La casa di carta: recensione della quarta stagione della serie Netflix

la casa di carta cinematown.it

La casa di carta è arrivata alla quarta stagione e anche questa volta la tecnica rimane quella della suspense, con ogni puntata che trascina a quella dopo.


Nonostante le diverse critiche che hanno caratterizzato la serie, La casa di carta, ideata da Álex Pina, è arrivata ad avere una quarta stagione che è praticamente il proseguimento della precedente, ovvero la rapina della Banca Nazionale di Spagna, un’impresa ben più ambiziosa e pericolosa della Zecca di Spagna. Nulla di nuovo, pertanto, eppure anche questa volta la serie tv spagnola targata Netflix riesce ad offrirci otto puntante, ciascuna con un finale che lascia col fiato sospeso costringendoci quindi a continuare a guardare e a cedere alla maratona.

Un metodo che in alcuni casi può funzionare bene, sennonché in questo caso ogni stagione è apparsa un po’ una copia di quella precedente, in particolare delle prime due parti che sono state spettacolari, e dopo un po’ iniziano a vedersi i tropi iniziano a vedersi e anche a intuirsi. Anche in questa stagione ritroviamo Álvaro Morte, Úrsula Corberó, Itziar Itunho, Pedro Alonso, Alba Flores, Miguel Herrán, Jaime Lorente, Esther Acebo, Enrique Arce, Darko Peric, Hovik Keuchkerian, Rodrigo de la Serna e Najwa Nimri. 

La casa di carta 4: una famiglia

La casa di carta, CinemaTown.it

Lo avevamo capito fin dalla prima stagione e siamo contenti di vederlo anche nella quarta stagione: la tematica della famiglia. Qualcuno penserebbe che tra diverse persone con un background molto differente che non si sono mai incrociati prima d’ora e che vengono assunti solo per commettere una rapina non si possa instaurare un rapporto piacevole o addirittura affettivo. Invece non è così. Vediamo molto bene come le dinamiche del gruppo dei criminali in rosso vadano così tanto nel profondo da portarli ad affezionarsi l’uno all’altro, addirittura a innamorarsi.

Rischierebbero la vita l’uno per l’altro e proteggerebbero l’altro a tutti i costi. Certo ci sono anche molti conflitti e litigi, incomprensioni e tradimenti, ma questo succede anche nelle normali famiglie. E, quando qualcuno muore gli viene sempre offerto il miglior funerale che si possa pensare in quelle circostanze. Tutto questo aiuta anche il pubblico ad empatizzare, a legarsi anch’esso ai protagonisti. È quasi una dinamica un po’ speciale.

La casa di carta 4: la suspense

La casa di carta 4, CinemaTown.it

Come dicevamo una tecnica che La casa di carta sfrutta tanto è la suspense. Ogni puntata, anche se si trascina con una calma quasi estenuante per 50 minuti, finisce con qualcosa di inaspettato che rilancia tutta la tensione che ha trattenuto per buona parte del tempo, come una bomba a orologeria.

Per cui uno finisce per mangiarsi la stagione. Sembra sempre che l’incredibile debba accadere negli ultimi minuti, qualcosa che potrebbe farci molto male. Ma, è anche una tecnica che – se usata più e più volte – finisce per diventare scontata e non attrarre più dopo un po’. Tuttavia, gli spettatori più avidi, saranno comunque convinti a smettere di stoppare e vedere se le loro supposizioni si realizzeranno.

La casa di carta 4: la musica

La casa di carta, CinemaTown.it

La casa di carta ci ha attratto anche per l’uso ripetuto di una famosa canzone nostrana, Bella Ciao, dal significato simbolico e storico piuttosto importante. Ma non solo. In questa serie vengono usate quasi perlopiù canzoni italiane, quantomeno quelle in primo piano – e diverse scene sono ambientate anche nel Sud Italia. Forse questo fa apprezzare la serie di più al pubblico italiano, anche se c’è da dire che le canzoni che più si sentono sono quelle classiche e sempreverdi che i nostri genitori ascoltavano quando erano giovani loro e a cui magari noi della generazione Y o Z siamo meno avvezzi. Che ci sia dietro qualche simbolismo autoriale in questa colonna sonora? Di certo è qualcosa che non sfugge all’orecchio. Critiche negative o positive, apprezzamenti vari, quello che volete, molti di noi sono in attesa ora della 5 parte. Perché una serie che punta così tanto sulla suspense non poteva che concludersi con un finale aperto e un po’ ansiogeno.

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  • Regia
  • Recitazione
  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Colonna sonora
3.9

Riassunto

La casa di carta 4 prosegue dalla rapina alla Banca Nazionale di Spagna. Nulla di nuovo, eppure anche questa volta la serie Netflix riesce ad offrirci otto puntante, ciascuna con un finale che lascia col fiato sospeso costringendoci quindi a continuare a guardare e a cedere alla maratona. Vediamo molto bene come le dinamiche del gruppo dei criminali in rosso vadano così tanto nel profondo da portarli ad affezionarsi l’uno all’altro, addirittura a innamorarsi. Critiche negative o positive, apprezzamenti vari, quello che volete, molti di noi sono in attesa ora della 5 parte. Perché una serie che punta così tanto sulla suspense non poteva che concludersi con un finale aperto e un po’ ansiogeno.

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