#IoRestoACasa: il film da quarantena che ti farà gridare “ce la faremo!”

quo vado? Checco Zalone film da quarantena cinematown.it

Quo Vado? è un film da quarantena che critica l’Italia, ma non può che farcela amare con tutte le sue tremende e bellissime controversie.


Non possiamo uscire di casa – e questo lo sappiamo, anzi quasi quasi ci piace; c’è il divieto di assembramento – ed è una conseguenza ovvia della prima disposizione; le multe che possono fioccare per chi trasgredisce sono salatissime – com’è giusto che sia, diremmo in molti, se non in tutti – ma perché non inasprirle? È ciò che ha deciso il Governo durante l’ultimo consiglio dei ministri, deliberando un inasprimento delle multe da 400 a 3000€ con un eventuale rincaro pari a un terzo per chi viene colto alla guida di un veicolo. Insomma, da Nord a Sud, dobbiamo aver disobbedito abbastanza da meritarci una misura più severa, che da sola potrebbe già aiutare le casse comunali. La cultura della disobbedienza è parte integrante del patrimonio sociale italiano; ci contraddistingue e a volte ci penalizza, ma in alcuni casi ci valorizza, come racconta il film da quarantena di oggi.

Interpretato dal capo comico nostrano, Checco Zalone, Quo Vado? è un manuale di studio sull’antropologia italiana. Presente sul catalogo streaming di Prime Video, il film da quarantena non perde nessuno dei punti salienti che caratterizzano l’italianità, quella per cui siamo famosi in tutto il mondo e che tranquillamente seduti al cinema non ci risparmiamo di criticare, per poi tornare a fomentare una volta tornati la prima volta all’ufficio postale. Ci sono tutti: dal posto fisso alla convivenza coi genitori, dagli escamotage più indecenti per continuare a rimanere attaccati al capezzolo dello Stato agli stili di vita più assurdi. Eppure, anche se ce ne vergognano, sappiamo da sempre che l’Italia è molto più di questo, e lo sa anche Checco Zalone, che nel film da quarantena ha inserito altri elementi goliardici che però ci fanno gridare all’unisono “Forza Italia”.

Alle gag più imbarazzanti subentrano così la nostalgia di casa, dei valori controversi dell’italianità, che solo noi possiamo capire perché solo noi siamo in grado di crearli. Una nostalgia che sa di paesaggi, di senso familiare, di voglia di contribuire per rendere il Paese un posto migliore. Cosa che i protagonisti di Quo Vado? tentano di fare, ovviamente invano, tanto è impenetrabile la nube di confusione formatasi dagli intrecci burocratici. Una lotta impari e invincibile in partenza, ma che chiunque abbia a cuore l’Italia non vorrebbe mai tirarsi indietro dal combatterla, perché saremmo anche la macchietta del Mediterraneo, ma siamo anche l’ombelico del mondo, assieme ad un altra culla della civiltà, quella cinese. Perché come urla Checco a un norvegese convinto di poter esportare l’italianità come un qualsiasi prodotto:

Non si scrive l’Italia invano!

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