In men che non si dica, Hachette ha abbandonato Woody Allen. Il suo libro biografico Apropos of nothing non verrà più distribuito dalla casa editrice, a seguito dell’ampio sdegno ricevuto quando annunciarono l’uscita dell’opera il prossimo 7 aprile. La figura di Woody Allen viene ancora oggi messa in discussione a causa del #MeToo e delle vecchie vicende giuridiche oramai concluse e la casa editrice, tramite Publishers Weekly, ha dichiarato che non distribuirà Apropos of nothing restituendone tutti i diritti all’autore. La dichiarazione recita:

La decisione di cancellare l’uscita del libro di Woody Allen è stata difficile. In HBG prendiamo molto sul serio le nostre relazioni con gli autori e non cancelliamo le uscite alla leggera. Abbiamo pubblicato e continueremo a pubblicare molti libri stimolanti, poiché come editori ci preoccupiamo ogni giorno del nostro lavoro, ascoltando tutti i punti di vista, anche contrastanti.

Come azienda, inoltre, ci impegnato ad offrire un ambiente di lavoro stimolante, solidale e aperto a tutto il nostro personale. Negli ultimi giorni, la nostra leadership ha avuto lunghe conversazioni con tutti gli addetti ai lavori. Dopo le dovute considerazioni, abbiamo deciso che non è possibile proseguire per HBG con la pubblicazione del libro di Woody Allen.

Nella nuvola di polemiche montate ad arte dai dipendenti di Hachette su Twitter, anche i fratelli Farrow si sono aggiunti alla discussione, con Dylan che si è schierata contro Woody Allen e Hachette, definendo il libro profondamente inquietante nonché un tradimento. Al ché anche Ronan ha dato la sua versione, criticando la casa editrice che aveva pubblicato il suo Catch and kill, a favore del #MeToo, per poi dare spazio anche ad Apropos of nothing – che ora dovrà cercare un altro distributore o essere auto finanziato dal regista. I due fratelli hanno dichiarato che:

Hachette non ha condotto verifiche sul libro di Woody Allen. Dylan non è mai stata contattata per dare una smentita sui fatti narrati o dare la sua versione dei fatti che la riguardano, sfociati in una battaglia legale lunga tre decenni.

È incredibilmente poco professionale per Hachette comportarsi in questo modo e dimostra una mancanza di etica e compassione per le vittime di abusi sessuali, indipendentemente da qualsiasi connessione personale con l’interessato.

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