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Westworld: Aaron Paul e i Pink Floyd lanciano la terza stagione nel trailer ufficiale

Ancora prima del rilascio dell’ultimo episodio della saga di Game of Thrones, negli USA la HBO ha pubblicato il primo trailer della nuova stagione di un’altra testa di serie dell’emittente, Westworld. In questo primo sguardo alla terza stagione dello show di fantascienza, viene posta l’attenzione sulle abitudini e sui pensieri del protagonista, Aaron Paul, celeberrimo attore famoso per il suo impegno come Jesse Pinkman in Breaking Bad. Il trailer di Westworld 3, però, non rivela molto della trama, ma da un ottimo anticipo su quella che sarà l’ambientazione e il ruolo di Paul in questa stagione.

Nel trailer di Westworld 3, Paul viene mostrato mentre attraversa un ponte sulle note di Brain Damage dei Pink Floyd – brano di The dark Side of the Moon che accompagna tutto il trailer, dandogli un tocco di classe di altissimo livello, complice la perfetta amalgamazione con la voce fuori campo dell’attore – prima di imbattersi nella Dolores di Evan Rachel Wood, mostrata non in grandissima forma. Le chiede se ha bisogno di aiuto, ma sembra che dovrà rimpiangere di averlo fatto. La voice over di Paul arricchisce il trailer di Westworld 3 con delle parole che sembrano profetiche:

Hanno detto che avrebbero creato un mondo migliore, che ne avrebbero lisciato i bordi ruvidi, ma era una bugia. Immagino che quei bordi, ora, siano l’unica cosa alla quale riesca ad aggrapparmi.

Nel trailer abbiamo anche i primi scorci di Lena Waithe e del nuovo arrivato Vincent Cassel. La HBO non ha ancora annunciato la data di rilascio della terza stagione, tuttavia, il 2020 è stato comunque fissato come anno di distribuzione ufficiale, col terzo capitolo della serie, creata da Lisa Joy e Jonathan Nolan, che non vedrà la luce per ancora un anno. Nel frattempo, Aaron Paul sarà al cinema con Emily Ratajkowski e Riccardo Scamarcio nel film thriller ambientato in Italia Welcome Home.

Leggi anche – Westworld: la serie torna in produzione il mese prossimo. La terza stagione arriverà nel 2020

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Ghostbusters: le speciali edizioni home video per il 35º anniversario con Universal Pictures Home Entertainment Italia

Fan e appassionati della saga di fantasmi e sovrannaturale più divertente della storia del cinema si preparano a festeggiare il ritorno in home video del primo leggendario capitolo di Ghostbusters, arrivato al suo 35° compleanno. Per l’occasione, Universal Pictures Home Entertainment Italia realizza due imperdibili edizioni speciali da collezione in uscita il prossimo 12 giugno, per rendere ancora più ricca la propria collezione: verranno realizzati infatti lo Steelbook 4k Ultra HD e l’incredibile Ghost Trap limited edition, che contiene il disco del primo iconico film in formato Blu-ray all’interno di un pack che ogni appassionato desidera.

L’edizione Steelbook 4k Ultra HD comprenderà inoltre la collection dei due film in formato Blu-ray ed un intero disco di contenuti bonus totalmente inediti, per un totale di 5 imperdibili dischi per rivivere al meglio la saga di acchiappa-fantasmi che ha appassionato e divertito i pubblici di tutto il mondo, in tutta l’alta definizione del formato 4k Ultra HD. Per i collezionisti più sfrenati, sarà inoltre disponibile l’esclusiva Ghost Trap limited edition, che contiene il disco del primo iconico film in formato Blu-ray all’interno di un pack a tiratura limitata che ogni appassionato desidera possedere. Assolutamente da non farsi sfuggire! Per celebrare al meglio l’anniversario, a Los Angeles si terrà un evento dedicato proprio al primo film, a cui parteciperà il fan club italiano.

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Sia Ghostbusters che Ghostbusters II sono diretti e prodotti da Ivan Reitman (Polpette, Stripes – Un plotone di svitati), e scritto da Dan Aykroyd (Papà ho trovato un amico) e Harold Ramis (Molto Incinta). Ai film hanno partecipato tra gli altri Bill Murray (St. Vincent), Dan Aykroyd (The Blues Brothers – I fratelli del Blues), e Sigourney Weaver (Aliens – Scontro Finale), Rick Moranis (Tesoro mi sis ono ristretti i ragazzi), oltre a  Ernie Hudson (la serie televisiva “Oz”) e Annie Potts (la serie televisiva “Quattro donne in carriera”). Ghostbusters ha raggiunto la ventottesima posizione nella classifica dei film americani più divertenti di sempre stilata dall’American Film Institute.

