M. Night Shyamalan: ritratto di uno registi più sottovalutati di Hollywood

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M. Night Shyamalan è uno dei registi più odiati ad Hollywood. Nonostante ciò, è anche uno dei pochi grandi narratori per immagini del cinema americano.


Sembra molto strano da pensare (e, ancor più da dire) ma c’è stato un tempo in cui M. Night Shyamalan era considerato tra i registi più talentuosi dell’intero panorama hollywoodiano. Durante i primi anni Duemila, infatti, il regista era reduce dal successo planetario ottenuto da Il Sesto Senso, film originale in grado di macinare quasi 700 milioni di dollari in tutto il mondo, e dalle ottime recensioni critiche e attenzioni da parte del pubblico guadagnate da Signs. Tra l’altro, all’epoca, Buena Vista acquistò la sceneggiatura del film con Mel Gibson e Joaquin Phoenix ad una cifra sbalorditiva. Insomma, tutto sembrava promettere benissimo per il filmmaker indo-americano. Tuttavia, si sa, le cose spesso non vanno come dovrebbero andare.

Da assoluto mago del twist-ending, probabilmente, la fama di Shyamalan è rimasta per troppo tempo confinata al solo finale di film in cui il regista è stato in grado di sfruttare costruzioni drammaturgiche di genere per dare vita ad affreschi autoriali degni di invidia. All’inizio degli anni Duemila, addirittura, M. Night Shyamalan era giustamente considerato come l’unico degno erede di Alfred Hitchcock e di Steven Spielberg. Dopo The Village e a partire da Lady in the Water, però, le cose hanno iniziato a mettersi davvero male per il regista. Qualsiasi nuovo progetto di Shyamalan iniziava puntualmente ad attrarre l’odio dei fan sin dalla messa in produzione.

Quali sono le ragioni alla base di questa inspiegabile concentrazione di cattiveria da parte dei cinefili? Talento sprecato? Arroganza coltivata a partire dal successo raggiunto in età prematura? Convinzione che, in fin dei conti, il regista sia sempre stato troppo incensato da pubblico e critica. Secondo noi, è tutto il contrario. Anche nei film meno riusciti e di minor successo di pubblico, infatti M. Night Shyamalan si è sempre dimostrato uno dei narratori più abili nel mondo del cinema americano e un autore con la A maiuscola. Diamo un’occhiata a cinque motivi per cui riteniamo il regista come uno dei più preziosi che Hollywood possa attualmente vantare!

Le aspettative delle persone sono molto difficili da gestire

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Spesso, raggiungere il successo in giovane età è davvero terribile per un artista. E Il Sesto Senso ha indubbiamente proiettato la carriera di M. Night Shyamalan nell’olimpo dei più grandi registi dei primi anni Duemila. In un certo senso, è possibile dire che quel film fu croce e delizia per il filmmaker della Pennsylvania. Tuttavia, da quel momento in poi, Shyamalan ha sempre dovuto dimostrare qualcosa alla critica e al grande pubblico. Il film, infatti, è nato da una sceneggiatura originale firmata dal regista e rappresenta una perfetta sintesi del decoupage tipico del cinema classico e del cinema moderno.

Attraverso le immagini, Shyamalan è stato in grado di ancorarsi al genere horror per narrare una storia di amore e di sentimenti. Insomma, Il Sesto Senso fa parte della grande famiglia di film autoriali che riescono a spopolare tra il grande pubblico. Molti giovani registi hanno raggiunto la fama durante i loro vent’anni ma sono riusciti a mantenersi più o meno a galla. Shyamalan, invece, è entrato a far parte della categoria per cui il pubblico ha preteso sempre qualcosa in più, probabilmente consapevole del suo enorme talento. La realizzazione di Unbreakable, poi, è arrivata nel 2000 e, con quel film, il regista si è lanciato in un genere che, all’epoca, non era minimamente considerato: quello dei supereroi.

Fosse stato fatto oggi giorno (e Split e Glass ne sono la dimostrazione), le cose sarebbero andate di gran lunga diversamente. Badate bene, però. Nonostante Unbreakable fosse un progetto totalmente diverso rispetto a Il Sesto Senso e l’attenzione del pubblico non sia stata pari a quella riscossa dal suo film precedente, il titolo viene comunque ricordato come uno dei migliori (se non il migliore) nella carriera di Shyamalan. Durante la sua carriera, il filmmaker ha sempre circuito le aspettative dei suoi fan. Questo può essere un buon motivo per “giustificare” la delusione nei suoi confronti di una larga fetta di pubblico.

Shyamalan è uno dei pochi a realizzare film originali

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Una delle maggiori critiche rivolte al mondo hollywoodiano di oggi risiede nella totale assenza di idee originali. Quasi tutti i film sono adattamenti di libri o fumetti o si affidano allo status di prequel, sequel, reboot e remake. Insomma, è sempre più difficile trovare film originali, soprattutto nel campo del cinema commerciale. Tuttavia, esistono ancora autori e produttori che sanno lavorare sui bassi budget e che provano a portare in sala film originali. M. Night Shyamalan appartiene a questa categoria, a tal punto da aver trasformato il suo nome in un vero e proprio brand. Un film di M. Night Shyamalan è, in primo luogo, un film del suo autore.

