Il fiore e il serpente

Storia del cinema roman porno giapponese
Il fiore e il serpente cinema giapponese

È uscito da poche settimane in libreria il volume Il fiore e il serpente. Storia del cinema roman porno giapponese di Beniamino Biondi.

Definito dalla critica specializzata come “il primo studio in Europa su un genere di cinema sovversivo”, costato due anni di lavoro tra ricerche d’archivio e fonti straniere, Il fiore e il serpente – quarto capitolo di un’eccentrica storia del cinema giapponese che attende l’uscita di un ultimo volume – è un viaggio nel cinema di genere Roman Porno, linea di film prodotti dalla Nikkatsu a partire dal 1971 e diretti da celebri registi che si distinguono per gli indiscutibili meriti artistici e il carattere sperimentale.

 Il fiore e il serpente. Storia del cinema roman porno giapponese di Beniamino Biondi.
Una scena da un roman roman porno giapponese della Nikkatsu

Da dove arriva questo genere?

All’inizio degli anni Settanta il cinema subisce una profonda crisi per la concorrenza delle grandi case di produzione, e la Nikkatsu – la più antica casa cinematografica giapponese – cambia radicalmente i suoi piani inaugurando la linea Roman Porno con il successo clamoroso di un film di Shōgorō Nishimura. Al tempo scoppia subito lo scandalo, perché non è considerato accettabile che una major si abbassi a produrre un tipo di pellicola da sempre associato a produzioni marginali e a basso costo.

Il Roman Porno declina alla violenza, e, con una produzione di due film ogni quindici giorni, i cineasti della Nikkatsu reagiscono per mezzo di un erotismo delirante e allucinato al sentimentalismo dei classici melodrammi giapponesi, conquistando l’interesse della critica. Alcuni film non tardano a sollevare polemiche, come nel caso di Seiichirō Yamaguchi, arrestato per oscenità e messo sotto processo, o, ancora, di Masaru Konuma, per cui il sadomasochismo irrompe nel Roman Porno aprendo la strada a ulteriori raffigurazioni estetiche che, grazie all’elevata qualità delle produzioni, possono venir fuori dall’isolamento del cinema indipendente.

Con questo suo ultimo libro, Beniamino Biondi – fra i massimi studiosi a livello europeo del cinema giapponese – prosegue la sua approfondita analisi delle nouvelle vagues e delle tensioni autoriali del cinema di genere.

Per approfondire la cultura giapponese: Ochacaffè Corsi e Cultura Giapponese
L’editore: Nulla Die