Per un giugno tutto a tema Ghostbusters, non mancherà in edicola in tutta Italia PLAYMOBIL Special 1/2019. In regalo con il magazine sarà disponibile il personaggio originale Dr Raymond Stantz con zaino protonico. Le 36 pagine del magazine ci faranno scoprire il mondo Ghostbusters: prima la presentazione del team degli Acchiappafantasmi e dei loro nemici; a seguire un fumetto dove si assiste alla caccia e alla cattura dei terribili fantasmi che hanno infestato il parco di Manhattan. Non mancheranno divertenti giochi da fare in compagnia degli amici sfidandosi con curiosi indovinelli e un gioco da tavolo. Completano il tutto 2 magnifici poster da collezionare, assolutamente da non perdere!

SINOSSI dei Ghostbusters

Ghostbusters: I cittadini di New York sono nel panico. Chi li salverà dall’invasione ectoplasmatica? Il loro destino è nelle mani di tre sgangherati studenti universitari in parapsicologia che, muniti delle loro strampalate invenzioni, daranno vita alla Squadra Acchiappafantasmi, il pronto intervento per spiriti e spiritelli. E allora si salvi chi può!

Ghostbusters II: Ormai sono famosi, le armi sono diventate più potenti e l’esperienza davvero non gli manca. Sono tornati per combattere “la melma che si nutre di vibrazioni maligne” e per salvare il mondo. Questa volta il pericolo si nasconde nella culla di un bambino innocente, il figlio di Dana, che improvvisamente inizia a muoversi da solo per le strade di New York. La donna capisce che l’Entità Soprannaturale è tornata per tormentarla e allora non le resta che chiamare gli Acchiappafantasmi! 

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CONTENUTI EXTRA ESCLUSIVI DELL’EDIZIONE STEELBOOK 4K

  • GHOSTBUSTERS
    • Commento ai fan per il 35esimo anniversario
    • 6 rarissime scene eliminate e mai viste, inclusa le richiestissime scene di Fort Detmerring!
    • Include inoltre dei take non lavorati della sequenza di Central Park Bums
    • Video di presentazione del 1984 in cui Bill Murray e Dan Aykroyd presentano un rullo del film agli espositori!
    • Pubblicità televisiva di Ghostbusters + scene tagliate
  • GHOSTBUSTERS II
    • Commento al film per il 30esimo anniversario
    • “L’Oprah Winfrey Show: Cast di Ghostbusters II” del giugno 1989
    • Un raro teaser trailer non finito che contiene l’intera pubblicità per il film!
  • THE REAL GHOSTBUSTERS
    • The Real Ghostbusters – Pitch episodio pilota” – A Fan Restoration

 CONTENUTI EXTRA ESCLUSIVI DELLA GHOST-TRAP LIMITED EDITION

  • Chi chiamerai?
  • Una retrospettiva su Ghostbusters – Acchiappafantasmi
  • Tavola rotonda col regista Ivan Reitman e con Dan Aykroyd
  • Video musicale “Ghostbusters”
  • Galleria dei poster del film
  • E molti altri contenuti speciali originali!

Leggi anche – The front runner: in DVD e Digital HD dal 12 giugno con Universal Pictures Home Entertainment Italia

Approfondimenti News

2001: Odissea nello spazio – la colonna sonora non utilizzata di Alex North

Non si può riassumere 2001: Odissea nello spazio (1968) in poche parole, bensì il film di Kubrick va vissuto come un’esperienza onirica. Questa straordinaria opera cinematografica del regista è uno dei fondamentali e meglio realizzati film di fantascienza. Tratto dal racconto di Arthur C. Clarke The Sentinel (1948), in contemporanea con 2001: Odissea nello spazio venne pubblicato il libro omonimo. Nel 2018 L’American Film Institute lo ha valutato al quindicesimo posto nella classifica dei film migliori di tutti i tempi.

Il lungometraggio inizia con delle  scimmie che scoprono come utilizzare gli oggetti come armi dopo aver contemplato uno strano monolito nero. Dopo una delle più celebri match cutdella storia del cinema, Stanely Kubrick sposta l’attenzione dalle armi dei primati alle astronavi che orbitano intorno alla terra nel 1999. Proprio in una di esse il dottor Heywood Floyd si reca verso la luna, dove con altri astronauti va verso un cratere dove trova lo stesso monolito. Diciotto mesi dopo, un gruppo di astronauti parte per una misteriosa missione verso Giove. Il loro compagnia vi è HAL9000 un super computer molto intelligente. Tuttavia i comportamenti di quest’ultimo saranno sempre più strani nel corso del viaggio…

 La musica classica

2001: Odissea nello Spazio CinemaTown.it

Oltre all’incredibile uso che il regista ha fatto degli effetti speciali e alle straordinarie inquadrature, il film è famoso anche per l’utilizzo della musica. Kubrick scelse di utilizzare molti pezzi di musica classica. Celebre è il “valzer” delle astronavi sul tempo de Sul bel Danubio blu (1866) di Johann Strauss. Forse ancora più cruciali sono le note di Così parlò Zarathustra (1896) di Richard Strauss che risuonano all’inizio e alla fine dell’opera.