Con l’eccezione di L’ultimo dominatore dell’aria, tutti i film diretti dal regista sono stati progetti originali, ovvero non basati su concept o proprietà intellettuali pre-esistenti. I film di Shyamalan, però, sono sempre stati originali anche in un altro senso. A partire da Il Sesto Senso, infatti, il regista è stato capace di dare vita a narrazioni fresche, privi di appigli e ricche di sorprese, in grado di tenere i fan attaccati alle loro poltrone. Ogni suo film ha esplorato le dinamiche del genere di riferimento, che fosse la fantascienza, l’horror o il thriller. Insomma, in un mondo di idee copiate e incollate, il cinema di Shyamalan meriterebbe enorme rispetto già solo per la sua estrema originalità.

Shyamalan è un vero maestro della tecnica

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Moltissimi spettatori prestano poca attenzione all’aspetto tecnico dei film. Tuttavia, ciò non vuol dire che non rimangano colpiti a livello emozionale dalla gestione di sonoro, montaggio e, ovviamente, stile delle riprese. Chiunque – anche una persona poco alfabetizzata in tal senso – sarebbe in grado di distinguere un B-movie raffazzonato da una produzione hollywoodiana di alto livello. Ogni film di M. Night Shyamalan si è contraddistinto per l’estrema cura formale. Persino in The Visit, il tanto abusato found-footage viene utilizzato per riflettere sui meccanismi e le dinamiche di genere. Gran parte del merito va agli eccellenti direttori della fotografia con cui il regista ha avuto l’onore di collaborare.

Tak Fujimoto, Roger Deakins e Christopher Doyle sono solo alcuni degli straordinari nomi che hanno accompagnato il filmmaker durante la sua carriera. Shyamalan è un purista delle belle inquadrature e del lavoro ricco e dettagliato sin dagli storyboards. Provate ad osservare alcune sequenze di Signs (su tutte, il finale con la risalita dagli “inferi” e il bilanciamento continuo degli oggetti in scena), la gestione dei colori in Unbreakable e in The Village e l’utilizzo della profondità di campo in Lady in the Water per capire quanto, per comprendere un film di Shyamalan, basterebbe semplicemente osservarlo azzerando l’audio. Soltanto i più grandi, infatti, riescono a costruire narrazioni semplicemente attraverso le loro immagini.

Tutti i suoi film sono stati in grado di creare hype

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Ovviamente, non si tratta di una qualità che riguarda soltanto il cinema di M. Night Shyamalan. Ogni regista che abbia raggiunto un minimo livello di notorietà è in grado di dare vita, con un suo nuovo film, a una dose notevole di hype. A maggior ragione se si tratta di un autore il cui cinema è connotato da uno stile ben definito. Sin dagli esordi, Shyamalan ha dato vita ad una fan-base decisamente solida e dalle aspettative ben definite. Dopo aver visto tutti i suoi film, appare chiaro quanto le articolazioni di genere siano meri appigli per dare vita a intensi romance e melodrammi sulle differenze che intercorrono tra le persone, sugli affetti e le relazioni di amicizia e di amore.

In un certo senso, è possibile affermare che il cinema di M. Night Shyamalan sia fortemente umanista e che ponga l’uomo sempre al centro di ogni sua narrazione. Ad esempio, chi crede che The Village sia un film horror resterà deluso. Il battage pubblicitario, nel 2004, puntò tutto sugli aspetti horror della pellicola e sul fatto che fosse stato diretto dallo stesso regista de Il Sesto Senso. Lo spettatore medio, quindi, difficilmente digerirà il fatto che, nel film, i mostri non esistono e che, in realtà, il titolo sia incentrato su una storia d’amore in grado di sfidare i preconcetti di un’intera comunità di persone. Insomma, ogni nuovo film di Shyamalan ha sempre dato fastidio a qualcuno e sembra che, attorno al suo cinema, esista quasi una cultura dell’odio.

Ogni difetto del suo cinema viene esacerbato

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Uno dei maggiori motivi per cui il cinema di M. Night Shyamalan viene costantemente attaccato risiede nel fatto che qualsiasi minimo difetto venga trasformato in gigantesco da parte dei cinefili. Mentre sui minuscoli difetti e buchi di sceneggiatura dei film diretti da altri registi si tende a sorvolare, ogni nuovo film di Shyamalan viene analizzato al microscopio. Un caso esemplare è fornito da Signs. Il titolo è uno dei più noti nella sua filmografia e, in primo luogo, racconta l’invasione della Terra da parte di un contingente di alieni idrofobi. Si, avete capito bene.

Pressochè tutti i cinefili si aggrappano al fatto che gli alieni fossero idrofobi: per quale ragione, quindi, alieni intelligenti avrebbero dovuto scegliere un pianeta composto al 90% da acqua? Probabilmente, si è trattata di una trovata di sceneggiatura banale o, molto probabilmente, gli alieni non erano così intelligenti come sembrava o, ancora più probabilmente, si tende a considerare poco quanto l’intera vicenda raccontata in Signs sia frutto del Caso, del Destino o dell’imperscrutabile volontà divina. Insomma, condannare un film costruito in modo straordinario a livello di atmosfera e di scrittura dei personaggi e della narrazione soltanto per un dettaglio del genere è davvero stupido!

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