di STEFANO GRIMALDI

«Che mano sgradevole…umida. Ha le mani umide.»

Questa frase è un momento di altissimo cinema. Un dettaglio psicologico determinante di un capolavoro poliziesco diretto e interpretato da un gigante del neorealismo e uno dei Padri della commedia all’italiana.

​Il Commissario Ingravallo (Pietro Germi) pronuncia quella battuta memorabile proprio dopo aver interrogato Licio Valdarena, interpretato da un viscido e magistrale Franco Fabrizi, un seduttore opportunista che vive alle spalle delle donne.

Col film Un Maledetto imbroglio – tratto dal romanzo di Gadda “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” Germi, costruisce gran parte di un intricatissimo e insuperabile noir che nulla ha da invidiare ad altri capisaldi del genere alla Viale del Tramonto, giusto per prendere un riferimento che seppur appartenenti a due epoche diverse, condividono un nucleo tematico sorprendentemente simile: la decadenza morale come specchio della decadenza sociale.

Nel suo film, Germi, non usa solo le parole, ma anche i dettagli sensoriali e fisici per fare una radiografia morale dell’Italia del ’59.
Dunque, se siete cinefili strong e versatili, oppure stanchi dei mille tentativi di thriller-noir-polizieschi moderni andati a vuoto come un siluro promettente che si perde nell’oceano di trame assurde e finali banali, eccovi ancora lì – stupendo, attualissimo, labirintico, recitato divinamente da mostri sacri del cinema e della prosa (la nostra una delle più antiche e influenti d’Europa) o del gran teatro de no antri – eccovi un filmone ruvido, teso e aggrovigliatissimo; capace di sfidarvi fino all’ultimo fotogramma.

Andate a vedere, soprattutto se siete new gen appassionate di cinema, la qualità sopraffina di attori e attrici italiane d’alta classe performativa.

Guardate l’interrogatorio al mitico Claudio Gora, e di come in 10 minuti ci dia una masterclass di recitazione straordinaria…altrochè metodo Actor Studio.

(N.D.R. Claudio Gora  -all’anagrafe Emilio Giordana – era il padre di Andrea Giordana – l’indimenticabile Sir William Fitzgerald del Sandokan televisivo).

Gora è stato un intellettuale finissimo, nonché attore elegantissimo, regista coraggioso e colto, specializzato nel dare corpo a borghesi cinici, nobili decaduti o figure ambigue.

In Un maledetto imbroglio, la sua interpretazione di Remo Banducci è dunque un capolavoro di viscidità e cinismo che da sola vale il biglietto.

Non chiamatelo semplicemente “giallo”

Nel 1959 Pietro Germi, dicevamo, decide di mettere le mani su uno dei romanzi più complessi e linguisticamente intraducibili del Novecento italiano (vedi sopra)
Il film che ne trae è un viaggio acido e spietato nella miseria umana, diventando il capostipite di genere noir all’italiana appunto, riuscendo a farsi stimare da colleghi come Kubrick…così per dire…
In questo film, Germi fa una scelta da vero autore-caposcuola: si cuce addosso il ruolo del Commissario Ciccio Ingravallo. Con quel fardello di malinconia stampato sul volto, il mozzicone perennemente spento tra le labbra e lo sguardo di chi ha già visto tutto il peggio del mondo.

Un antieroe burbero e nel contempo profondamente umano, che non cerca solo un colpevole, ma tenta disperatamente di decifrare il groviglio della natura umana più perversa e darsi delle spiegazioni, a tratti impossibili.

Una galleria di attori-personaggi straordinari, capaci di muoversi sul filo del rasoio fra la farsa, il patetico, il laido e il dramma di basso cabotaggio. Per dirlo alla romanesca : uno gnommero di realtà

Claudia Cardinale (Assuntina): Giovanissima e già super promettente, anticipa la grande stagione dei suoi futuri ruoli drammatici.

Menzione speciale a una delle colonne sonore più azzeccate di sempre: un finto stornello romano (scritto da Germi e Rustichelli) titolato Sinnò me moro, tanto popolare e drammatico quanto struggentemente interpretato da una giovanissima Alida Chelli dalla voce graffiante e verace (futura compagna di Pippo Baudo)

In conclusione: e’ esistita una Italia da antologia cinematografica che, come sappiamo, ancora detta stili – idee – genialità, riconosciuta a livello internazionale dai più grandi registi-attori-attrici come caposcuola di capolavori imbattibili, capaci di vere e proprie visioni geniali, anticipatorie, futuriste.

Fellini, De Sica, Germi, Leone, Antonioni, Scola, Monicelli, Wertmuller, Totò, Sordi, Gassmann, Mastroianni, Anna Magnani, Monica Vitti, Giulietta Masina…e Dio solo sa che colpa imperdonabile è non metterli tutti e tutte per quanti sono, senza quindi considerare (solo per brevità) la moltitudine di vere e proprie leggende attoriali di casa nostra dal Muto, alla Prosa al Cinema.

Un patrimonio infinito dove, soprattutto nell’epoca d’oro, anche i cosiddetti B-Movie italiani tanto idolatrati e onorati da Quentin Tarantino, farebbero ancora oggi impallidire parecchia produzione cinematografica mondiale.

I soldi Hollywoodiani non fanno fare tutto bene per forza…vero Sergio Leone?

Coi suoi spaghetti western a low budget, ha tolto parecchio sonno ai giganti John Ford e Howard Hawks.

Il cinema è visione.

Il cinema è un modo di vivere la vita due volte.”Federico Fellini