Essenziali furono anche le musiche del compositore contemporaneo Györg Ligeti. Il musicista tuttavia era all’oscuro dell’utilizzo dei suoi pezzi per 2001: Odissea Nello Spazio. Di fatti non solo Kubrick non avvisò il compositore di questo, ma il regista modificò le opere di Ligeti per meglio adattarle al film. Per queste ragioni il compositore fece causa a Kubrick, ma risolto il problema legale, però, i due continuarono a collaborare per altri film. L’utilizzo del sonoro in 2001: Odissea nello Spazio è unico, Kubrick infatti ha evitato di utilizzare pezzi musicali in mezzo alle scene di dialogo e viceversa.

La colonna sonora di Alex North

2001: Odissea nello Spazio CinemaTown.it

Come ricordato in un interessante articolo di Far Out Magazine i piani iniziali per la musica nel film erano molto diversi. Kubrick contattò il compositore Alex North che aveva già collaborato con lui per Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964) e Spartacus (1960) per realizzare una colonna sonora originale. Questa venne realizzata, ma il regista decise durante la fase di montaggio di optare per della musica preesistente. Questa è una scelta che Kubrick ha fatto moltissime altre volte nel proseguo della sua carriera, e che si è rivelata molto efficace. Lo stesso regista notò che: 

Per quanto possano essere bravi i nostri compositori da film loro non sono Beethoven, Mozart o Brahms. Perché usare della musica di qualità mediocre quando si ha a disposizione molta buona musica orchestrale proveniente dal passato e dai giorni nostri?

Quando si sta montando un film è utile provare una serie di differenti pezzi musicali per vedere come questi si amalgamano con la scena. Con un po’ più di attenzione e pensiero, queste scelte temporanee possono diventare la colonna musicale finale.

Il regista a dirla tutta aveva già intenzione sin dall’inizio di inserire pezzi di musica classica. Tuttavia la produzione lo costrinse a utilizzare brani di Alex North, che compose molta della musica per la prima parte del film. Col passare del tempo, non gli venne richiesto da Kubrick alcun ulteriore brano con la scusa che nella parte finale non ci sarebbe stata musica. Il compositore seppe che il suo operato non era stato utilizzato durante la Premiere del film, nonostante Kubrick lo avesse praticamente torturato per raggiungere una composizione che lo compiacesse, e il musicista fu ovviamente molto deluso da questa decisione e affermò:

Che posso dire? è stata una grande ma frustrante esperienza e nonostante le reazioni discordanti ottenute rispetto alla musica, penso che l’approccio Vittoriano con il suono armonico mitteleuropeo non stesse bene con i concetti brillanti di Kubrick e Clarke.

Nonostante questo la versione di North è stata recuperata negli anni duemila ed ora è possibile ascoltarla ed immaginare come sarebbe cambiato quel film.

Leggi anche: Un cofanetto speciale per il 50esimo anniversario di “2001: Odissea Nello Spazio”

 

Approfondimenti LGBT+ News

Film LGBT: i modi in cui il cinema degli anni ’90 rappresentava gli omosessuali

La rappresentazione della comunità LGBTQ+ ad Hollywood è tutt’altro che perfetta, persino oggi. Tuttavia, è innegabile dire che le cose, rispetto ai decenni scorsi, sono nettamente migliorate e che è stato fatto un grosso balzo in avanti. Per tutti quelli cresciuti negli anni ’90 è stato possibile vedere personaggi queer venire a galla nel cinema mainstream. Però, la loro rappresentazione nei film LGBT ha sempre aderito ad una serie di stereotipi. Dai depressi ai serial-killer, i seguenti sono gli archetipi tra cui è possibile scegliere. Di colpo, persino Tuo, Simon sembra quasi all’avanguardia.

Il serial killer queer (Il silenzio degli innocenti; Il talento di Mr. Ripley)

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Soltanto nel 1992, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha declassificato l’omosessualità dallo statuto di disordine mentale e la gay conversion therapy pretende ancora oggi che la queerness possa (o debba necessariamente) essere curata. Quindi, se trattiamo l’omosessualità come un disordine mentale, potremmo anche associarla ad altri tipi di disordini, perchè no? Magari sociopatia? In questo modo, otterremmo Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti e il Tom Ripley di Matt Damon, a cui piace così tanto Jude Law da randellarlo in faccia e rubargli l’identità. A volte, i personaggi omosessuali sono guidati dalla vergogna, come quello interpretato da Chris Cooper in American Beauty.

