Esattamente poco prima di compiere trent’anni, è più utile fermarsi un attimo e riflettere sulla propria esistenza o darci dentro coi festeggiamenti per provare a sfruttare fino all’ultima goccia la bevanda super alcolica che è nota con il nome di “vent’anni”? Noi non ne abbiamo la più pallida idea (anche se chi scrive opterebbe senza dubbio per la seconda possibilità). Comunque, chi arriva ai trent’anni ha imparato tante cose sulla vita. E lo ha fatto non solo grazie alla scuola e all’università ma anche per merito di film, letture ed esperienze varie. In modo particolare, guardare un film può essere un’attività davvero proficua. Di seguito, consigliamo una lista film da vedere prima dei 30 anni. Perché? Forse per cogliere delle sfumature sulla vita che, poi, la nuova età ci impedirebbe di considerare con la stessa libertà e leggerezza.

Blade Runner (Ridley Scott, 1982)

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Un paio di anni fa, il sequel di Denis Villeneuve ha riportato l’attenzione su Blade Runner, il cult movie diretto da Ridley Scott nel 1982. Il lungometraggio racconta la storia di Rick Deckard, che lavora come cacciatore di Replicanti, creature robotiche in grado di provare emozioni come gli esseri umani. Il film riesce a mixare il neo-noir e la detective-story come pochi altri sono riusciti a fare e, allo stesso tempo, si sofferma sulla natura umana e su questioni di carattere morale. Blade Runner riesce a ricordare opere di Camus e Sartre, concentrandosi sul viaggio simbolico di Deckard, un percorso esistenziale in lotta contro l’inevitabile. Si tratta di uno di quei film da vedere prima dei 30 anni in grado di accompagnarti per tutta la vita e di favorire riflessioni filosofiche da ponderare pesantemente.

Vivere (Akira Kurosawa, 1952)

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Senza dubbio, Akira Kurosawa è uno dei massimi maestri dell’arte cinematografica, autore di capolavori quali Rashomon, Ran e I sette samurai. Una delle sue tematiche più trattate risiede nella forza di uomini che provano ad andare al di là dei loro limiti. Nell’ambito della filmografia del regista, Vivere è un film davvero strano: non è ambientato nel Giappone ma in quello contemporaneo e non è incentrato su un grande uomo. Il protagonista, infatti, è un ex impiegato statale che sta morendo di tumore. Questo film da vedere prima dei 30 anni è la storia di un uomo che prova a dare un senso alla sua vita è molto toccante e commovente. Vivere ci insegna ad apprezzare la vita per quella che è: un momento meraviglioso che non tornerà più e le cui conseguenze convivranno con noi per sempre. La morale di questo film da vedere prima dei 30 anni è davvero chiara: possiamo lasciare che la nostra vita scorra senza fare niente o intervenire e viverla da protagonisti.

Eyes Wide Shut (Stanley Kubrick, 1999)

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Stanley Kubrick è un autore assolutamente essenziale. Durante la sua carriera, si è dedicato ad ogni genere ed è diventato un punto di riferimento per qualsiasi artista. I suoi film sono molto diversi l’uno dall’altro. Tuttavia, l’esplorazione del lato oscuro della mente umana è una tematica ricorrente. Molti suoi film mostrano il lento deragliare verso la pazzia dell’essere umano. Il lungometraggio più misterioso ed oscuro della sua filmografia, molto probabilmente, è proprio Eyes Wide Shut, che rientra tra i dieci film da guardare prima dei trent’anni. C’è una strana aura che circonda il film. Alla fine della visione, è come se ci fossimo svegliati da un brutto incubo le cui conseguenze si faranno sentire per l’intera giornata. Il personaggio di Cruise precipita in una spirale di sesso ed impara a vivere la propria sessualità liberamente, in barba ai principi cattolici con cui è stato educato. L’intero racconto è un invito a vivere senza ipocrisia e un film da vedere prima dei 30 anni se si vuole compierli un po’ meno frivolamente.

Prima dell’alba (Richard Linklater, 1995)

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Sin dall’inizio della sua carriera, Richard Linklater è noto per aver esplorato metodi alternativi di narrazione. Dall’animazione in rotoscope ad un film ripreso nell’arco di 12 anni di tempo ed incentrato sulla vita di un adolescente americano. In Prima dell’alba, il regista rompe la regola più importante del film, quella che consiglia ad ogni narratore di mostrare e di non raccontare. L’intero film, infatti, è basato su lunghissime conversazioni tra i due protagonisti. Prima dell’alba è uno dei film più romantici di tutti i tempi, in grado di stimolare le fantasie e i ricordi più intimi di qualsiasi persona. Mentre Eyes Wide Shut parla di sesso, questo film di Linklater è incentrato sulla genesi di un momento di connessione totale tra due esseri umani. Le loro conversazioni sono il motore del film, che mostra un genuino ed onesto interesse nei confronti delle vite dei due protagonisti. Questo film riesce a catturare il momento miracoloso in cui due persone si conoscono e iniziano ad accettarsi per ciò che sono.

