descrive, tra le altre cose, anche la relazione fra Elton John e il suo manager John Reid (Richard Madden), e include anche delle scene intime fra i due.

Alcune informazioni trapelate all’inizio di quest’anno aveva fatto capire come alcune di questi intermezzi di nudo fossero stati tagliati dal montaggio finale del film, ma il regista Dexter Fletcher ha smentito tutta questa serie di ipotesi. Tant’è che in merito alle affermazioni di straightwashing aveva dichiarato:  “È spazzatura, è una sciocchezza, non ho ancora finito il film, ma è così fondamentale e fondamentale per chi è Elton”, ha detto in merito alle affermazioni di “lavaggio”.

Da quel momento in poi Egerton ha sostenuto che Rocketman non minimizza in alcun modo la dichiarata sessualità del cantante; così ha infatti detto a un’intervista per Empire: “È un’icona gay e chi siamo noi, in quanto registi francamente eterosessuali, per non mettere quell’elemento della sua storia?”.Invece, per quanto riguarda la scene di sesso al centro della polemica, l’attore gallese all’Attitude ha rivelato che “molto bella e qualcosa di cui siamo piuttosto orgogliosi”. E ancora:

Quella è la scena in cui Elton sta perdendo la sua verginità e volevamo provare a farle giustizia. Lo tratto con lo stesso amore, cura e affetto, come se fosse la mia prima esperienza con qualcuno che amo. La crudezza di quell’esperienza, la paura di quell’esperienza, ma anche la gioia dell’esperienza del primo bacio di Elton … è elettrica, è eccitante, il tuo stomaco sta facendo capriole. Ho sentito il pene di Richard … sulla mia gamba, non so davvero quanto saremmo potuti andare oltre.

Inoltre, Taron Egerton, parlando di interpretare un personaggio LGBTQ, si è rivolto in precedenza anche a coloro che affermano che il ruolo avrebbe dovuto essere assegnato a un attore gay:

Ho parlato con persone gay per le quali non è un problema, e ho parlato con persone gay per le quali è un problema. Capisco perfettamente, ma da parte mia sono un attore, e non ho recitato per recitare solo persone come me. Devi tracciare la linea da qualche parte, e non voglio vivere in un mondo in cui persone eterosessuali giocano con persone eterosessuali e le persone gay interpretano persone gay.

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Approfondimenti LGBT+ News

Film LGBT: i modi in cui il cinema degli anni ’90 rappresentava gli omosessuali

La rappresentazione della comunità LGBTQ+ ad Hollywood è tutt’altro che perfetta, persino oggi. Tuttavia, è innegabile dire che le cose, rispetto ai decenni scorsi, sono nettamente migliorate e che è stato fatto un grosso balzo in avanti. Per tutti quelli cresciuti negli anni ’90 è stato possibile vedere personaggi queer venire a galla nel cinema mainstream. Però, la loro rappresentazione nei film LGBT ha sempre aderito ad una serie di stereotipi. Dai depressi ai serial-killer, i seguenti sono gli archetipi tra cui è possibile scegliere. Di colpo, persino Tuo, Simon sembra quasi all’avanguardia.

Il serial killer queer (Il silenzio degli innocenti; Il talento di Mr. Ripley)

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Soltanto nel 1992, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha declassificato l’omosessualità dallo statuto di disordine mentale e la gay conversion therapy pretende ancora oggi che la queerness possa (o debba necessariamente) essere curata. Quindi, se trattiamo l’omosessualità come un disordine mentale, potremmo anche associarla ad altri tipi di disordini, perchè no? Magari sociopatia? In questo modo, otterremmo Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti e il Tom Ripley di Matt Damon, a cui piace così tanto Jude Law da randellarlo in faccia e rubargli l’identità. A volte, i personaggi omosessuali sono guidati dalla vergogna, come quello interpretato da Chris Cooper in American Beauty.

Il migliore amico gay (Ragazze a Beverly Hills; Il matrimonio del mio migliore amico)

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Alcuni film vengono girati in modo tale da far credere che sono totalmente a loro agio nella loro rappresentazione dell’omosessualità. Almeno, fino a quando si escludono scene di sesso e baci tra gay. Il casto migliore amico gay serve come una sorta di macchina per sviluppare battute argute e affermazioni sagge e genuine. Praticamente, funziona come un biscotto della fortuna in carne ed ossa. Ovviamente amiamo Ragazze a Beverly Hills. Almeno, fino a quando perde tutto il suo potenziale romantico. Relegati all’eterno ruolo di personaggi di supporto, i migliori amici gay non hanno mai un subplot e la sceneggiatura ci dice esplicitamente che loro sono gay altrimenti sarebbe soltanto la loro insolenza a caratterizzarli come tali.