Il migliore amico gay (Ragazze a Beverly Hills; Il matrimonio del mio migliore amico)

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Alcuni film vengono girati in modo tale da far credere che sono totalmente a loro agio nella loro rappresentazione dell’omosessualità. Almeno, fino a quando si escludono scene di sesso e baci tra gay. Il casto migliore amico gay serve come una sorta di macchina per sviluppare battute argute e affermazioni sagge e genuine. Praticamente, funziona come un biscotto della fortuna in carne ed ossa. Ovviamente amiamo Ragazze a Beverly Hills. Almeno, fino a quando perde tutto il suo potenziale romantico. Relegati all’eterno ruolo di personaggi di supporto, i migliori amici gay non hanno mai un subplot e la sceneggiatura ci dice esplicitamente che loro sono gay altrimenti sarebbe soltanto la loro insolenza a caratterizzarli come tali.

La lesbica pazza (Butterfly Kiss; Inserzione pericolosa; Basic Instinct)

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Le lesbiche possono essere anche pazze. Una volta che una donna ha respinto tutte le convenzioni tradizionali della società (fare sesso con un uomo e lavare i piatti per lui), è tutto possibile. Basic Instinct è famoso soprattutto per una scena ma rappresenta anche il personaggio di Sharon Stone come una donna bisessuale alla guida di un harem di lesbiche assassine. O, magari, preferite Jennifer Jason Leigh in Inserzione pericolosa, la compagnia di stanza ossessiva che vi ucciderà e copierà il vostro taglio di capelli.

La donna transessuale ingannevole (La moglie del soldato; Ace Ventura – L’acchiappanimali)

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Gli anni ’90 hanno rappresentato la grande paura dell’uomo medio ed eterosessuale di essere ingannato da una donna transessuale, di andare a letto con lei e di perdere il proprio status vittorioso di uomo alfa. Da qui deriva il twist di La moglie del soldato e il climax di Ace Ventura, in cui un’intera stanza di uomini inizia a vomitare quando si accorge che il nemico è veramente un uomo. Le donne transessuali sono spesso oggetto di sdegno, viste come ingannatori proteiformi di cui è impossibile fidarsi.

L’omosessuale fiero (South Park – Il film; Piume di struzzo)

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Camicia hawaiiana addosso, l’omosessuale fiero è la variante sventolante bandiera color arcobaleno del migliore amico gay. All’omosessuale in fiamme è persino consentito possedere una propria sessualità, al prezzo di incarnare tutti i possibili stereotipi sui gay. Zeppola, movimenti rapidi, lacrima facile, amore per i musical e per gli abiti femminili, passione per l’interior design -praticamente sono queste le caratteristiche associate agli omosessuali in fiamme. In genere, l’omosessuale fiero è rappresentato in modo affettuoso. Tuttavia, questo non fa altro che raddoppiare la sensazione di stereotipo nei film LGBT.

Il gay tragico (Philadelphia; S.O.S. Summer of Sam; Happy together)

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L’oscura ombra dell’AIDS viene prepotentemente a galla negli anni ’80 e continua ad emergere anche negli anni ’90. Tom Hanks vince il suo primo Premio Oscar nel 1993 per la sua interpretazione di un gay morente e malato di AIDS. Philadelphia ha costruito un’empatica rappresentazione di un omosessuale nei film LGBT, sebbene la critica queer pensasse che il film si fosse concentrato troppo sul personaggio interpretato da Denzel Washington. Comunque, Philadelphia opta per la costruzione del gay tragico, personaggio che muore o finisce in disgrazia. Probabilmente, i film citati continueranno a restare a lungo nella mente dei vostri genitori. Soprattutto quando parlerete con loro della vostra sessualità.

La lesbica che aspetta soltanto Ben Affleck (In cerca di Amy)

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Nella vita reale, probabilmente, la Amy interpretata da Joey Lauren Adams sarebbe solo una normale donna bisessuale. Ma, nel film di Kevin Smith, Amy è una lesbica che incontra Ben Affleck e decide di passare (temporaneamente) all’altra sponda. Una cosa del genere avviene anche in Amore estremo, con Ben Affleck e Jennifer Lopez, uno dei peggiori film mai girati. Il messaggio è chiaro, care lesbiche: rintanatevi perchè Ben Affleck è a caccia!

