Quanto segue è una notizia dell’ultima ora, da prendere con le dovute precauzioni in quanto per lo più diramata da testate scandalistiche d’Oltreoceano. Secondo quanto riportato da quest’ultime e dai medici del penitenziario in cui è rinchiuso, Harvey Weinstein sarebbe risultato positivo al test del Coronavirus. Una notizia che, se confermata, a conti fatti non dovrebbe nemmeno essere implausibile. Questo perché il periodo in cui l’ex magnate di Hollywood è stato ascoltato in tribunale, ovvero lo scorso 11 marzo, è lo stesso in cui l’epidemia del COVID-19 avrebbe iniziato la sua diramazione nel territorio statunitense, seppur incontrastato dalle autorità governative del luogo.

New York e la California sono state dichiarate zone rosse americane, con un numero di contagiati che supera quanto potessero aspettarsi i minimizzatori dell’opinione pubblica made in USA. Se consideriamo Harvey Weinstein come positivo al Coronavirus, allora dobbiamo dare quasi per scontato che anche coloro che gli erano vicini in tribunale a New York potrebbero a loro volta esserlo. Un ragionamento logico e ovvio, se non fosse che lì presenti vi erano anche le presunte vittime dell’ex magnate, che sarebbero ora parte di un cerchio di eventi a dir poco ironico.

Meno sarcastico invece per Harvey Weinstein, che data la sua avanzata età e le compromesse condizioni di salute rischia di essere una delle nuove vittime del COVID-19, se anche il suo caso rispettasse la tendenza che hanno avuto i decessi in tutto il mondo. Una sorte beffarda, che potrebbe quasi cinicamente risparmiargli ciò che i suoi avvocati hanno strenuamente tentato di evitargli, ovvero una condanna a morte consumata attraverso troppi anni di carcere. Potremmo quasi già udire le intonazioni dei canti giustizialisti di Rose McGowan e Asia Argento.

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