Kevin Hart aveva dichiarato che se avesse dovuto scegliere tra rinunciare alla conduzione degli Oscar 2019 e scusarsi per i suoi tweet omofobi, avrebbe preferito scusarsi. E nella serata di giovedì, ha contemporaneamente rinunciato al ruolo… e fatto le sue scuse. La Academy lo aveva annunciato come nuovo conduttore solo due giorni fa, e quasi immediatamente era cominciata la bufera contro di lui.

L’attore protagonista di Una spia e mezzo era già stato vicino a condurre gli Oscar nel 2015, e quest’anno sembrava finalmente arrivato il suo momento. Gli eventi degli ultimi giorni, però, lo hanno costretto a rinunciare. I tweet incriminati riguardavano, appunto, battute politicamente scorrette riguardo l’omofobia. In una di queste, Hart si diceva preoccupato che il figlio, crescendo, potesse diventare gay. Di conseguenza, non gli avrebbe mai regalato delle bambole, perché queste, secondo lui, avrebbero potuto traviarlo. Inizialmente l’attore aveva minimizzato, sostenendo che fossero solo “battute fatte in un periodo in cui la gente era meno sensibile su quel tipo di argomenti“.

Dopo le molte polemiche, Hart aveva pubblicato dei video su Instagram in cui spiegava la sua posizione. Sosteneva di essersi già scusato in passato, di aver già rinnegato quelle parole e di non voler tornare nuovamente sull’argomento. Nella giornata di oggi, 7 dicembre, ha però cambiato idea, rinunciando alla conduzione degli Oscar 2019, con queste parole.

Non voglio essere una distrazione in una notte che dovrebbe celebrare così tanti artisti pieni di talento. Mi scuso sinceramente con la comunità LGBT per le parole insensibili dal mio passato.

La Academy dovrà quindi trovare urgentemente un nuovo conduttore per la prossima edizione degli Oscar. La situazione non è affatto nuova, in quanto già nel 2011 Brett Ratner e Eddie Murphy vennero sostituiti per la stessa ragione. Gli Oscar 2019 si svolgeranno il 25 febbraio, tra le 2 e le 6.30, ora italiana.

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