LEGGI ANCHE: Film LGBT – L’evoluzione del cinema queer

Curiosità News

Watchmen: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova serie HBO

La HBO continua a sfornare serie di grande interesse per il mondo geek. Dopo Game of Thrones, che si concluderà stanotte (tra molte critiche) arriva Watchmen. Ispirata a una delle graphic novel più celebri di sempre, questa serie è un sequel e tratta di eventi non più del 1985 ma del presente. Grazie ad una ottima segretezza l’opinione pubblica sa molto poco della serie e degli eventi che andremo a vedere. Possiamo però già analizzare alcuni dettagli fondamentali tra questa serie, lo Watchmen di Alan Moore e il film di Zack Snyder.

Watchmen – la serie è un sequel del film o del fumetto?

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Essendo ambientata nel presente, la serie può porre già un dilemma ai fan della storia. La storia originale di Moore è già stata adattata sul grande schermo da Zack Snyder in una fedelissima ed ottima trasposizione. La storia ed i toni dark, seguiti fedelmente dal regista, rendono il film un perfetto adattamento del fumetto. Nonostante questo, vi è una abissale differenza nel finale del film e della graphic novel: il finale. In entrambi i casi il villain, Ozymandias, crea una finta minaccia per unire americani e russi, scongiurando la crisi nucleare. Quello che si differenzia è però la minaccia stessa: nella storia originale Adrian Veidt crea, grazie all’aiuto di artisti e scienziati, un mostro dalle fattezze aliene che, trasportato nella città, fa una strage che non viene fermata dall’ormai (creduto) disperso Dottor Manhattan. Questo mostro riesce nel suo scopo: sentendosi indifesi da minacce extraterrestri, i russi e gli americani siglano un accordo di pace.

Questo finale, innegabilmente di grande impatto, sarebbe risultato però difficile da rendere al cinema. Il finale fu quindi modificato da Snyder, eliminando completamente il mostro. Nel film infatti Ozymandias non crea questa bestia aliena ma, al contrario, replica l’energia di Manhattan e ne crea un ordigno. Avendo pubblicamente mostrato il Dottor Manhattan in preda alla rabbia, egli segretamente fa detonare l’ordigno al centro di New York provocando una strage il cui l’unico colpevole risulta l’uomo atomico. In entrambi i casi Manhattan si allontana dal pianeta, solo che in uno è pubblicamente accusato della strage: quale dei due finali seguirà la serie televisiva? Basandoci sulle dichiarazioni dei produttori, si baserà sul finale del fumetto. Inoltre, grazie ad indiscrezioni arrivate grazie a poche foto sul set, si può intravedere un giornale con sopra raffigurato il fantomatico mostro del finale fumettistico.

Watchmen – la serie seguirà gli eventi del sequel fumettistico Doomsday Clock?

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Il fumetto originale è, a tutti gli effetti, parte dell’universo fumettistico DC. A partire dagli eventi di Flashpoint del 2011 e continuati su The Button e in Rebirth, è diventato chiaro come gli eventi della saga e dell’universo DC siano in realtà collegati. Non cadendo troppo in spoiler, Flash e Batman riescono a trovare prove che confermano come una entità superiore stia giocando coi loro destini e coi destini dei loro cari. Tutto questo ha portato, nel 2018, alla saga tutt’ora in corso ed edita dalla RW Lion chiamata Doomsday Clock. Qui possiamo trovare come gli eroi DC vengano a diretto contatto con Manhattan e con altri personaggi.

Una domanda che venne a molte persone in contemporanea all’uscita del trailer di Watchmen riguardava la possibile inclusione di questa nuova storyline. Infatti, già altre volte questi personaggi erano stati richiamati, in modo più o meno palese, nei film del DCEU. A quanto pare però non vedremo Batman o Superman apparire nella serie, in quanto questa seguirà esclusivamente il fumetto originale.

Watchmen – dove sono Gufo Notturno, Ozymandias, il Dottor Manhattan e Rorschach?

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I quattro protagonisti della graphic novel originale hanno sorti ben differenti. Gufo Notturno, conquistata l’eroina Spettro di Seta, raggiunge un lieto fine su cui grava la conoscenza delle vere motivazioni della strage finale. Ozymandias rimane libero, in quanto il segreto della tragedia di New York non viene rivelato al pubblico dagli eroi. Rimane però anche lui fortemente provato da questo evento, che lui vede come un male necessario e di cui si prende tutte le responsabilità. Il Dottor Manhattan parte in esilio nello spazio, speranzoso che potrà creare la vita (magari una più semplice, come l’universo DC). Infine Rorschach muore, ucciso da un Manhattan affranto nonostante la sua superiorità esistenziale. Walter Kovacs infatti avrebbe divulgato nel mondo il segreto di New York, vanificando però così il tentativo di pace ricercato da Veidt. Una vita, secondo Manhattan, vale meno della pace nel mondo.