La lesbica pazza (Butterfly Kiss; Inserzione pericolosa; Basic Instinct)

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Le lesbiche possono essere anche pazze. Una volta che una donna ha respinto tutte le convenzioni tradizionali della società (fare sesso con un uomo e lavare i piatti per lui), è tutto possibile. Basic Instinct è famoso soprattutto per una scena ma rappresenta anche il personaggio di Sharon Stone come una donna bisessuale alla guida di un harem di lesbiche assassine. O, magari, preferite Jennifer Jason Leigh in Inserzione pericolosa, la compagnia di stanza ossessiva che vi ucciderà e copierà il vostro taglio di capelli.

La donna transessuale ingannevole (La moglie del soldato; Ace Ventura – L’acchiappanimali)

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Gli anni ’90 hanno rappresentato la grande paura dell’uomo medio ed eterosessuale di essere ingannato da una donna transessuale, di andare a letto con lei e di perdere il proprio status vittorioso di uomo alfa. Da qui deriva il twist di La moglie del soldato e il climax di Ace Ventura, in cui un’intera stanza di uomini inizia a vomitare quando si accorge che il nemico è veramente un uomo. Le donne transessuali sono spesso oggetto di sdegno, viste come ingannatori proteiformi di cui è impossibile fidarsi.

L’omosessuale fiero (South Park – Il film; Piume di struzzo)

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Camicia hawaiiana addosso, l’omosessuale fiero è la variante sventolante bandiera color arcobaleno del migliore amico gay. All’omosessuale in fiamme è persino consentito possedere una propria sessualità, al prezzo di incarnare tutti i possibili stereotipi sui gay. Zeppola, movimenti rapidi, lacrima facile, amore per i musical e per gli abiti femminili, passione per l’interior design -praticamente sono queste le caratteristiche associate agli omosessuali in fiamme. In genere, l’omosessuale fiero è rappresentato in modo affettuoso. Tuttavia, questo non fa altro che raddoppiare la sensazione di stereotipo nei film LGBT.

Il gay tragico (Philadelphia; S.O.S. Summer of Sam; Happy together)

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L’oscura ombra dell’AIDS viene prepotentemente a galla negli anni ’80 e continua ad emergere anche negli anni ’90. Tom Hanks vince il suo primo Premio Oscar nel 1993 per la sua interpretazione di un gay morente e malato di AIDS. Philadelphia ha costruito un’empatica rappresentazione di un omosessuale nei film LGBT, sebbene la critica queer pensasse che il film si fosse concentrato troppo sul personaggio interpretato da Denzel Washington. Comunque, Philadelphia opta per la costruzione del gay tragico, personaggio che muore o finisce in disgrazia. Probabilmente, i film citati continueranno a restare a lungo nella mente dei vostri genitori. Soprattutto quando parlerete con loro della vostra sessualità.

La lesbica che aspetta soltanto Ben Affleck (In cerca di Amy)

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Nella vita reale, probabilmente, la Amy interpretata da Joey Lauren Adams sarebbe solo una normale donna bisessuale. Ma, nel film di Kevin Smith, Amy è una lesbica che incontra Ben Affleck e decide di passare (temporaneamente) all’altra sponda. Una cosa del genere avviene anche in Amore estremo, con Ben Affleck e Jennifer Lopez, uno dei peggiori film mai girati. Il messaggio è chiaro, care lesbiche: rintanatevi perchè Ben Affleck è a caccia!

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Ellen DeGeneres: «gli USA hanno bisogno di un cambiamento, scenderò in politica per il 2020»

Ellen DeGeneres scende ufficialmente in politica in vista delle elezioni presidenziali del 2020. La conduttrice, sostenitrice del Partito Democratico, non ha ancora espresso la sua preferenza tra i candidati democratici, ma ha suggerito una sua probabile inclinazione amichevole. Come ha detto a Variety, sebbene la conduttrice abbia una tendenza apolitica nel suo talk show, Ellen DeGeneres ha discusso le sue dichiarazioni avvenute ai Raleigh Studios:

Mi interessa profondamente il nostro paese e quello che sta succedendo. Ho le mie opinioni, che cerco di non far trapelare nella trasmissione, perché non faccio comicità sulla politica, ma credo fermamente che servano dei cambiamenti fatti da una persona in particolare.

