La distribuzione dei fumetti al tempo del Coronavirus: analisi della spaccatura tra cultura e business

Ormai il Coronavirus continua a mietere vittime nel mondo dei media e la distribuzione dei fumetti è tra la realtà più a rischio in questo delicato momento.


Ormai è chiaro che la crisi causata dal Coronavirus in tutto il mondo stia creando gravi danni all’economia. Con negozi, ristoranti e attività chiuse i conti in tasca si stanno rivelando difficili per tutti. Il mondo del cinema e della televisione sono in una fase di stallo con un futuro ancora non ben stabilito, dal momento che le regole per il mantenimento della distanza sociale saranno le ultime a scomparire. A risentirne sono soprattutto le piccole imprese, come i piccoli rivenditori di fumetti che hanno percepito un forte impatto economico negativo. Il mondo dei comics per quanto ben conosciuto, è sempre stato un mondo di nicchia, per i più appassionati e, ad oggi, i proprietari dei negozi si sono ritrovati di fronte ad una crisi della distribuzione dei fumetti senza precedenti.

Alcuni negozi riescono a sopravvivere grazie alle entrate provenienti dalle vendite online e ordini, entrate che però non risultano comunque sufficienti. Gli ostacoli che i piccoli rivenditori di albi hanno incontrato dall’inizio della crisi della distribuzione dei fumetti durante la pandemia da Covid-19 sono stati difficili da superare. Molti negozi hanno dovuto rimboccarsi le maniche ed organizzarsi per sviluppare un sistema di vendite basato su ordini e consegne, nonostante la chiusura di alcune compagnie di consegna merce che hanno così limitato l’entrata di nuovi prodotti. La Marvel ha sospeso del tutto i nuovi fumetti mentre DC, sua concorrente, ha escogitato delle soluzioni pur di riuscire ad ottenere i libri dai negozi ancora aperti e operativi.

Il danno economico

distribuzione dei fumetti cinematown.it

Già di per sé il mondo dei fumetti, come accennato in precedenza, era in una posizione debole in cui ogni giorno era una sfida, il Coronavirus è stato un colpo enorme per l’industria. I negozi hanno dovuto tagliare il personale, lasciando così persone a casa, in quanto il lavoro da gestire, di ordini e consegne, è facilmente gestibile da una persona sola, di solito i proprietari dei singoli negozi. Soprattutto anche per poter garantire una maggiore sicurezza, in quanto essendo al lavoro una sola persona, non si metterebbe a rischio la salute del personale. Lo sforzo maggiore ora è riuscire a svilupparsi online, creando più contenuti così da raggiungere tutta la comunità. Negli USA la situazione è abbastanza complicata in quanto Diamond Comic Distributors, il principale distributore di fumetti, non riesce a garantire il normale servizio e quindi si sta assistendo ad un generale rallentamento dell’editoria fumettistica.

In Italia una delle problematiche riguarda il settore delle fiere, in particolare il Lucca Comics&Games, il principale evento legato ai fumetti della penisola. Molti editori fanno coincidere le nuove uscite proprio con questo genere di eventi in quanto si presentano come ottimi trampolini di lancio, specialmente quello di Lucca che attrae milioni di visitatori ogni anno. Quindi con l’annullamento di questi eventi o la riprogrammazione a data da destinarsi il danno che ne conseguirà toccherà tutti, da editori ad organizzatori e alle stesse città ospitanti che con l’afflusso di visitatori guadagnano degli introiti non indifferenti.

Marvel e DC

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A causa della pandemia la sospensione del servizio di distribuzione dei fumetti di Diamond – che attualmente sta tornando a regimo dopo un periodo di lockdown preventivo – è stata una conseguenza della chiusura delle attività non essenziali dello Stato di New York, anche i loro magazzini di Alliance Game in Texas e Indiana hanno dovuto chiudere a causa delle normative locali e allo stesso tempo molti dei loro clienti avevano chiuso. Nonostante la presenza di alcuni piccoli negozi che hanno continuato l’attività organizzandosi gestendo gli affari autonomamente, non sarebbe stata comunque una buona scelta continuare l’uscita di nuovi fumetti in un mercato in cui una grande percentuale di rivenditori non era nella posizione di riceverli e venderli.

Le politiche adottate in questo scenario dai colossi Marvel e DC sono ben diverse tra di loro. Da un lato la Marvel ha garantito sconti non indifferenti e non ha garantito il servizio di reso, per poi arrivare alla decisione finale: lo stop definitivo della pubblicazione dei nuovi fumetti, anche per quanto riguarda il formato digitale. Dall’altro lato la DC ha garantito la possibilità di reso andando alla ricerca di altre fonti di distribuzione in alternativa a Diamond. A differenza della Marvel, DC ha continuato a far uscire una parte dei nuovi fumetti online, generando alcune polemiche in seguito al possibile accantonamento nel futuro delle nuove uscite in quanto saranno ormai già considerate storie “vecchie”.

C’è da considerare che forse, ora come ora, sia Marvel/Disney che DC siano più preoccupate sul fronte cinematografico e quindi sulle date di uscita dei loro film che di conseguenza hanno anche loro subìto un rinvio a date da destinarsi. Preoccupazione con priorità per i prodotti a maggior introito economico quindi, come anche la riapertura dei parchi a tema. Quindi diciamo che il mondo dei fumetti da parte di Marvel e DC è certamente preso in considerazione ma non al pari del mondo cinematografico, i fumetti sono solo una piccola fetta di una torta ben più condita.

La crisi dei distributori

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Diamond come si sa ha il monopolio della distribuzione dei fumetti in tutto il mondo. Monopolio che è riuscita ad ottenere con la conseguente riduzione del mercato dei fumetti che probabilmente non avrebbe potuto sopportare un’oligarchia di due o tre distributori. C’è un motivo per cui Heroes World, Pacific e Capitol sono andati tutti in crisi. Al giorno d’oggi, tracollo a parte, è difficile riuscire a parlare di monopolio del fumetto: Diamond è si il principale distributore, ma bisogna fare i conti anche con la concorrenza di Amazon, per esempio, basata su un mercato diretto; inoltre la vendita di singoli numeri è leggermente diminuita rispetto a vent’anni fa, dove nemmeno la Seconda Guerra Mondiale e gli attentati legati all’11 Settembre 2001 ne avevano bloccato l’uscita. La distribuzione dei fumetti si sta inoltre spostando dai negozi specializzati alle librerie con lo scopo di raggiungere nuovi mercati e un nuovo pubblico.

Quel che è sicuro è che oggi come non mai il mercato e il mondo dei fumetti scorrono su un filo sottile ma comunque molto saldo. Il fumetto è ancora ben vivo, con nuove uscite, e può certamente vantare un’efficiente produzione creativa e artistica. Gli albi dovranno riuscire normalmente, una volta che la crisi da Covid-19 sarà finita (speriamo presto), a trovare quell’equilibrio che gli è, forse, sempre mancato o dovrà trovarne uno nuovo, con nuove strade da percorrere per riuscire a mantenere negli anni quell’eredità che è nata nel 1895 grazie al vignettista R.C.Outcalt che ebbe l’idea di inserire i dialoghi dei suoi personaggi all’interno di una nuvoletta di fumo, da qui la parola “fumetti”.

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