Nonostante tutto però, Rorschach riesce a far trapelare questa storia. Nelle ultime pagine del fumetto infatti si vede come avesse mandato ad un giornale complottista, il New Frontiersman. Il finale rimane ambiguo nel fumetto, ma basandoci sulle immagini già viste nei trailer possiamo vedere come la storia sia effettivamente uscita e come una frangia estremista, indossando la sua maschera, diffonda il suo messaggio nel mondo. Un personaggio che tornerà in carne ed ossa è Ozymandias, interpretato nella serie da Jeremy Irons. Risulta facile immaginare come, negli anni successivi alla strage di New York, sia rimasto attento a soffocare ogni seguace di Rorschach. Invece nulla sappiamo di Gufo Notturno, Spettro di Seta o del Dottor Manhattan. È però molto probabile che li vedremo nella serie HBO, se non in carne ed ossa almeno citati dai protagonisti.

Watchmen – un grande cast ed un enorme mistero sulla trama

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Risulta difficile parlare di questa serie, soprattutto della sua trama, a causa della segretezza che ha circondato la produzione. Quello di cui possiamo essere certi è però il fatto che sarà un evento comparabile a Game of Thrones, in cui la qualità HBO si unisce finalmente al mondo supereroistico. I grandi talenti nel cast, partendo dal premio Oscar Regina King, passando per il celebre Black Manta cinematografico Yahya Abdul-Mateen II fino ad arrivare al già citato e vincitore di un altro Oscar Jeremy Irons, danno già le basi per un prodotto di alta qualità. Creata da Damon Lindelof, seguiremo attentamente ogni dettaglio attorno a Watchmen fino all’uscita statunitense in Autunno 2019 su HBO.

Nessun compromesso, neanche di fronte all’Apocalisse!

LEGGI ANCHE: Watchmen – ecco le prime immagini della serie tv prodotta da Damon Lindelof

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Roman Abramovich lancia Kinoprime, il ricco fondo di produzione per film russi

Il fondo da 100 milioni di dollari destinati alle produzioni cinematografiche, stanziato dal magnate russo Roman Abramovich, chiamato Kinoprime, è pronto per essere stanziato, come ha dichiarato il CEO dell’organizzazione Anton Malyshev a Cannes durante questa settimana. Lo stanziamento elargito da Roman Abramovich verrà distribuito per una durata di tre anni, coprendo fino al 50% del costo di produzione di un film, con un budget di 2 milioni di dollari a progetto. Il primo investimento, Fairy – il nuovo lungometraggio della vincitrice della Berlinale Anna Melikyan – è attualmente in post produzione e uscirà in Russia entro la fine dell’anno. L’ex amministratore delegato del Russian State Film Fund, Malyshev, ha detto che Kinoprime risponderebbe ad un’esigenza attualmente non affrontata dal meccanismo di finanziamento statale:

Il fondo cinematografico russo ha un solo obiettivo: rendere i film russi più redditizi al botteghino. Sono per lo più blockbuster, abbiamo bisogno di film di qualità, non solo di quantità. I progetti artistici di alto livello ci fanno solo del bene.

La Croisette di Cannes è stata la cornice ideale per i commenti di Malyshev, affianco al regista Kantemir Balagov che è tornato al Festival con Beanpole, il seguito di Closeness, vincitore del premio Fipresci, e la regista e scrittrice Larisa Sadilova con Once in Trubchevsk. Entrambi i progetti sono nella categoria Un certain regard. Malyshev ha continuato dicendo che Kinoprime avrebbe già preso in considerazione una vasta quantità di film, che hanno impegnato il comitato di dieci persone che li hanno selezionati.

Kinoprime prenderà inoltre in considerazione progetti internazionali, purché abbiano un rimando diretto alla Russia, come il regista o l’attore di punta. Durante il suo primo anno, Kinoprime è destinato a finanziare quasi quindici progetti, anche se le aspettative sono per un numero in costante crescita. Il potenziale di partenza di 100 milioni, stanziati da Roman Abramovich, non solo molti per tre anni, ma è solo un inizio di percorso destinato a crescere.

