Sono passate più di due settimane dalla morte di Stan Lee, il decano della Marvel scomparso il 12 novembre nonché creatore di tantissimi personaggi dei nostri fumetti preferiti.
Lee è venuto a mancare al Cedars-Sinai Medical Center  dove era stato portato d’urgenza – a causa di un’insufficienza cardiaca congestizia e un’insufficienza respiratoria con polmonite da aspirazione come fattore aggiuntivo, così come cita il certificato di morte. La prima è una malattia cronica che si sviluppa quando il cuore ha difficoltà nel pompare il sangue necessario al corretto funzionamento dell’organismo.
Sappiamo anche che è stato cremato e che le ceneri sono state affidate alla figlia.
La notizia è stata riportata in esclusiva dal sito statunitense di notizie e gossip TMZ che è entrata in possesso del certificato di morte dell’autore.

È considerato da molti il più grande fumettista della storia statunitense, iniziando la sua brillante carriera negli anni 40, ma la consacrazione avvenne solo vent’anni più tardi quando divenne presidente e direttore editoriale della casa editrice di fumetti Marvel Comics, per la quale ha sceneggiato tantissime storie.
Conosciuto anche come L’Uomo (The Man) e Il Sorridente (The Smilin’), ha introdotto per la prima volta, insieme con diversi artisti e co-creatori – in special modo Jack Kirby e Steve Ditko  personaggi di natura complessa e con personalità sfaccettate all’interno dei comicbook. Il suo successo permise alla Marvel di trasformarsi da piccola casa editrice in una grande azienda di stampo multimediale.

Dalla sua mente sono nati personaggi come Spider-Man, gli X-Men e gli Avengers, insieme ad altri 200 volti indimenticabili di tutto l’universo marveliano.
Il fumettista è stato anche uno dei più grandi produttori di film di tutti i tempi, essendo figurato come produttore esecutivo di numerose pellicole basate sui suoi personaggi. A tal proposito, lo ricorderemo anche per i suoi cameo e le apparizioni in decine di cinecomic e in serie televisive.
Avremo ancora occasione di vederlo in Avengers 4 perché, a quanto pare, il fumettista ha già girato la scena nella quale compare.

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