L’ascesa di Skywalker ha sancito la fine della saga iniziata nel 1977 con Una nuova speranza, spaccando a metà il pubblico con l’accetta. Eccesso di fan service, di carenza di idee e di poca cura nella grammatica cinematografica – i dialoghi in stile Marvel e il montaggio frenetico hanno abbassato vertiginosamente il livello del film – non hanno convinto una foltissima schiera di spettatori, che in Ep. IX hanno intravisto il tripudio del marketing, anziché del rispetto per la saga. Una classifica dei film di Star Wars, alla luce di tutto ciò, è la diretta conseguenza da affrontare.

Di seguito ne abbiamo stilata una completa di tutti i dodici titoli ad oggi usciti al cinema, compresi i tre spin-off Rogue One, The clone wars e Solo, consapevoli che quanto leggerete potrà sia compiacervi che farvi storcere il naso. Le nostre motivazioni, comunque, sono piuttosto argomentate, anche se non condivisibili e si basano su un risultato fin troppo equilibrato tra recensioni positive e negative ottenute dal franchise, che mai come oggi riesce a sfondare tra i prodotti di alto livello solo se si tratta di spin-off, sia cinematografici che televisivi. La classifica dei film di Star Wars che segue è stilata dal migliore al peggiore, buona lettura e buona presa di consapevolezza, speriamo di poterne discutere apertamente con voi.

1 – Rogue One

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Al primo posto della classifica dei film di Star Wars abbiamo voluto piazzare senza ripensamenti l’unico capitolo del franchise che parla sul serio di guerre ambientate nello spazio. Rogue One si è distinto tra tutti gli altri capitoli post Ep. VI come quello unanimemente considerato ai primi posti del franchise, se non addirittura il migliore in assoluto. Il fatto che ad esserlo sia uno spin-off non sorprende affatto, anzi, rafforza una consapevolezza di pubblico che Disney sembra voler ascoltare solo a metà, dedicando all’universo espanso progetti televisivi piuttosto che cinematografici.

Quel che questo capitolo ha dimostrato meglio di tutti gli altri – e di cui Solo non ha potuto giovare per colpa del marketing – è che un prodotto Star Wars tradizionale ha bisogno di aggiungere qualcosa di significativo alla saga principale, lontano però dai concetti di Lato Oscuro e Lato Chiaro della Forza, se vuole essere davvero incisivo sul pubblico – fin troppo spesso in disaccordo proprio per questioni legate al misticismo della saga. Rogue One è ambientato tra Ep. III ed Ep. IV, terminando esattamente prima dell’inizio di quest’ultimo e tratta del trafugamento dei piani della prima Morte Nera – poi nascosti in RD-D2 da Leia – da parte di una cellula ribelle capitanata da Jyn Erso e Cassian Andor.

Sebbene sia una parola spesso sopravvalutata, in questo caso utilizzare il concetto di capolavoro non è per nulla fuori luogo, almeno all’interno della saga. Le ambientazioni sono dettagliatissime, il clima che pervade la narrazione impeccabile e ci si ritrova al cospetto del miglior Darth Vader di sempre – l’oppressione del regime imperiale è una sensazione tangibile e si può respirare il terrore che incute, poco enfatizzato nella saga principale. A conti fatti, vista la divisione di pubblico causata da J.J. Abrams, a rendere Rogue One il miglior prodotto Star Wars è proprio l’assenza degli Jedi, rimuovendo quasi del tutto quell’aura di misticismo che caratterizza la saga e che allo stesso tempo l’ha resa – in alcuni capitoli – un prodotto scadente. È il nostro primo posto imprescindibile nella classifica dei film di Star Wars, per la sua fattura perfetta e i suoi pretesti innovativi e stimolanti.

2 – L’Impero colpisce ancora

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Al secondo posto della classifica dei film di Star Wars è impossibile non mettere L’Impero colpisce ancora – tutt’oggi considerato dai più il miglior capitolo in assoluto del franchise. Capitolo di mezzo della trilogia originale, Ep. V continua il miracolo visivo e narrativo di Una nuova speranza, aggiungendo colpi di scena e avanguardie di CGI, all’interno di un saturo concentrato di eventi molto semplici ma dal significato imprescindibile per la saga. Il film ha raccolto il favore generale dei fan di tutte le generazioni per i suoi momenti indimenticabili quali “io sono tuo padre”, la dichiarazione d’amore tra Han e Leia e le perle di saggezza di Yoda.

