Cosa aspetta ora ad Harvey Weinstein, trovato colpevole di tre capi d’accusa nel solo Stato di New York

Trovato colpevole dei reati sessuali imputatigli a New York, Harvey Weinstein dovrà affrontare un lungo calvario giudiziario appena agli inizi.


Dopo oltre due anni dalle denunce fatte ai danni di Harvey Weinstein nello Stato di New York, la giuria lo ha trovato colpevole di tre capi d’accusa lo scorso 24 febbraio, nel tribunale di Manhattan. Il verdetto, che verrà pronunciato l’11 marzo, rischia di far rinchiudere l’ex magnate in carcere per il resto della sua vita, col giudice di Los Angeles che deve ancora pronunciare la sua sentenza.

A New York, Harvey Weinstein è stato portato in tribunale di fronte a cinque capi d’accusa, due dei quali riguardavano la violenza sessuale, perpetrata ai danni di Annabella Sciorra e Jessica Mann. Riguardante Miriam Haley invece il terzo capo d’accusa, riguardante la violenza sessuale criminale. Con queste sentenze e un orizzonte pieno di altre cause da dover affrontare – sia civili che penali – ad Harvey Weinstein aspettano cinque tappe forzate, una più infelice dell’altra.

La detenzione in attesa del giudizio

Harvey Weinstein, CinemaTown.it

Una volta pronunciato il verdetto della giuria a Manhattan, Harvey Weinstein è stato immediatamente messo in custodia e ammanettato. Una volta fuori, invece che a Rikers Island, dove deve restare in attesa dell’11 marzo, è stato portato al Bellevue Hospital per complicanze cardiache scatenate dagli avvenimenti in tribunale. Ad oggi, il magnate è ancora ricoverato e non si sa quando lascerà la struttura per dirigersi verso il luogo di detenzione.

Una volta lasciato l’ospedale, il produttore dovrà comunque dirigersi a Rikers Island in attesa della sentenza. Il suo avvocato, Arthur Aidala, ha dichiarato alla CNN che il team legale del magnate sta lavorando su due fronti, per usufruire della cauzione sia in caso di condanna che in caso di appello, in modo che Harvey Weinstein possa restare fuori dal carcere finché attende la sentenza. Fino ad oggi, l’uomo era fuori su cauzione e costretto ad indossare il braccialetto elettronico.

L’emanazione della sentenza

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Il giudice James Burke la pronuncerà l’11 marzo. Essa prevede la condanna a diversi anni di detenzione, che per i casi di violenza sessuale criminale vanno dai cinque ai venticinque anni, mentre quelli di stupro di terzo gradi arrivano ad un massimo di quattro. Il giudice potrà però aumentare a sua discrezione la condanna ad Harvey Weinstein, come deciderà se fargli scontare contemporaneamente o consecutivamente i due periodi di detenzione.

Durante l’attesa della sentenza, sia i legali della difesa che quelli dell’accusa discuteranno i termini della condanna, stabilendo in che modo dovranno essere emanati. Vulture riporta che il team legale di Harvey Weinstein potrebbe stilare una character lecter – un documento nel quale viene descritto l’imputato dal punto di vista del difensore – nella speranza che la pena venga alleggerita, mentre l’accusa può presentare una dichiarazione scritta.

Inoltre, i funzionari incaricati della libertà vigilata del magnate prepareranno un report pre sentenza per la considerazione di Burke, dove si includono il background del produttore, come la sua situazione lavorativa e familiare, nonché dettagli su come l’uomo ha dovuto affrontare le accuse mosse contro di lui. A questo proposito, le vittime potrebbero avere la parola in aula, affinché possano consegnare un victim impact statement. Tutti questi dettagli verranno comunicati l’11 marzo prossimo.