Ellen DeGeneres ha già portato in trasmissione alcuni esponenti politici affinché parlassero dei loro piani elettorali, tra cui Pete Buttigieg e Cory Brooker. Un altro problema affrontato dalla conduttrice, è stato il boicottaggio degli hotel posseduti dal Sultano del Brunei, in risposta alla persecuzione della comunità LGBT nel suo paese. Come ha osservato la stessa Ellen DeGeneres, il problema va oltre il Sultano:

Sono le banche e le persone che ne alimentano il sostegno, ad essere il problema. Dobbiamo continuare a boicottarli, è una cosa spaventosa che l’essere te stesso sia un reato per il quale tu possa addirittura morire. Abbiamo bisogno di nuove voci e prendere decisioni per non foraggiare istituzioni come quell’hotel, o cose del genere.

La conduttrice ha poi ipotizzato la chiusura del suo show, in quanto molto stancante. A quanto dice Ellen DeGeneres, produrre un format che vada in onda tutti i giorni in grado di competere con le altre produzioni, di qualsiasi fascia oraria, è una cosa estenuante. Relatable, nuovo format di Netflix, è stato il primo stand-up televisivo della conduttrice in quindici anni, non avendo avuto molto tempo al di fuori della trasmissione principale. Relatable è stata una sfida che Ellen DeGeneres ha deciso di accettare ancora prima di capire come affrontarla, seguendo la sua filosofia di vita, secondo la quale vadano fatte scelte che ci spaventano.

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Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions: tutti i numeri della trentaquattresima edizione

Si è appena concluso il 34° Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions (24-28 aprile 2019) che ha visto un aumento del 30% degli incassi – pari a 26.323,30 € a fronte dei 20.450,00 € indicati nel bilancio previsionale della manifestazione – e un + 30% di afflusso in sala. Piena soddisfazione per questo dato del presidente del Museo Nazionale del Cinema Sergio Toffetti, della direttrice alla fine dei suo mandato triennale Irene Dionisio e di Giovanni Minerba, fondatore della rassegna e attuale consulente scientifico.

Il 34° Lovers Film Festival ha potuto contare sulla partecipazione di ospiti di fama internazionale come Helmut Berger, Serra Yilmaz, Asia Argento, Giancarlo Giannini, Alba RohrwacherMonica Guerritore, Arturo Brachetti, Piera DetassisPino StrabioliNeri MarcoréIaia Forte, Carolyn Christov Bakargiev e molti altri.Importante l’apporto al festival anche di molte personalità legate al mondo LGBTQI come Franco Grillini. Globalmente soddisfacenti tutti i dati che attestano che Lovers è una manifestazione in crescita e sempre più amata dal pubblico.

I NUMERI DEL 34° LOVERS FILM FESTIVAL – TORINO LGBTQI VISIONS

  • 5 giorni di programmazione
  • 30% di incassi
  • 30% di afflusso in sala
  • 102 titoli in programma
  • 10 anteprime mondiali
  • 5 anteprime internazionali
  • 3 anteprime europee
  • 50 anteprime nazionali
  • 28 nazioni rappresentate
  • sezioni competitive
  • giurie e 8 premi
  • sold out
  • sponsor, 7 media partner, 26 partner culturali e tecnici
  • 515 accrediti emessi
  • 20% di follower sui social network
  • 553 presenze sui media
  • 50 volontari
  • 1 evento industry
  • tour nazionale
  • mostra organizzata dal Museo Nazionale del Cinema per Lovers

Di prodotti LGBT, ce n’è estremamente bisogno soprattutto oggi, sotto l’amministrazione di Trump, che rifiuta qualsiasi supporto alle persone LGBTQ+ negli USA, e quindi per le persone queer sta diventando sempre più difficile far sentire la propria voce. Il mondo sta evolvendo e lo fa con sempre più rumore: basta vedere le proteste in Cecenia da quando sono iniziate le persecuzioni verso i gay, o l’Uganda i cui attivisti LGBTQ+ vogliono organizzare il gay Pride dopo l’inasprimento del governo nel 2016. L’arte e i media non possono ignorare la forte storia delle persone queer che sempre di più chiedono di avere una rappresentazione nel governo e nella politica. La domanda si fa sempre più alta e l’offerta dei film LGBT non può e non deve tirarsi indietro.

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