Diretto da Irvin Kershner, il film vanta quella che viene considerata la miglior sceneggiatura del franchise, scritta da Lawrence Kasdan. Oltre a presentare delle sequenze visivamente iconiche e delle ambientazioni che sanciscono l’inizio dell’universo narrativo di Star Wars, Ep. V approfondisce ciò che rende la saga quella che conosciamo, ovvero il misticismo che la pervade.

Lato Oscuro e Lato Chiaro iniziano a confrontarsi faccia a faccia e vengono presentati più dettagliatamente gli insegnamenti Jedi tradizionali, inserendo tutti gli elementi che fanno da caposaldo tematico se si parla di Guerre Stellari, come il lignaggio, il conflitto tra luce e oscurità, le vie della Forza e il loro utilizzo, oltre che delineare definitivamente le caratteristiche psicologiche di tutti i protagonisti della saga. Han Solo in particolare si eleva a personaggio più amato del franchise, assieme a Darth Vader, rendendo Harrison Ford l’icona cinematografica per eccellenza degli anni ’80.

3 – Gli ultimi Jedi

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Al terzo posto della classifica dei film di Star Wars c’è un capitolo che, piaciuto o meno e d’accordo con noi o meno, ha davvero fatto qualcosa di interessante all’interno della trilogia sequel. I capitoli di mezzo di tutta l’ennalogia hanno segnato la qualità dei tre percorsi cinematografici, a causa della loro natura di film di transizione che collega il primo capitolo all’ultimo. In questa fase, L’Impero colpisce ancora ha fatto faville, L’attacco dei cloni ha fatto quasi vergognare Lucas, Gli ultimi Jedi – volenti o nolenti – ha fatto l’unico percorso alternativo e coraggioso di tutta la nuova trilogia, che a conti fatti si è basato su delle pretese troppo alte.

Rian Johnson non ha avuto paura di sperimentare, lasciare in sospeso delle questioni irrisolte e addirittura rivisitare alcuni concetti che davamo già per scontati, venendo da una parte osannato, dall’altra messo alla gogna, nonostante sia stato l’unico a conservare i lati più importanti e affascinanti dell’universo espanso canonico. Come ne L’Impero colpisce ancora, anche Gli ultimi Jedi mette al centro della narrazione le questioni mistiche legate alla Forza, incorniciate da pochi eventi narrativi ma carichi di importanza e dettagli.

La colonna sonora, la fotografia e la regia sono le migliori in assoluto della trilogia sequel e quanto visto sfida senza timore tutti i preconcetti radicati nel pubblico, soddisfacendo quasi del tutto la fazione più longeva della fanbase. Non vengono svelati troppi dettagli sulle domande principali di questa trilogia, ma nonostante rispetti i principi del capitolo di mezzo come L’Impero colpisce ancora – pochi eventi, poco esaltanti, ma intrisi di spettacolo e significato – è l’unico a non copiare il passato per andare sul sicuro, evolvendo la trama anziché adattarla ai calcoli di mercato, come fatto con Ep. VII ed Ep. IX. Poco sorprende il fatto che il pubblico lo abbia cassato come un esperimento fallito e che Disney sia corsa immediatamente ai ripari, ma si sa, per apprezzare qualcosa per quel che è deve per forza avvenire qualcosa di veramente peggiore o passare abbastanza tempo.

4 – Solo

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Al quarto posto della classifica dei film di Star Wars, rispettando la nostra preferenza per gli spin-off, c’è quello che di fatto è stato il capitolo più bistrattato della saga. Sin dal suo annuncio e fino al suo rilascio, Solo non ha mai convinto troppo la fanbase, che più di ogni altra cosa non voleva in alcun modo vedere alterato il proprio immaginario collettivo riguardo il personaggio che – forse – tutti hanno amato di più. Sostituendo Harrison Ford, la versione giovane del personaggio interpretata da Alden Ehrenreich non è mai stata ben vista dai fan, nonostante Ford abbia dato il suo responso entusiasta sul film di Ron Howard.

Con The Mandalorian oggi disponibile, sarebbe forse più facile apprezzare questo space western, se solo lo si volesse guardare, poiché le ambientazioni, i personaggi e la regia sono qualcosa che tiene tranquillamente testa a Rogue One, rispettando la regola degli spin-off di Star Wars – senza Jedi il franchise suona stranamente meglio. Solo narra le vicende legate al giovane Han, partendo dai giorni di Corellia, seguendolo tra le fila dell’aviazione imperiale e nella consacrazione tra i contrabbandieri, svelando le origini del personaggio e dei suoi legami d’amicizia in maniera perfetta e senza troppo fanservice.

