La Fase 2 della quarantena è ufficialmente alle porte, tra i malcontenti di coloro che chiedevano maggiori risposte da parte dell’Esecutivo. La progressiva riapertura delle attività commerciali e industriali profilate dal Governo potrebbe, se riusciremo a rispettare le regole, a dare al Paese la prima spinta per rimetterci in navigazione, lavorando affinché tutto fili liscio. Tra le diverse critiche al DPCM, ovviamente, vi sono quelle all’opacità delle nuove misure, che tra un’incomprensione e l’altra sono un vero spiraglio di luce in fondo al tunnel. Il film da quarantena di oggi ricalca questa metafora, forse in maniera goliardica, riprendendo il senso di clausura vissuto fino ad oggi illuminandolo di fiducia.

Presente nel catalogo Prime Video, Room è un film biografico del 2015 che è valso a Brie Larson un tuttora poco compreso Oscar alla miglior attrice protagonista. Basato su fatti realmente accaduti, si avvicina in maniera metaforica alla nostra situazione attuale perché, anche se in maniera più drammatica, tratta di una reclusione forzata, di promesse ottimiste fatte a un bambino e di una riscoperta del mondo esterno. La storia è quella romanzata del caso Fritzl, in cui una donna incarcerata dal padre per ventiquattro anni in un bunker sotterraneo è stata vittima di abusi sessuali e sette parti incestuosi. Il film da quarantena resta sì tragico ma non così raccapricciante, concentrandosi su qualcosa che ci riguarda da vicino.

Rinchiusi in un container nascosto nel giardino del loro carceriere, madre e figlio trascorrono le giornate fantasticando sul mondo esterno, che il piccolo non ha mai visto essendo nato in cattività. Più volte vediamo la protagonista guardare dal lucernario da cui si intravede il cielo e il suo sguardo è un poetico excursus di fantasie sul mondo reale, tornando con la memoria a luoghi e attività ora impossibili da vivere. Proprio come il recente studio condotto sul film Contagion, anche il film da quarantena di oggi può diventare un palliativo che, seppur drammatico, può rinvigorire la speranza e l’ottimismo dello spettatore che si immedesima con questi personaggi.

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