Mustafar: le oscure origini del pianeta vulcanico residenza di Darth Vader

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Presente in ogni prodotto del franchise Star Wars, Mustafar è un pianeta dalle origini mistiche e affascinanti, dove Darth Vader insediò la sua residenza.


Introdotto ne La vendetta dei Sith, il pianeta Mustafar è divenuto immediatamente una nuova icona dell’universo Star Wars. Lavico, ostile e oscuro, diviene residenza ufficiale di Darth Vader, dove aveva consumato il suo violento duello col maestro Jedi Obi-Wan Kenobi e dove era metaforicamente nato come Signore dei Sith. Mustafar è così diventato fondamentale per la saga, come approfondito anche in The Clone Wars, dove si apprende che Anakin vi era già stato prima di Ep. III per salvare dei bambini sensibili alla Forza che Sheev Palpatine voleva corrompere.

Il pianeta appare anche in Rogue One, dove Darth Vader viene per la prima volta mostrato in un lungometraggio impegnato nelle estenuanti cure di bacta che ne attenuano il dolore, in una delle sequenze più suggestive dell’intera saga. Ora, nell’era Disney, Mustafar ha uno spazio maggiore e, considerando canoniche tutte le nuove produzioni, dettagli che ne spiegano la storia sia durante che prima la Skywalker Saga, come si apprende nel videogioco Vader Immortal: A Star Wars VR Series, dove viene spiegato che il pianeta era anticamente ricco di forme di vita e governato da Lady Corvax.

I Sith attaccarono Mustafar venendo respinti dagli abitanti, sebbene la vittoria costò a Lady Corvax un immenso dolore causato dalla morte del marito in battaglia. Dilaniata dalla sofferenza, la donna ottenne un enorme cristallo kyber chiamato Brightstar, legato a tutta la vita presente sul pianeta, che venne distrutta a seguito di un rituale fallito per resuscitare il marito defunto. Il processo si interruppe mentre era quasi compiuto, distruggendo Mustafar e riportando l’uomo in vita sotto forma di spettro. La notizia giunse ai Sith, che scorsero nell’accaduto un legame col Lato Oscuro della Forza.

Mustafar divenne così un luogo di pellegrinaggio visitato dai Sith per apprendere maggiori nozioni sul Lato Oscuro. Nel frattempo, il collasso naturale del pianeta originò un’iperattività vulcanica dalla quale si ottennero delle preziose gemme, commerciate ad un caro prezzo in tutta la Galassia. Millenni prima di Ep. I, infatti, la Techno Union vi installò dei complessi minerari, protetti dalle eruzioni di lava e dall’intenso calore del pianeta. Uno di questi complessi è quello mostrato in The Clone Wars, dove Palpatine tenta di corrompere i bambini sensibili alla Forza.

Mustafar è presente in ogni prodotto del franchise

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Le Guerre dei Cloni ebbero effettivamente fine su Mustafar, quando i leader separatisti vi furono assassinati da Anakin durante Ep. III. Nello stesso lasso di tempo, sia la moglie Padmé che il maestro Obi-Wan lo avevano inseguito per poi scontrarvisi nei tristi avvenimenti che condussero la senatrice alla morte e Anakin alla mutilazione. Fu dopo il suo salvataggio che, stando a quanto riportato nella serie scritta da Charles Soule, l’Imperatore gli ordinò di risiedere a Mustafar, affinché accrescesse il suo odio per il passato e diventasse sempre più schiavo del Lato Oscuro.

La speranza dell’Imperatore era che Vader, oltre ad accrescere la sua ira, aumentasse per lo stesso motivo il suo legame con la Forza, controbilanciando il calo di potere causatogli dalla perdita degli arti. Su Mustafar, Vader imparò la storia del pianeta arrivando a sperimentare il Brighstar, del tutto inutilizzabile da qualcuno che non discende da Lady Corvax. Il kyber rimase quindi distrutto, iniziando un lungo processo di restaurazione della vita sul pianeta, scacciando il Lato Oscuro. Questo avvenimento, unito alle continue riflessioni sofferenti su Mustafar, abbiano iniziato il percorso di redenzione di Anakin.

Scomparso dai film e dalle serie tv per un lungo periodo di tempo, Mustafar tornò in The rise of Skywalker, decenni dopo la morte di Anakin. In quel tempo il pianeta era diventato meta di pellegrinaggio per i cultori di Vader. Alcuni di questi fondarono l’Alazmec of Winsit, dedicandosi alla preservazione dei tesori conservati nella Torre. All’inizio di Ep. IX, Ben Solo si mette sulle tracce dell’artefatto Sith nascosto sul pianeta dal nonno, recuperandolo dall’Eye of Webbish Bog in una scena tagliata dal montaggio finale ma considerata comunque canonica, dove il culto di Darth Vader era ancora presente e dove la natura aveva iniziato a rifiorire.

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