In particolare, vengono mostrati eventi epici quali l’incontro con Chewbecca, con Lando Calrissian, la vincita del Falcon e la celeberrima rotta di Kessel in meno di dodici parsec. Il tutto viene motivato ma non indebolito da una love story di sottofondo tra Han e Qi’ra – interpretata da una perfetta Emilia Clarke – personaggio che apriva di fatto le porte ad un approfondimento non irrilevante su faccende dell’universo espanso che però dovremo dimenticare, a causa dello scarso riscontro di pubblico del film. Solo è in cima alla nostra classifica per gli stessi motivi di Rogue One, sebbene Disney abbia deciso di creare spin-off solo per la televisione proprio a causa di questo film, che di negativo non ha assolutamente nulla.

5 – La vendetta dei Sith

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Al quinto posto della classifica dei film di Star Wars era doveroso mettere un capitolo della trilogia prequel, sebbene non sia stata quella più apprezzata dai fan. Nel suo complesso, la triade dello scandalo scritta e diretta da George Lucas ha creato più scompiglio e incredulità piuttosto che approvazione, generando un sentimento comune di amara rassegnazione ad accettare canonicamente quanto visto nei tre film – coi quali il tempo è stato gentiluomo.

Sebbene la qualità generale dei dialoghi non sia magistrale, il capitolo che più di ogni altro ha mostrato dei segni positivi è proprio La vendetta dei Sith, nel quale il percorso di Anakin Skywalker nel Lato Oscuro della Forza giunge a compimento, divenendo Darth Vader. Pieno di spunti divenuti icone pop immortali, Ep. III è sicuramente il miglior capitolo dei prequel, con una colonna sonora spinta ai massimi livelli, una CGI oppressiva ma spettacolare, dei duelli di scherma incastonati nella storia del cinema e delle interpretazioni che superano a pieni voti il vaglio della critica.

Hayden Christensen in particolare sfoggia il meglio di sé nei panni di Anakin facendo ben comprendere l’animo del personaggio, mal rappresentato dalla sceneggiatura di Ep. II. Lo scontro tra il Prescelto e Obi-Wan Kenobi su Mustafar in particolare è la massima esaltazione dello scontro tra Lato Chiaro e Oscuro con la spada laser, all’interno di una cornice visiva e sonora che hanno reso giustizia a tutti i prequel, grazie al livello di pathos ineguagliato negli altri capitoli del franchise.

6 – Una nuova speranza

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Al sesto posto della classifica dei film di Star Wars è di difficile accettazione dover inserire Ep. IV, quello che nel 1977 diede il via al franchise. La ragione di questo posizionamento non è dovuto alla qualità intrinseca del film – che dovrebbe altrimenti essere fuori classifica – ma bensì alla sua complessità all’interno di tutto il franchise. Quando uscì in sala, Una nuova speranza fu l’anno 0.1 della storia del cinema – laddove lo 0 fu 2001: Odissea nello spazio – stravolgendo letteralmente chiunque si occupasse di intrattenimento e chi ha avuto il privilegio di vederlo per la prima volta.

Fu un caso esemplare di volere del destino, quasi della Forza stessa, venendo costruito passo dopo passo partendo da un’idea drammatica agli antipodi del prodotto finale. L’inizio di tutto racchiude in sé stesso ogni singolo aspetto che i fan amano del franchise, dalla colonna sonora, il misticismo, i personaggi, le spade laser alle ambientazioni. Lucas non risparmiò nulla alla sua fantasia e alla sua volontà, generando un caposaldo imprescindibile della settima arte, che cambiò radicalmente il modo di produrla.

Di per sé la narrazione non ha nulla di troppo complesso o più allettante degli altri capitoli, che lo hanno ampliato, ma anzi annuncia in maniera molto istantanea e poco approfondita i concetti di Lato Oscuro e Lato Chiaro, chi combatte cosa e quali sono i personaggi che dovremo osservare da vicino. Con C3-PO, RD-D2 e i caccia stellari in particolare, Ep. IV ha poi avviato ciò che ha reso Star Wars la controversia commerciale che conosciamo, ovvero il collezionismo.