LEGGI ANCHE – Climax: il trailer italiano del film di Gaspar Noé presentato al Festival di Cannes

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Game of Thrones: l’audizione per Daenerys di Elizabeth Olsen è stata terribile

Ancora prima di essere Scarlet Witch o Martha Marcy May Marlene, Elizabeth Olsen ha avuto la possibilità di essere Daenerys Targaryen in Game of Thrones. Ecco cosa ha rivelato a Vulture:

Quando ho iniziato a lavorare, ho fatto un provino per tutto, perché mi piace fare audizioni. E ho fatto un provino per Khaleesi. L’ho dimenticato. È stata l’audizione più imbarazzante che abbia mai avuto. Come parte della prova, mi è stato chiesto di eseguire un monologo che si svolge alla fine della prima stagione, da dopo che il personaggio è stato bruciato. E sta facendo questo discorso a migliaia di persone su come sia la loro regina. Non sapevano se volevano un accento britannico o meno, quindi ho recitato con entrambi. È stato terribile. Ogni volta che qualcuno dice: “Raccontami la storia di una brutta audizione” questa è una che ricordo bene.

All’inizio, neanche Emilia Clarke ha avuto il ruolo. Tamzin Merchant ha interpretato Dany nel pilot originale, che è stato accolto così male che la HBO ha chiesto di ripetere le riprese. Non è stato l’unico ruolo che ha avuto bisogno di cambiare attore, visto che Michelle Fairley ha sostituito Jennifer Ehle nel ruolo di Catelyn Stark. Olsen alla fine si è fatta strada verso la televisione con la serie di Facebook Watch Sorry for your loss, che potrebbe farle guadagnare un Emmy. Fortunatamente, la brutta esperienza dell’attrice non le ha impedito di essere ossessionata da Game of Thrones, e ha dichiarato:

Sono così appassionata di Game of Thrones che tutto quello a cui riesco a pensare è Kit Harington. Voglio dire, mi fatto il lavaggio del cervello.

Dopo otto stagioni, questa sera andrà in onda su HBO il finale della serie di Game of Thrones.

LEGGI ANCHE – Game of Thrones: una petizione su change.org chiede il remake dell’ultima stagione (QUI)

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Colt: Stefano Sollima parla del suo nuovo film

Stefano Sollima, il regista conosciuto all’estero per Sicario: Day of the Soldado e per la serie-tv Gomorra, ha stabilito di girare Colt, un Western in lingua inglese tratto da un soggetto di Sergio Leone. Le riprese dovrebbero iniziare il prossimo inverno. Il film sarà prodotto dai figli di Leone, Raffaella ed Andrea, attraverso la loro Leone Film Group. In questo momento, il gruppo si sta occupando della vendita dei diritti a Cannes, con l’obiettivo di interessare acquirenti esteri. Concepito originariamente come una serie-tv, Colt prende il suo titolo dalla pistola di Clint Eastwood in Per un pugno di dollari. L’oggetto si trasforma in un elemento narrativo fondamentale che passa di mano in mano nel Vecchio West.

Stefano Sollima è in trattative avanzate per coinvolgere nel progetto un grande sceneggiatore americano e continuerà ad usare come idea centrale la pistola di Leone che, questa volta, passerà tra le mani di diversi ragazzini. Secondo il regista:

Colt sarà un coming-of-age per tre ragazzi di 12-13 anni circa che, da orfani, entrano in possesso di quest’arma e, per una serie di svariate ragioni, si trasformano in criminali. Vi assicuro che un ragazzino di quest’età con un’arma del genere in mano è davvero spaventoso. Voglio riportare lo Spaghetti Western a casa sua. Quella di Sergio, che lo ha inventato.

Stefano Sollima CinemaTown.it

Come nei giorni di gloria del Western all’italiana, Sollima e i Leone stanno cercando un cast di primissimo livello per interpretare gli adulti del film. Secondo il regista, Leone ha reinventato il genere al punto tale che, oggi, chiunque si misuri con il Western deve necessariamente passare attraverso il suo lavoro. Sollima ha anche precisato che il suo non sarà un omaggio a Leone in senso Tarantiniano. Raffaella Leone ha affermato che l’idea di effettuare il passaggio dalla serie-tv al film è venuta direttamente a Sollima:

Secondo il regista, ci sono fin troppe serie-tv oggi. Il nostro obiettivo è trasformare Colt in un evento unico caratterizzato da una freschezza narrativa invidiabile. Noi siamo sempre molto cauti quando viene fuori qualcosa che ha a che fare con mio padre. Questa nostra eccitazione vuol dire che siamo davvero convinti.

Leone Film Group produrrà attraverso il gruppo di Lotus e con l’appoggio di Rai Cinema. I piani prevedono l’inizio delle riprese in Canada per quest’inverno. Sollima ha detto che il film sarà rivolto ad un target di giovani, proprio per incoraggiarli a studiare il Western e ad approfondire un genere che, oggi, non è preponderante nell’immaginario comune degli adolescenti.

LEGGI ANCHE: L’immortale – Il primo teaser dello spinoff di Gomorra

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Nicolas Winding Refn: lo streaming è il futuro

Direttamente dal Festival del Film di Cannes, Nicolas Winding Refn ha espresso il suo pensiero. Durante la conferenza stampa di presentazione di Too Old to Die Young, che segna il suo debutto nel mondo della serialità, il regista si è lasciato andare al solito flusso di pensieri.

