Il mito immortale che segue i tempi
(non è il solito biopic)
di Stefano Grimaldi
La tentazione di mettere il titolo rigorosamente in inglese per non profanare la tradizione era troppo forte.
Se è quasi impossibile dire qualcosa di inusuale o non risaputo sull’Agente Segreto più famoso del cinema, è vero che la seduzione di parlarne è ancora più prepotente. E poi, come si fa a non inserirlo in una rubrica che tratta di Titani del Cinema?
Le sceneggiature di Bond hanno sempre seguito il tempo, non solo dal punto di vista estetico ma anche dal punto di vista epocale, ovvero, a random : società segrete, guerra fredda, terroristi con il desiderio di far esplodere il mondo, progetti di trasferimenti su altri pianeti, superiorità razziale, guerre chimiche, ambizioni geopolitiche, potere assoluto, idee di dominio attraverso armi di distruzione di massa ecc. Insomma in tutto ciò che ciclicamente succedeva, a seconda delle fasi dell’umanità, per fortuna c’è sempre stato uno 007 a salvare il mondo.
Lo stesso 007 ha rappresentato, attraverso i diversi interpreti, il cambiamento temporale della fisicità e della virilità, da Connery a Craig, fino al prossimo imminente, la cui produzione non transige su appartenenza britannica ed età. Età e stile, che ora, dovranno rappresentare un maschio di questi tempi.
Se sono fissi anche i suoi gadget iconici: orologio, auto, champagne, cocktail, moda; non sempre lo sono le marche. Infatti abbiamo visto Omega soppiantare Rolex e Bmw sostituire Aston Martin…ma fino a un certo punto. Il richiamo ai capisaldi del Bond di Fleming, sono dopo un po’ ritornati a farsi spazio.
LE BOND GIRL
Storicamente bellissime, mozzafiato, per tutti i gusti, ma sempre con un’ allure raffinata, quasi decorativa; anche in questo caso, fino a un certo punto, almeno fino ai tempi recenti.
Con l’ingresso di un Bond più muscolare, meno raffinato, tormentato, vulnerabile, più informalmente moderno e a tratti più rude; iniziano a delinearsi nuove personalità femminili complesse, indipendenti, angustiate, controverse, illeggibili.
Donne che entrano, con le loro nuove caratteristiche, nel multiverso di un personaggio mitico già border line, comunque alla ricerca di un amore che non sarà mai destinato a trovare pace, e oppresso da una solitudine che nemmeno l’aumento di alcool, di rabbia e la pluralità di interessi femminili riusciranno a placare; attizzando una vita senza tregua e una frustrazione sempre più malgestita, che però alla fine ce la fa.
Le interpreti femminili delle nuove saghe non sono più bambole, seppur pericolose, portatrici di fascino e sensualità; bensì leader carismatiche, intelligenti, combattive, ambiziose, venali, misteriose. Direi co-protagoniste.
IL FUTURO PROSSIMO
Personalmente sono curiosissimo di vedere come Denis Villeneuve (se in effetti sarà lui) dirigerà una saga solitamente adrenalinica, andando contro i “suoi ritmi di scena lenta”, onirici, disturbanti, visivamente suggestivi, ai quali ci ha abituato, e tipici del suo stile registico.
Aaron Taylor-Johnson? Jacob Elordi ? Tom Holland? Harris Dickinson?...e parecchi altri sono i nomi eccellenti bocciati per via dei “paletti” messi dalla produzione.
Chiunque vestirà quegli abiti e avrà la licenza di uccidere, non dovrà colpire il bersaglio sbagliato; ovvero quello di giustiziare una icona storica di quella idea geniale di letteratura, subissata dalla sua trasposizione cinematografica.
Ci hanno già provato in Bersaglio Mobile nel 1985.
Ma dove non è riuscito un sempre ottimo Villain Chris Walken nella parte dello spietato Zorin, ci è riuscita la produzione chiudendo il ciclo con l’ultima apparizione del titanico Roger 007 Moore...e dopo, per un po’, non è andata benissimo.