7 – Il ritorno dello Jedi

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Al settimo posto della classifica dei film di Star Wars si colloca il capitolo che per antonomasia ha sancito l’inizio di quella corrente di personaggi secondari che non hanno reso il franchise qualcosa di cui essere universalmente fieri. Con l’inserimento degli Ewok, Lucas ha creato dei presupposti narrativi divertenti e innovativi, ma che non sostengono troppo coerentemente la lotta ribelle contro l’Impero, che alla fine de Il ritorno dello Jedi si ritrova sbriciolato da uno sforzo congiunto di militari navigati, avveramento della profezia del Prescelto… e un esercito di nanetti pelosi che alla prima donna umana che incontrano nella loro vita dicono un epico “ciuccia”.

Sicuramente il più debole della trilogia originale, il film ha comunque alcune delle scene più iconiche di Star Wars e approfondisce a dovere il contesto di Tatooine, pianeta desertico che fa da scalo interstellare lungo tutta la saga. Il ritorno dello Jedi apre di fatto la strada a quello che trentasei anni dopo sarebbe stata la conclusione della saga, ovvero Ep. IX, garantendogli tutto il materiale da cartacarbonare utile ad J.J. Abrams per volare basso e non rischiare qualcosa di interessante come fatto da Johnson.

Dal canto suo, Ep. VI ha sancito la fine – per di più esaustiva – della prima saga al cinema, lasciando spazio ai prequel di approfondire quanto mancasse, ma dando davvero pochi pretesti ai sequel. L’Imperatore, Anakin e Luke sono i padroni indiscussi della scena, con uno scontro letale di Lato Chiaro e Lato Oscuro fomentato da turbe familiari che affondano in un lungo passato fatto di amore e sofferenza, come ben spiega Ep. III, il quale insieme ad Ep. VI consacra Anakin nell’olimpo del cinema. A conti fatti una degna conclusione di un esperimento cinematografico che con Il ritorno dello Jedi iniziava a vacillare e che forse poteva essere lasciato così com’è, almeno riguardo la trilogia sequel, risparmiandoci una fatidica classifica dei film di Star Wars.

8 – Il risveglio della Forza

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All’ottavo posto della classifica dei film di Star Wars c’è il capitolo che ha riavviato il franchise, Il risveglio della Forza. Il primo capitolo dei sequel, gestito da J.J. Abrams, ha di fatto buttato giù dal tavolo la maggioranza del materiale canonico pre Disney, ora Legend, riaprendo i giochi per una contestualizzazione radicalmente diversa e molto meno avvincente, affinché il tutto fosse appetibile per ogni generazione. Sebbene come film di apertura abbia poco da invidiare ai capitoli  più riusciti del franchise, Disney ha optato per una gestione della trilogia che non ha reso onore né alle idee di Lucas, né agli affetti più radicati della fanbase.

Abrams ha giocato facile sin dall’inizio, facendo un sofisticato riadattamento de Ep. IV, accontentando davvero tutti ma instillando quei dubbi lancinanti che con Ep. IX hanno decretato il fallimento della trilogia, tutti riguardanti la mancanza di innovazione narrativa. Il risveglio della Forza si è palesato come la rappresentazione visiva perfetta dell’estetica starwarsiana, unendo il materiale artigianale della trilogia originale alla miglior CGI moderna, sgusciando lontanissimo dall’estetica dei prequel.

Fatto a pezzi il vecchio canone, Abrams ci presenta una famiglia Solo sfasciata da chissà quanto e chissà per quale motivo, un Primo Ordine che senza preavviso riesce a soverchiare una Repubblica trentennale, un villain potente nel Lato Oscuro ma di cui non si sa nulla e due nuovi protagonisti che, a conti fatti, sono la vera nota positiva dei sequel. Rey e Ben sono degli ottimi personaggi, criticatissimi sin dal 2015, ma che rappresentano tutto il meglio delle innovazioni di Disney e il rispetto per la tradizione – anche se eccessivo. Kylo Ren in particolare è un anello di congiunzione perfetto coi sei film precedenti e forse l’unico che lascerà davvero il segno – ma non quanto l’omicidio di suo padre.

