Call Me by Your Name II: Guadagnino rivela i primi dettagli sul sequel del film

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In una recente intervista rilasciata a New York, il regista di Call Me by Your Name ha commentato i primi dettagli di trama e di cast del sequel.


Luca Guadagnino e Dakota Johnson sono di fatto diventati una coppia creatrice di sodalizi artistici, grazie a A Bigger Splash e il nuovo Suspiria, e sembra che il regista non abbia intenzione di smettere di lavorare con questa nuova musa. Il futuro elenco di impegni di Guadagnino prevede anche un progetto piuttosto delicato, il sequel di Call Me by Your Name. Intervistato a New York da Nathan Heller, viene riportato che il regista voglia l’attrice come interprete della moglie del personaggio di Hammer, Oliver. Il film era stato presentato a Roma nel gennaio scorso.

Deve essere una specie di ragazzina del New England, con circa cinque bambini. L’unico problema di questo progetto è il titolo, che non possiamo di certo chiamare Call Me by Your Name II.

Come già detto da Guadagnino in passato, il seguito di Call Me by Your Name riprenderà anni dopo gli eventi del primo film. Una delle ultime scene vedeva Oliver dire a Elio al telefono che era fidanzato. Considerando il potenziale casting di Dakota Johnson, il sequel riprenderà anni dopo il loro matrimonio, coi protagonisti già genitori di una grande famiglia. Chalamet ha paragonato il salto temporale della trama all’arco di tempo di Boyhood, di Richard Linklater. Entrambi gli attori hanno dichiarato di voler tornare nel sequel.

Mentre Guadagnino progetta di dirigere il secondo capitolo di Call Me by Your Name, un film che ha purtroppo abbandonato è Rio, il thriller scritto da Steven Knight e interpretato da Benedict Cumberbatch e Jake Gyllenhaal. Guadagnino ha lasciato il progetto all’inizio di quest’anno, col regista di Patrick Melrose Edward Berger che lo ha immediatamente sostituito. Guadagnino ha rivelato di aver rinunciato al progetto dopo che StudioCanal gli ha detto di dover iniziare la produzione non nell’estate 2017 ma nel maggio dello stesso anno.

Non vedo il modo di realizzare il film con sole otto settimane di preparazione, è impossibile, richiede troppo tempo. Rio è un terribile spreco, gli attori sono fantastici, e a questo punto della mia carriera non vedo l’utilità di lanciarmi in un progetto simile solo per fare quantità.

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