Chiamami col tuo nome (Luca Guadagnino, 2017)

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Il penultimo film di Luca Guadagnino ha conquistato l’attenzione di pubblico e critica di tutto il mondo. E il perchè è facilmente intuibile. I protagonisti del racconto sono Elio ed Oliver. Il primo è un adolescente sensibile ed istruito; il secondo è un ventiquattrenne spontaneo, affascinante e pieno di vita. Per loro due, avrà inizio un’estate indimenticabile. Sulla falsa riga di Prima dell’alba, anche Chiamami col tuo nome è un dreamlike romance costruito su sensazioni e dialoghi. Ogni oggetto ed ogni luogo si fa portatore di uno stato d’animo. Il mistero sacro dell’amore si trova a rivivere, filtrato dalle passioni dei protagonisti del film. Opere d’arte, decine di tomi e di volumi e sculture marmoree sono i veri protagonisti dell’opera di Guadagnino, un percorso da compiere in attesa che la mezzanotte detoni ogni sentimento. Il film è da vedere assolutamente prima dei trent’anni, età in cui la distanza tra noi e le passioni che ci animano potrebbe essere ormai irrimediabilmente perduta.

Synecdoche, New York (Charlie Kaufman, 2008)

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Da quando è stata introdotta da pensatori quali Camus, Sartre e Beauvoir, l’esistenzialismo è stata una delle correnti più battute dai filosofi di ogni tempo. Molti artisti si sono occupati del rapporto tra uomini e Dio, di trascendenza e del posto che gli esseri umani occupano nell’universo. Uno di questi è Charlie Kaufman, giunto alla notorietà dopo aver scritto Se mi lasci ti cancello. Anche se la sua filmografia non è molto nutrita, Kaufman è stato in grado di dar vita ad una serie di lavori molto amati da pubblico e critica. La sua opera prima è stata proprio Synecdoche, New York, interpretata da Philip Seymour Hoffman nei panni di un regista teatrale che dà vita ad uno spettacolo sulla sua esistenza. Ogni paura, ogni sofferenza ed ogni sentimento trovano posto nel film, che spinge lo spettatore a guardarsi allo specchio e a scendere a patti con sè stesso.

Il sapore della ciliegia (Abbas Kiarostami, 1997)

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Il film di Abbas Kiarostami è incentrato sul difficile tema del suicidio. Mentre una tematica del genere potrebbe generare schieramenti ideologici e di natura morale, il film sceglie di non prendere posizione e di non lasciarsi andare ad alcun giudizio. Il sapore della ciliegia racconta la storia di un uomo che ha scelto di suicidarsi e che prova a cercare qualcuno che lo possa seppellire dopo la morte. La messa in scena minimalista fornisce alla pellicola un tono intimista, quasi da documentario. Il film scorre come se fosse un poema in cui il protagonista discute con ogni interlocutore del suo punto di vista. Alla fine del lungometraggio, non sappiamo cosa farà il protagonista. Ciò perché questo film da vedere prima dei 30 anni è incentrato più sullo spettatore che sul personaggio principale. L’obiettivo del regista è quello di rivolgersi a chi ha contemplato l’ipotesi del suicidio, di parlare con lui/lei e di presentare punti di vista differenti.

Il settimo sigillo (Ingmar Bergman, 1957)

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Moltissimo è stato detto su Ingmar Bergman, uno dei registi preferiti da parte di moltissimi artisti. Un mago, un poeta ed un pittore che utilizzava il cinema per esplorare gli aspetti più oscuri della mente umana. Da molti definito come l’ultimo degli esistenzialisti, Bergman ha diretto una serie di film su personaggi che riflettono sull’assenza di senso della loro vita. Il settimo sigillo, probabilmente, è il suo film più allegorico. Racconta la storia di un cavaliere all’epoca in cui la piaga nera stava divorando l’Europa. La Morte gli appare ma lui ritiene che sia ancora troppo presto, così la sfida a scacchi; se riuscirà a vincere lui, la Morte dovrà lasciarlo perdere, altrimenti sarà disposto ad andare con lei. Da quel momento in poi, l’ombra della Morte lo seguirà dappertutto, in attesa del momento giusto da sfruttare per farlo suo. I numerosi e profondi temi trattati dal film da vedere prima dei 30 anni non potranno lasciare indifferenti.

Taxi Driver (Martin Scorsese, 1976)

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Il cinema americano non sarebbe stato lo stesso senza la filmografia di Martin Scorsese, il regista che, più di tutti, ha rivoluzionato il cinema di genere, elevando la qualità dei film commerciali. Mentre i suoi ultimi film somigliano più a  degli esercizi di stile sulla messa in scena e sulle infinite possiblità della narrazione, durante gli anni ’70, insieme a Paul Schrader, ha realizzato una serie di opere d’arte. L’influenza della letteratura esistenzialista francese  su Taxi Driver è innegabile. Il film racconta la storia di un veterano del Vietnam che non riesce a comprendere la decadenza morale dell’America contemporanea. Secondo Schrader, mentre un esistenzialista europeo, messo di fronte all’assenza di senso del mondo, desidera solo uccidere sé stesso, un esistenzialista americano crede che sia giusto rivolgere la sua violenza contro gli altri.

Apocalypse Now (Francis Ford Coppola, 1979)

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L’influenza di Neorealismo e Nouvelle Vague è stata fondamentale nei confronti della New Hollywood. La maggior parte dei più influenti registi americani appartiene alla generazione che ha subito l’influenza di cineasti quelli Truffaut, Godard e Varda. Quando ha diretto Apocalypse Now, Francis Ford Coppola era una sorta di divinità che decise di realizzare questa discesa negli inferi della mente umana, basata sul romanzo di Joseph Conrad. Questo film da vedere prima dei 30 anni è ambientato durante la Guerra del Vietnam e racconta la storia di Willard, che ha ricevuto l’incarico di inoltrarsi nella foresta e di uccidere Kurtz. Si tratta di un war movie che utilizza la guerra come genere di riferimento ma che, in realtà, è interessato alla psicologia dei suoi personaggi. L’incontro finale con Kurtz rappresenta un momento assoluto di misticismo che difficilmente dimenticherete.

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