Too Old to Die Young non è una serie-tv. Si tratta di un film di 13 ore. Questo è il futuro: lo streaming. Dopo aver distribuito The Neon Demon nel 2016, Amazon Studios mi ha chiesto cosa volessi fare. E io ho risposto di voler fare una serie-tv. Tutti a Hollywood parlavano di serie-tv e di racconti seriali. In realtà, però, io non ero tanto sicuro di voler fare una cosa del genere. Per me, non si tratta di TV.

L’ispirazione per Too Old to Die Young è venuta mentre il regista era seduto dentro un’automobile a Los Angeles. In quel periodo, Refn si rivolgeva spesso ad Alejandro Jodorowsky, chiedendogli di leggergli i tarocchi per capire come potersi muovere in futuro. E quando Refn ha rivelato la sua idea al regista de La montagna sacra, Jodorowsky gli ha subito dato il suo assenso:

Fantastico! La TV! Il pubblico sta andando sempre più verso la TV!

Nicolas Winding Refn CinemaTown.it

Inoltre, secondo i tarocchi di Jodorowsky, una sceneggiatrice avrebbe dovuto scrivere Too Old to Die Young e il regista avrebbe dovuto causare la morte dei soli personaggi negativi. Le riprese della serie sono durate ben 10 mesi, durante i quali Refn ha avuto tutto l’appoggio possibile da parte di Amazon Studios. In quel periodo, il regista ha sviluppato tutte le sue idee sulle possibilità dello streaming:

Lo streaming è un oceano di possibilità. Si tratta di qualcosa di davvero interessante e credo che, finalmente, gli studios sono pronti per lo streaming. La differenza tra lo streaming e la release cinematografica tradizionale consiste nel fatto che si tratta di un flusso di energia che si sviluppa 24 ore su 24 per 7 giorni alla settimana e che il pubblico può consumare il proprio prodotto in qualsiasi momento e su qualsiasi supporto. Senza dubbio, è un nuovo modo di pensare.

La moglie di Refn, l’attrice e documentarista Liv Corfixen, dovrebbe essere figlia illegittima del leggendario regista Fritz Lang che ha ispirato più volte Refn stesso. The Spiders e Il dottor Mabuse, praticamente, sono due esempi di serialità giunta prima dei tempi. Secondo Refn, senza dubbio, anche Fritz Lang, oggi, opterebbe per lo streaming.

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His Dark Materials: il primo trailer dell’attesa serie HBO

Come probabilmente avrete già sentito, c’è qualcosa di nuovo che riguarda HBO. Mentre il network tiene sempre gli occhi aperti su nuovi progetti, il trailer della serie che sarà mandata in onda durante l’anno potrebbe seriamente coinvolgere gli appassionati de Il Trono di SpadeHis Dark Materials, la trilogia di libri scritta da Philip Pullman, infatti, dà il titolo all’omonima serie-tv prodotta da HBO.

His Dark Materials seguirà Lyra, che si trova ad attraversare un infido mondo fantasy in cui i bambini sono in serio pericolo. La serie costruisce una realtà in cui esseri umani e altre creature sono connessi tra loro attraverso poteri soprannaturali. Quando un potere mistico e particolarmente forte entra in gioco, lo scontro per controllarlo farà precipitare il mondo nel caos e nell’oscurità. Prenderanno parte alla lotta anche Marisa Coulter e Lord Asriel. Quando gli scontri porteranno ad alcune scomparse e al conflitto armato, scenderanno in campo anche degli ostili orsi polari. Davvero eccitante!

His Dark Materials è una co-produzione tra HBO e BBC One ed è già stato rinnovato per una seconda stagione. La prima stagione riguarda gli eventi che avvengono nel primo libro, The Golden Compass. Il primo tentativo di portare questi libri sul grande schermo risale al 2005: all’epoca, nell’omonimo film recitarono Nicole Kidman e Daniel Craig.

Il cast di questa nuova serie include James McAvoy, Ruth Wilson, Clarke Peters, Lin-Manuel Miranda e Georgina Campbell. Lo sceneggiatore della serie è Jack Thorne, mentre Tom Hooper, Dawn Shadforth e Otto Bathurst si sono occupati della regia degli episodi. Per Hooper si tratta di un ritorno dietro la macchina da presa di un prodotto HBO: il regista aveva già diretto per il newtork le serie Elizabeth I e John Adams. Di recente, Bathurst è stato annunciato come regista di Halo, nuova serie di Showtime. Di seguito, il primo trailer della serie:

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