The Guilty (Den Skyldige), opera prima dell’esordiente Gustav Möller, presentato in concorso al 36esimo Torino Film Festival è un implacabile thriller che vi lascerà con il fiato sospeso. Il film è stato candidato alla nomination come miglior film straniero, per la Danimarca, agli Oscar 2019. Il film ha già riscosso un importante successo al Sundance Film Festival, classificandosi come una delle migliori rivelazioni di questa stagione cinematografica.

Messo in scena in tempo reale, tra due stanze e un corridoio, con quasi un solo interprete in scena perennemente al telefono, The Guilty ha vinto agli scorsi Sundance Film Festival e Rotterdam Film Festival il premio del pubblico.

L’agente Asger Holm, sospeso dal servizio attivo a causa di un processo per omicidio, lavora al centralino delle emergenze nella stazione di Polizia. La sera prima del suo processo riceve la chiamata da parte di una donna che afferma di essere stat rapita. Da qui parte una storia vissuta in tempo reale secondo l’occhio dell’agente Holm in cui dovrà capire come salvare questa donna. In questo tempo verranno anche scoperti i demoni del poliziotto che verranno a scontrarsi con i twist della storia. Questo film conquista però per il modo in cui sviluppa la storia: tutto il film è ambientato infatti nel centralino di Holm. L’azione è percepita solo grazie alle molteplici discussioni telefoniche, che spiegano senza mai mostrare veramente cosa sta succedendo.

The Guilty: maestria narrativa in un thriller minimalista

The Guilty CinemaTown.it

Il grande pregio di questo film è appunto la scelta del regista di ambientare tutto in una sola stanza. Sono infatti le parole dei vari personaggi a narrare il rapimento ed i fatti susseguenti, il tutto sostenuto dalle azioni dell’agente Holm. Per poter rendere questa scelta al massimo Gustav Möller ha affidato il ruolo protagonista a Jakob Cedergren. Grazie alla sua abile recitazione sotto ogni punto di vista riusciamo infatti a vivere l’azione come se la stessimo vedendo. Risulta tecnicamente ineccepibile il lavoro registico di Möller che riesce in una impresa molto difficile: fare un film d’azione evitando di mostrarla in toto.

The Guilty: uno one man show

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Seppure il cast sia composto di molteplici attori questo film si regge principalmente sulla performance di Cedergren. Si vedono alcuni colleghi e si sentono le voci dei vari personaggi, siano essi la donna rapita o sua figlia, ma il fulcro verte sempre su Holm. Risalta non solo l’astuzia con cui agisce ma anche il peso che si porta dentro: infatti l’agente verrà processato per l’omicidio di un ragazzo mentre era in servizio. Mentre scopriamo qualcosa di più sul rapimento in parallelo si aggiungono informazioni su questo omicidio che, nel culmine del film, verrà chiarito assieme alla risoluzione del crimine.

 

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