L’accorpamento delle categorie sonore agli Oscar 2021 denota una lacuna dei premi, che non stanno al passo delle professioni

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Il sound design è un comparto tecnico quanto mai variegato che gli Oscar 2021 ha unificato sotto un’unica categoria che non tiene conto delle diversità.


Il sonoro è, senza discussioni, la componente tecnica che ha fatto la storia del cinema. Ne ha decretato il cambio di rotta con Il cantante di Jazz nel 1927, ne ha definito le nuove caratteristiche avanguardistiche e reso indispensabile l’esperienza in sala cinematografica. Senza il sound design non avremmo la maggior parte dell’enfasi totale del film, ma se da una parte dobbiamo riconoscergli dei meriti, dall’altra dobbiamo ammettere la verità: è una componente fondamentale ma del tutto considerata secondaria. L’accorpamento delle due categorie tecniche agli Oscar 2021 è quindi sensato, ma delinea l’evidente mancanza di consapevolezza del settore su come il sound design viene gestito.

Unificare, dagli Oscar 2021, in un’unica categoria entrambi gli aspetti del sound design – sonoro e montaggio sonoro – può avere innumerevoli vantaggi, ma non considera la minuziosa complessità di cui si compongono i due aspetti, profondamente distinti e fino ad oggi omaggiati con premiazioni altrettanto separate. Sembra però che per l’AMPAS e molti appassionati di cinema che approvano la scelta per gli Oscar 2021 il sound design sia una questione simile alla progettazione delle scenografie, dei costumi, del trucco o dell’illuminotecnica. In particolare, le due categorie rappresentavano una testimonianza di un’era pre-digitale che non teneva conto dell’evoluzione del suono in post-produzione.

Oggi, l’editing e il missaggio del suono si sono sovrapposti al punto che anche l’audiofilo più astuto potrebbe avere difficoltà a distinguere il contributo delle due parti. Molte cose sono cambiate dai tempi in cui i film venivano tagliati, incollati e registrati insieme in sala di montaggio, periodo in cui la costruzione degli effetti sonori era fatta artigianalmente passo passo con le sequenze alle quali venivano ancorate delle tracce audio create ad hoc. Detto ciò, le competenze dietro al sound design sono sì sfaccettate e discriminate dall’unione delle categorie agli Oscar 2021, ma sono oggigiorno quanto mai intrecciate e sovrapposte. Motivo per cui l’accorpamento non era solo fisiologico, ma arrivato addirittura in ritardo, come ha spiegato Richard King, veterano del settore:

Quando ho iniziato negli anni ’80, il lavoro veniva effettuato direttamente sulla pellicola. I sound editor potevano ascoltare un solo suono per volta, processo che rendeva tutta la lavorazione piuttosto concettuale e non sapevi com’era il risultato finale finché non usciva in sala. Poi sono arrivati i computer moderni e l’accesso arbitrario ai singoli aspetti della lavorazione ha cambiato tutto radicalmente, potendo ascoltare e mixare ogni traccia in contemporanea, facendo un passo enorme in avanti.

In precedenza, il team di missaggio sarebbe stato il primo a mettere mano sulle varie tracce e capire come si sarebbero fuse e lavorano all’unisono. Ora non è più così. Per abitudine associamo la figura del sound editor a quella di un professionista che crea gli effetti per riprodurre qualcosa di realistico, come una sirena della polizia o lo sgretolarsi della terra durante un terremoto, ma ad oggi la funzione manipola e combina diversi suoni al mixer in maniera più peculiare. Facendo un esempio, in Our Planet si sente un distinto suono provocato dal ghiaccio. Potremmo pensare che sia stato creato mixando diversi suoni artigianali ben diversi da quello naturale, ma non è più esclusivamente così.

Vengono sì utilizzate materie prime di questo tipo, ma avviene un processo di selezione, creazione e manipolazione che viene effettuata al mixer audio attraverso una sovrapposizione di tracce. È quindi corretto affermare che i ruoli nel sound design si sono accavallati e sfumati, ma è più preciso affermare che il montaggio e il mixaggio del suono sono diventati più omogenei, poiché si lavora fianco affianco in modo più sofisticato. I migliori sound designer e artigiani del suono hanno un insieme di competenze combinate e incorporano sia il mixaggio che il montaggio delle tracce. Tutto ciò vale anche per il confine sempre più sfocato tra sound design e colonna sonora e che l’AMPAS ha cercato di ignorare, poiché i progressi nel mondo dei premi sono sempre molto lenti.

A conti fatti, le migliori giustificazioni per motivare l’accorpamento di categorie agli Oscar 2021 sta nelle recenti premiazioni. È difficile accorgersene, ma negli ultimi quattordici anni, ben undici cerimonie hanno visto quattro nominati su cinque nelle categorie di sound design erano occupate dagli stessi progetti, che finivano per vincere entrambi gli Oscar. Quando non li vincevano, i due premi finivano per essere descritti in maniera quanto mai assurda: se vincevi per il sound editing, si trattava delle esplosioni, se vincevi per il sound mixing, era per qualcosa di simile alla colonna sonora. La soluzione degli Oscar 2021 è quindi la migliore? Probabilmente sì, ma solo per chi non comprende che non si tratta di un’unificazione naturale, quanto un’intreccio di competenze sempre più complesse.

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