di Stefano Grimaldi

Come hai dormito Ollio? Ho dormito come un masso Stanlio! E tu Stanlio come hai dormito? Con la testa sopra il masso Ollio!

Suonava più o meno così il breve colloquio fra questi due giganti del grande cinema.

Ancora la ricordo la battuta. Una delle tante, esilaranti, di un duo comico destinato a passare alla storia come il più longevo, il più prolifico, il più avanguardista.

Un cinema pulito, dalla comicità pulita. Immediato, frenetico, improvvisato dal talento dei due amici-colleghi, istintivo; che fosse muto o parlato, grazie al sonoro da loro cavalcato durante la carriera e le rivoluzioni tecnologiche del ‘900.

Si integravano perfettamente fra loro. Erano nati per creare quel contrasto improbabile fra personalità e fisicità totalmente opposte.

Stan Laurel e Oliver Hardy erano già una garanzia di divertimento quando il cinema ancora non parlava. La maschera dei due, lo sguardo in telecamera di Ollio a cercare la complicità del pubblico, i disastri di Stanlio ai quali il collega di scena doveva porre rimedio ancor più disgraziatamente… Pure genialità…e molte senza seguire il copione.

Erano scintille che si accendevano così, grazie al naturale talento e alla infinita complicità.

Un’alchimia che si crea secondo leggi astrali, generalmente secolari.

Era intesa, empatia, amicizia e divertimento prima di tutto loro. Che fossero I Fanciulli del West o I Legionari o due semplici avventori di un bar, riuscivano a dar vitalità ad atmosfere buffe, tenere, tragicomiche o pericolosissime; ma pur sempre ricche di gag, di fisicità, di urla assordanti rischiando di precipitare da un grattacielo, di migliaia di piatti rotti, auto che volavano o torte in faccia.

Contrariamente al credo comune, fu Stan il vero architetto del duo, il quale scriveva quasi tutti i loro sketch, mettendosi al momento esatto in disparte, per lasciare Oliver libero di spaziare.

Una rarissima amicizia, ancor prima della professionalità, che Laurel dimostrò fino a quando il duo si dovette sciogliere per la malattia di Hardy; spingendolo a dichiarazioni pubbliche nelle quali affermava che non “esisteva un Laurel senza un Hardy”.

Al funerale del suo amico e collega di una vita, Stan, non ebbe la forza di presentarsi.

Dopo qualche anno dalla dipartita di Hardy, Stan chiuse definitivamente il sipario su un bel pezzo di rivoluzione comica cinematografica che ancora oggi, a distanza di un secolo, e chissà per quanto ancora, ci farà venire i lacrimoni dalle risate. Provare per credere anche se si è un GEN Z.

Allora, carissimi Stanlio e Ollio, danzate e ridete in Paradiso…con quella risata inarrestabile del film

“Frà Diavolo”…uno dei momenti più alti della storia dell’allegria.

Siete stati e siete ancora il più benedetto fra i sodalizi comici della storia del cinema.

Grazie della compagnia e della leggerezza. Grazie di tutto.

Prima o poi ci rivedremo.


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