Un possibile appello

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La CNN ha riportato che gli avvocati di Harvey Weinstein intendono presentare ricorso, ma che per farlo sono costretti ad aspettare la sentenza dell’11 marzo, com’è disciplinato dalle leggi di New York. I legali potrebbero quindi tentare di far anticipare la data della sentenza per accelerare i tempi di presentazione del ricorso, sopratutto per evitare che l’uomo venga dimesso dall’ospedale e portato in carcere fino a metà marzo.

Come sottolinea Vulture, una volta emanata la sentenza i legali di Weinstein hanno trenta giorni per presentare una richiesta d’appello ad una corte statale apposita – la richiesta consiste in una semplice dichiarazione in cui gli avvocati avvisano il tribunale che intendono combattere la sentenza. Dopodiché, hanno centoventi giorni per compilare un brief, dove inseriscono una parte corposa delle tesi che intendono sostenere, sebbene la corte potrebbe consentirgli una proroga.

Durante i processi d’appello, i legali di Harvey Weinstein possono richiedere diverse cose, tra cui una riduzione della sentenza, respingerla a Burke nel caso non rispetti le leggi che disciplinano i capi d’accusa, o addirittura richiedere una scarcerazione immediata o un nuovo processo. Se nessuno dei casi dovesse andare a favore di Weinstein, gli avvocati potrebbero infine chiedere che la causa venga presentata ad un tribunale superiore dello Stato.

Il processo in California

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Il processo di New York non è l’unico di cui Harvey Weinstein deve preoccuparsi. Durante il primo giorno in tribunale, gli accusatori di Los Angeles hanno depositato le proprie denunce a carico del produttore, tra cui quelle per stupro forzato, copulazione orale forzata, penetrazione sessuale con la forza e violenza sessuale con immobilizzazione. Era già stato accusato di crimini di questo tipo, sebbene avesse negato qualunque tipo di rapporto non consensuale.

People riporta che le denunce in California accusano Weinstein dello stupro di una donna e della violenza sessuale su di un’altra, entrambe in casi separati nell’arco di due giorni nel 2013. Una delle presunte vittime californiane, l’attrice e modella Lauren Marie Young, ha testimoniato al banco durante il processo di New York, dove ha dichiarato di essere stata stuprata dal produttore nel 2013 e nel 2014. Stando all’ufficio del procuratore distrettuale di Los Angeles, le indagini sono ancora in corso.

Le cause civili contro Harvey Weinstein

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Da quando le prime accuse del 2017 hanno fatto breccia, Harvey Weinstein è stato dichiarato molestatore sessuale da oltre cento donne. Alcune di queste molestie non cadrebbero tra le limitazioni perseguibili penalmente, motivo per cui molte presunte vittime stanno agendo contro il produttore per via civile. Sempre la CNN riporta che un tribunale fallimentare del Delaware ha gestito un accordo comprendente più querelanti, tra cui lo stato di New York, diversi accusatori e creditori di Weinsein.

Numerosi accordi sono stati messi al tavolo, ma la maggior parte sono ancora in trattativa. Le accuse civili proseguono anche in altre giurisdizioni. La più famosa riguarda la controversa dichiarazione riportata dal New York Times a metà dicembre, secondo il quale il produttore e il consiglio della Weinstein Company, ora in bancarotta, hanno raggiunto un accordo provvisorio da 25 milioni di dollari con dozzine di donne che lo hanno accusato di violenza sessuale. Se dovesse andare in porto, l’accordo porrebbe fine alla maggioranza delle cause civili intentate contro il magnate e l’azienda.

Esso non prevede nessuna ammissione di colpevolezza da parte di Harvey Weinstein o nessun pagamento di tasca propria, cosa che spetterebbe alle compagnie assicuratrici dietro la società. La causa civile si risolverebbe quindi con un pagamento condiviso a più di trenta attrici ed ex dipendenti di Weinstein che lo hanno accusato di centinaia di crimini sessuali, dalle molestie allo stupro. Include anche fondi riservati agli accusatori che devono ancora farsi avanti. L’accordo non è stato ancora concluso e la condanna di questa settimana non impedirebbe il suo completamento.

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