Jeff Bridges, Steve Buscemi e John Goodman si sono incontrati di recente per il ventesimo anniversario de Il Grande Lebowski, il cult classico che ha reso Joel e Ethan Coen delle leggende moderne. Anche se il film ha deluso il box office quando è uscita la premiére nel 1998, guadagnando una misera somma di 17 milioni di dollari contro la spesa totale di 15 milioni, la fama che si è guadagnato in seguito passando di bocca in bocca e le vendite dei video domestici ha fatto sì che diventasse il cult che è oggi. Grazie al The Today Show i tre membri del cast si sono incontrati attorno ad un tavolo da pranzo per un nostalgico ripasso delle loro reazioni alla prima lettura del copione, delle loro reazioni dei fan preferite e dell’eterna eredità lasciata da Jeffrey Lebowski.

Riguardo alle prime reazioni sul copione, Goodman ha detto che lo ha amato immediatamente. Buscemi, che ha interpretato il più maligno Donnie Kerabatsos ha avuto lo stesso pensiero però ha quasi rifiutato la parte.

Quando ho letto per la prima volta la parte di Donnie non l’ho del tutto capita. Mi dispiaceva per il ragazzo. Mi sono detto “perché Walter lo bullizza tutto il tempo?” E, mentre lo leggevo, pensai, “Come dirò a Joel ed Ethan che io non voglio questa parte?” E poi, quando sono arrivato all’ultima sceba di Donnie… ho visto il rapporto. Ho visto quanto Walter ama Donnie e che sono praticamente come fratelli e l’ho trovato davvero commovente.

Bridges si è intromesso per condividere una fan-theory davvero intrigante, ovvero che Donnie potrebbe essere frutto dell’immaginazione di Walter, un vecchio compagno dell’esercito e che il Drugo starebbe semplicemente reggendo il gioco per mantenere intatta la fantasia.
La conversazione poi è proseguita sull’indifferente ricezione iniziale del film.

“Era una cosa strana che è venuta subito dopo Fargo”. Buscemi, protagonista di questo film del 1996 dei fratelli Coen e nominato agli Oscar, ha detto così: “Questi ragazzi avrebbero potuto fare qualsiasi altra cosa! Era un film davvero strano da fare subito dopo quell’altro”.
Dopo circa cinque anni che il film è stato rilasciato, gli studenti universitari hanno iniziato a citargli Il Grande Lebowski. “La cosa che mi ha lasciato di stucco è la quantità di volte che lo hanno visto”.
Bridges ha aggiunto, con un’intonazione da Drugo: “Ogni volta ci trovi delle cose nuove che prima non avevi notato. Ogni volta una nuova stronzata vede la luce”. Il tavolo scoppiò a ridere.

Bridges ha senza dubbio condiviso molte interazioni coi fan su Lebowski, ma una si è rivelata particolarmente fruttuosa:

Ero seduto vicino a un maestro Zen a questa cena quando lui mi si avvicina e dice “Sai che in molti circoli il Drugo è considerato un maestro Zen”?

L’uomo gli ha detto che il film contiene molti “moderni enigmi buddisti”. Alcuni di questi includono: “Drugo sa aspettare”, “Non rompere, Donnie” e “Questa è solo la tua opinione e basta”.
L’incontro ha portato anche alla collaborazione per un libro, Drugo e il maestro di zen, co-scritto da Jeff Bridges e il suo partner di quella famosa cena, Bernie Glassman.

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