9 – La minaccia fantasma

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Al nono posto della classifica dei film di Star Wars c’è quello che sicuramente tutti si aspettano di trovare all’ultimo gradino non solo di questa lista, ma dell’intera storia del cinema. La minaccia fantasma è il film disgraziato per antonomasia, quello che porta sulle spalle tutto il peso della negatività esacerbata da Lucas, che con questo capitolo ha riscritto ogni genere di fantasia maturata dalla fanbase in quasi vent’anni. Jar Jar Binks e i Midichlorian hanno di fatto scaraventato giù da un pendio ogni genere di scusa che giustificasse le scelte di Lucas, che con Ep. I ha prescritto a tutti la pillola più amara da dover ingoiare, manco fosse olio di ricino.

Anche ignorando il peggio, il film è comunque un anello debole per natura, essendo l’inizio della saga e non avendo per forza di cose gli elementi tradizionali del franchise che tutti si aspettavano – pur essendo forte della miglior colonna sonora in assoluto di tutti i dodici film. Ciò che salva Ep. I dal fondo della classifica, però, è senza dubbio il suo unico pregio, ovvero l’innovazione – anche se negativa. Lucas doveva ripartire da qualche parte e avendo finalmente libertà creativa, fece quel che gli sembrava giusto, fornendoci comunque nuovi dettagli fondamentali.

Le dinamiche interne all’Ordine degli Jedi, i presupposti biologici della Forza, le origini di Anakin e le ambientazioni sono dei capisaldi imprescindibili assimilati nella cultura starwarsiana – anche se tutt’ora poco accettati. Gli stessi Sith ora hanno una ragione d’esistere e vengono palesati, si inizia il grande pubblico alla regola dei due e Sheev Palpatine comincia la sua opera di bonifica politica della Repubblica, divenendo poi l’Imperatore. Nel complesso però il film fu un totale fiasco di critica, coi fan accalcati in sala senza sapere nulla di cosa stessero per vedere e usciti dal cinema sentendosi profondamente traditi e lacerati. Fu l’inizio del tracollo, a tratti inarrestabile.

10 – L’attacco dei cloni

classifica dei film di Star Wars l'attacco dei cloni cinematown.it

Al decimo posto della classifica dei film di Star Wars si trova quello che ha dovuto pagare un pegno altissimo, tutto in negativo, legato alle scelte di copione al limite dell’accettabile. Nonostante sia decisamente più interessante di Ep. I, L’attacco dei cloni deve cedergli un posto in classifica per motivi di innovazione: avendo il precedente inserito degli elementi di novità che quanto meno gli fanno guadagnare dei punti, i capitoli che lo succedono potevano solo che migliorare o peggiorare l’appeal della saga, cosa scampata con Ep. III, ma accaduta con Ep. II, che nonostante le novità interessanti di Kamino, Jango Fett e il Conte Dooku, presenta delle dinamiche da love story all’epoca quasi imbarazzanti e un copione davvero pessimo.

Il rapporto tra Anakin e Padmé viene mostrato quasi come una rielaborazione trash de I promessi sposi e la direzione di Lucas ha rischiato di guastare l’introduzione del futuro Darth Vader, ovviata da una recitazione tutto sommato lodevole da parte di Christensen. Nota positiva de L’attacco dei cloni, che a fatica riesce a ritagliarsi dei buoni momenti tra una scena e l’altra, è l’introduzione dell’industria kaminoana, specializzata in clonazione, che conferisce un alone di mistero al film e consente di far finalmente chiarezza sulle idee di Lucas in materia, avendo discusso in passato anche con autori come Timothy Zahn, il quale aveva proposto una gestione dei cloni che non piacque troppo all’ideatore del franchise.

Con Ep. II si è quindi aperto ulteriormente il panorama dell’universo espanso, grazie a questa tecnologia e alle Guerre dei Cloni, che hanno dato alla fanbase e agli autori di romanzi la possibilità di approfondire in maniera più affascinante questa parte della saga, oltre che creare i presupposti per il lancio della serie animata The clone wars, considerata da Lucas un Ep. 2.5 a tutti gli effetti. Ciò che all’epoca creò un gran sollievo fu la relegazione a macchietta secondaria di Jar Jar, che in questo episodio compare sporadicamente, lasciandoci comunque il meglio del suo intelletto per l’episodio successivo, quando compì la scelta politica che lasciò Palpatine libero davanti ad una porta vuota.

