Hollywood lascia il trono dell’intrattenimento: l’industria del gaming è in agguato

I videogames saranno il futuro dell'intrattenimento?
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L’industria dei videogiochi sta attraversando un periodo davvero d’oro, al punto tale da mettere alle corde perfino Hollywood.


Un trend così evidente che è impossibile non notarlo: l’industria dei videogiochi sta attraversando un periodo davvero d’oro, al punto tale da mettere alle corde perfino Hollywood. Se, infatti, fino a questo momento, quando si parla di intrattenimento, viene spontaneo pensare immediatamente a Hollywood, tra qualche tempo potrebbe non essere più così, come è stato evidenziato all’interno di un interessante articolo pubblicato su L’insider. Hollywood è il produttore numero in tema di film e spettacoli con budget particolarmente alto, in cui recitano star di livello mondiale e dove vengono usati degli effetti speciali super tecnologici ed estremamente innovativi.

Una spinta importante per l’industria del gaming è arrivata anche dal settore dei casinò online, che si sta dimostrando in continua crescita e il cui trend positivo dovrebbe continuare senza intoppi particolari anche nei prossimi anni, stando alle ultime previsioni.

I primi confronti

Dando uno sguardo al confronto sugli introiti tra le due industrie nel corso degli ultimi anni, si può più facilmente comprendere lo scenario a cui stiamo facendo riferimento. La realtà virtuale potrebbe comportare una rivoluzione in merito al panorama dei media. Un primo termine di confronto molto interessante è quello legato al videogioco per adulti più venduto di sempre: si tratta di GTA V, che ha portato a casa ben 110 milioni di copie vendute. Cifre completamente diverse, invece, per il DVD più redditizio di tutti i tempi, ovvero “Alla ricerca di Nemo”, che ha messo insieme “solo” 47 milioni di copie vendute.

E continua ad aumentare il numero di star di Hollywood che prestano la loro voce per i personaggi di alcuni videogiochi molto famosi. È sufficiente pensare a Samuel L. Jackson, che ha doppiato l’Ufficiale Tenpenny, un personaggio presente nella saga di GTA e, nello specifico, nel capitolo San Andreas.

Il guadagno di chi presta le voci per i videogiochi

Probabilmente nemmeno gli appassionati sono a conoscenza dei nomi dei migliori doppiatori di videogiochi. Anzi, nella maggior parte dei casi non vorranno dire alcunché. Ad ogni modo, in pochi sanno che alcuni di questi professionisti sono talmente ricercati e apprezzati che, con il passare degli anni, hanno ricevuto stipendi sempre più alti. Si tratta pur sempre di una curiosità, ma che permette di capire quanto sia in crescita dal punto di vista economico l’industria del gaming. Diamo un’occhiata, quindi, ai patrimoni netti dei più affermati e celebrati artisti del doppiaggio. Giusto per fare un esempio, Nolan North ha un patrimonio netto stimato intorno ai 4 milioni di dollari. Il motivo? Semplice, ha doppiato in alcuni tra i videogiochi di maggior successo, come nella serie Assassin’s Creed, prestando la voce a Desmond Miles, nella serie Uncharted, prestando la voce a Nathan Drake e, infine, nella serie Batman: Arkham, prestando la voce al pinguino.

Ancora più ricco è Troy Baker, che può vantare patrimonio netto stimato in 6 milioni di dollari. Il motivo? Semplice, dato che ha doppiato nel videogioco Bioshock Infine, dando voce al personaggio Booker Dewitt, nel videogioco Batman Arkham Origins, prestando la voce a “The Joker”, e in The Last of Us, dando voce al personaggio Joel.

La classifica è guidata, però, da una donna, dato che Tara Strong guarda tutti dall’alto verso il basso, con un patrimonio netto stimato intorno ai 10 milioni di dollari. Le voci di Rikku in Final Fantasy X e X-2, di Harley Quinn in Batman Arkham City, di Paz Ortega Andrade in Metal Gear Solid V The Panthom Pain, in realtà fanno sempre capo a lei.

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