Il Coronavirus nelle università americane: come se la stanno passando gli studenti di cinema

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Le università americane non stanno adottando tutte le misure contro il Coronavirus. Tra i più esposti ci sono gli studenti di cinema, all’UCLA e all’USC.


Con le università statunitensi che stanno via via prendendo le dovute precauzioni per contrastare il Coronavirus, gli studenti di cinema degli States se la stanno vedendo brutta, non potendo fare la pratica necessaria per imparare i segreti della settima arte. Gli studi chiudono e con loro anche i set, poiché nessuno deve restare a contatto l’uno con l’altro. THR ha parlato con diversi studenti di cinema e delle università in generale, per sapere come se la stanno passando e come la vita nei campus è stata drasticamente cambiata.

Uno di questi studenti, Danni Davis, che frequenta il secondo anno di MFA alla Chapman University, ha raccontato delle condizioni di vita degli studenti al tempo del Coronavirus. Ha specificato che il Dodge College dove risiede in particolare ha cancellato tutte le produzioni in corso e in attesa di avvio, così come le sessioni di tesi verranno fatte in streaming, esattamente com’è accaduto in Italia sin dall’inizio del contagio.

Per quanto posso dire, per ora la facoltà si sta adattando al meglio che può per mettere al sicuro gli studenti dal Coronavirus, annullando le riprese programmate.

Danni doveva ultimare la post produzione di un suo progetto, che richiedeva la portata a termine di alcuni step fondamentali per rispettare le deadline precedentemente stabilite. Doveva ultimare alcune riprese durante la prossima settimana, ma rientra tra gli studenti di cinema a rischio Coronavirus e un loro insegnante è stato molto comprensivo per quel che riguarda la quarantena volontaria, finché il pericolo non sarà passato.

Il campus non è chiuso, ma gli strumenti di lavoro sono sotto chiave, così come le ore per restituire le attrezzature sono state limitate. Tutte le strutture di post-produzione sono ancora aperte 24/7, ma siamo stati incoraggiati a non entrare negli stabili a meno che non sia strettamente necessario.

Quello che credo stiano facendo con più fatica è gestire la flessibilità. Essere in un gruppo ad alto rischio Coronavirus significa che le mie esigenze saranno diverse da quelle degli altri compagni, ma la nostra conoscenza dell’ambiente universitario ci rende più agili nell’organizzazione degli impegni individuali.

Laura Coates, una matricola del Film & Television BFA program della DePaul di Chicago, ha condiviso con THR che gli esami invernali dell’Università verranno cancellati, ma che gli studenti di cinema hanno ancora molto bisogno di recarsi nelle strutture attrezzate per continuare a lavorare. Lei stessa ha delle lezioni di montaggio e sound editing che sono state cancellate, ma non può fare a meno di andare nelle aule dove finire alcuni progetti, il ché rende del tutto inefficaci le precauzioni contro il Coronavirus.

Una struttura che ha preso delle precauzioni molto simili a quelle adottate dagli atenei italiani è l’UCLA, a Los Angeles, che ha spostato online tutte le sue attività, quasi azzerando il numero di persone nel campus, continuando a cambiare piani di sicurezza da qui al 10 aprile. Karl Holmes, direttore dell’amministrazione, delle finanze e delle operazioni del dipartimento cinematografico, ha confermato al THR che tutte le attività sul campo degli studenti di cinema sono state sospese, obbligando le persone a una distanza di sicurezza in tutti i dipartimenti dell’UCLA.

Discorso molto diverso invece per la USC, nel Sud della California, come ha spiegato Kristin Borella, docente associato della School of Cinematic Arts, dove alcune lezioni di gruppo sono ancora in corso, così come le lezioni di regia alle quali partecipano gli attori che non potrebbero stare al passo con le lezioni online. All’USC, gli studenti di cinema che frequentano i corsi di produzione e post produzione rimarranno a lezione durante la primavera.

La facoltà è stata molto comprensiva con gli studenti, riguardo alle misure necessarie contro il Coronavirus, che però sono ancora in corso di studio, per cui dovremo aspettare gli sviluppi delle ricerche. Nessuno si è mai trovato in una situazione simile, ma mettiamo comunque gli studenti al primo posto delle nostre preoccupazioni.

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