11 – The clone wars

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Al penultimo posto della classifica dei film di Star Wars abbiamo scelto di inserire il titolo che perfino i fan a volte si dimenticano di aver visto. The clone wars ha pagato il prezzo del marketing, essendo stato pensato per la televisione, dove grazie a Dave Filoni stava raggiungendo un consenso di pubblico senza precedenti e poi piazzato al cinema da Lucas, che non voleva perdere l’occasione di far fruttare il gioiellino, offrendolo ad un pubblico più vasto. Scelta che, nonostante The clone wars, insieme a Rebels, è divenuto un cardine del nuovo canone, ha dimostrato come la serie necessitava di rimanere confinata all’interno del proprio format.

Questo perché anche se si considerasse il film come episodio della serie, con un minutaggio quindi più lungo, resta comunque un prodotto di scarso livello. La sceneggiatura è sì molto più intrigante dell’episodio pilota della serie, ma finisce per essere un misto eterogeneo di esche fresche per il fanservice e di elementi che assecondano l’approvazione del pubblico. Al cento della narrazione c’è il Conte Dooku, il quale rapisce il figlio di Jabba per metterlo contro la Repubblica attraverso un gioco sporco. A dargli la caccia ci sono Anakin e la sua prima padawan, Ahsoka Tano – poi divenuta personaggio celebratissimo del franchise – che hanno l’urgente compito di recuperare il neonato.

Nel frattempo, Obi-Wan e Padmé sono impegnati in delle missioni secondarie, mentre indagano su Ziro the Hutt. Le animazioni e il doppiaggio del film erano piuttosto innovative e promettenti, ma nel suo complesso non raggiungevano il risultato sperato da Lucas, ovvero lanciare sul mercato qualcosa di già esistente desiderando che il grande pubblico potesse amarlo per la prima volta. Perfino Ahsoka ha corso degli enormi rischi, venendo accolta dal pubblico in maniera pericolosamente discordante. Fortunatamente le varie stagioni le hanno riservato un destino differente e la classifica dei film di Star Wars non le ha compromesso il grande ruolo drammatico all’interno del canone.

12 – L’ascesa di Skywalker

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All’ultimo posto della classifica dei film di Star Wars abbiamo inserito proprio L’ascesa di Skywalker, per via della sua natura profondamente sbagliata e controversa. Il capitolo conclusivo della saga si è presentato al pubblico come il semplice rispetto della regola tanto amata da Abrams, ovvero vai sul sicuro, che va sempre bene così. A nulla è servito il tanto criticato esperimento narrativo di Rian Johnson, che in Ep. VIII aveva quanto meno provato a sovvertire le regole classiche dei franchise a capitoli, inserendo un episodio di mezzo che dicesse qualcosa di alternativo. Abrams non ha corso rischi, riempiendo i buchi lasciati vuoti sul passato di Rey e aprendo delle voragini gargantuesche sulla riesumazione di Palpatine.

Non si è affatto sperimentato, ci si è marvellizzati fin troppo – alcuni scambi di battute sembrano un continuum con Avengers, e sono imbarazzanti – e si compiono delle scelte narrative degne dell’ultima stagione di Game of Thrones, che mai avremmo sperato per l’ultimo capitolo di Star Wars. La gestione delle distanze, del tempo e dei personaggi secondari è la stessa delle ultime stagioni della serie HBO, il ché non ha prodotto nulla di buono. Palesemente ricalcato su Il ritorno dello Jedi, Ep. IX non rende facile nemmeno giungere alla fine della proiezione perché nessuno poteva immaginare che qualcuno sarebbe stato in grado di fare qualcosa che superasse in negativo l’operato di Lucas con la trilogia prequel.

Poteva essere il finale dei finali, la conclusione che doveva davvero sancire un punto zero nella storia del cinema, trovandoci invece per le mani l’Endgame della galassia lontana lontana. Dove però L’ascesa di Skywalker ha fatto centro è nella gestione di Rey e Ben Solo, che durante il film compiono l’esatto percorso compiuto da Luke e Anakin ne Il ritorno dello Jedi, aggiungendo però qualcosa di diverso. Il loro vincolo è ancor più profondo e giustificato di quanto si potesse pensare, essendo entrambi frutto di retaggi familiari potenti nella Forza e quando il vero potenziale del loro vincolo viene svelato, è addirittura sorprendente. Nel complesso però Ep. IX è un film da dimenticare, essendo un caso esemplare di cattiva scrittura, cattivo montaggio e cattive intenzioni commerciali, che non potevano non renderlo la chiusura della classifica dei film di Star Wars.

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