Nel 2015 un mediometraggio di circa 30 minuti stregò il web, segnando un successo incredibile e difficilmente replicabile. Questo fu infatti tale che il progetto venne presentato al Festival del Cinema di Cannes, candidato nella categoria cortometraggio. Stiamo parlando di Kung Fury di David Sandberg, organizzato con mezzi di fortuna dopo una campagna di crowdfunding con Kickstarter organizzata dallo stesso Sandberg, che aveva lasciato il proprio impiego per dedicarsi anima e corpo al progetto. La campagna fruttò 630mila dollari, che bastarono al giovane regista per finanziare in toto il proprio lavoro.

Nel cast del primo Kung Fury figura anche la star di Baywatch David Hasselhoff, come doppiatore del computer di bordo dell’automobile del protagonista. Il sequel cinematografico sarà invece una pellicola (lungometraggio, ovviamente) ad alto budget, con un cast stellare che vede Michael Fassbender (12 Anni Schiavo) e Arnold Schwarzenegger, oltre allo stesso Hasselhoff, ovviamente.

Ed è proprio la star di Terminator a mostrare le prime immagini delle riprese di Kung Fury, in posa insieme al regista David Sandberg. Schwarzenegger vestirà i panni del Presidente degli Stati Uniti (come già accaduto nel film dei Simpson peraltro: l’ennesima predizione del cartone USA). Nella didascalia delle fotografie, la star commenta:

Ho incontrato David più di quattro anni fa, quando mi mostrò il suo corto Kung Fury e mi fece ridere da morire, così gli dissi che se avesse voluto collaborare con me, l’avrei fatto volentieri. Ora ci stiamo divertendo davvero tanto a girare il sequel. La sua visione mi è d’ispirazione. Spero lo sia anche per voi.

Ecco, di seguito, la sinossi di Kung Fury.

Miami, 1985. Un videogioco arcade si trasforma improvvisamente in un robot, e semina terrore e distruzione per le strade della città; per affrontarlo viene chiamato l’agente di polizia Kung Fury.

Kung Fury, in realtà, è sostanzialmente una trash parody delle pellicole anni ’80, che ha conquistato il web proprio grazie al gusto per l’assurdo. Siamo curiosi ora di vedere se tutto ciò avrà i presupposti per trasformarsi in un serio, credibile e, soprattutto, profittevole progetto cinematografico. 

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