Da Taxi Driver a First Reformed: gli ultimi (e cattivi) secondo Paul Schrader

"Gli ultimi saranno i primi", non c'è frase migliore per riassumere la filmografia di Paul Schrader.
Paul Schrader cinematown.it

Da Taxi Driver a First Reformed, la visione del mondo di Paul Schrader è cambiata con il passare degli anni probabilmente insieme alla sua fede religiosa.


Paul Schrader nei suoi film tratta di vita, morte, umanità, Dio e condanna. In 40 anni di carriera, ci ha lasciato alcune delle migliori sceneggiature della storia del cinema, tutte meritevoli di considerazione e di una approfondita analisi. Da Taxi Driver a First Reformed i temi cardine del suo cinema non sono cambiati ma i messaggi trasmessi al pubblico sì. Quando uscì Taxi Driver non si parlò d’altro per molto tempo. È un film che parla di rabbia, vendetta e di quanto New York fosse sporca dalle fondamenta e di come un uomo, stufo del male intrinseco nella città, voglia ripulirla a costo di diventare una macchina omicida.

Paul Schrader è stato cresciuto con le dottrine della morale calvinista e non ha mai potuto vedere un film prima dell’età adulta. Le uniche storie che gli erano permesse leggere erano quelle bibliche che poi, lo influenzarono durante la realizzazione di tutte le sue opere. Schrader ci ha regalato i migliori film degli anni ’70 e ’80, diventando anche una delle voci indipendenti più importanti del cinema. Nel 2018, è tornato con First Reformed, un altro film in cui il protagonista è stanco delle follie mortali ma, a differenza che in Taxi Driver, il messaggio che ci lascia è di speranza e perdono. In entrambi i film i protagonisti hanno un conflitto interiore e possono essere messi a confronto ma la loro evoluzione porta a due finali molto diversi se analizzati approfonditamente.

Travis Bickle: l’evoluzione del personaggio

Travis Bickle, Taxi Driver, cinematown.it

Travis Bickle è un uomo che desidera vendetta. Un veterano della Guerra del Vietnam che soffre di PTSD e non riesce a dormire. Vuole guidare un taxi per guadagnare, ha problemi a concentrarsi, è ossessivo e inizia a lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Travis è testimone delle oscenità di New York e il sudiciume della città, lentamente, diventa parte di lui. La situazione cambia leggermente quando incontra Betsy; Travis inizia a perseguitare la donna fino ad invitarla ad un appuntamento. La ragazza non riesce a cambiare Travis ed il rifiuto di lei porta il nostro protagonista ancora di più verso la perdizione e la violenza. Travis cambia per davvero quando incontra Iris, il personaggio interpretato dalla giovane Jodie Foster. Iris è una ragazzina che per l’età che ha, dovrebbe giocare all’aperto e mangiare leccalecca invece lavora per un pappone.

Travis trova la purezza in Iris, una ragazzina a cui è stata rubata l’infanzia esattamente come a lui è stata rubata la gioventù durante la guerra. Alla stesso modo, ogni giorno, viene rubata la bellezza di New York dai magnaccia, dagli spacciatori e dal peggior politico di sempre, Palantine. Travis è certo del fatto che l’unico modo per ripulire la città sia uccidere le persone che la rovinano, per cui decide di dedicarsi a purificare New York a modo suo. Travis inizia ad allenarsi, si compra una pistola ed elabora un piano. L’unico modo, secondo il protagonista, di correggere la città è di iniziare dal piccolo, quindi, promette a Iris di liberarla dal suo sfruttatore.

Durante la sua missione di salvataggio però, molte cose vanno storte fino ad essere ucciso dalla polizia. Se si pensa che Travis muoia una volta che la polizia gli ha sparato, il film finisce qua e tutto ciò che accade dopo è la sua visione del paradiso. Se invece si analizza il finale di Taxi Driver in maniera letterale e si pensa che sopravviva all’esperienza, Travis supera i suoi traumi attraverso la violenza ed Iris viene liberata e riportata ai suoi genitori. Il personaggio di Travis cambia attraverso al violenza. Essendo rinchiuso in se stesso, riesce a sfogare la sua rabbia solo con un atto catartico di violenza. Le persone con cui si scontra meritano di morire e il film ci fa domandare le origini della loro malvagità. Travis è vendicativo ma osservandolo, appoggiamo le sue azioni. Il mondo è cambiato dal 1976? Probabilmente no, ma il cuore di Paul Schrader si è fatto più grande.

Il Reverendo Toller: l’arco di trasformazione

Reverendo Toller, First Reformed, cinematown.it

Il Reverendo Toller è un prete che predica la parola di Dio serenamente. È un uomo che ha attraversato dei traumi emotivamente pesanti nel corso della sua vita e che il dolore l’ha portato verso l’abito talare. È un uomo che però ha fallito come prete. Ha avuto relazioni, beve troppo e ora, scrive un diario per farci sapere cosa gli passa per la testa. Toller è un uomo che soffre. Lavora in una vecchia chiesa, con pochi fedeli ma molta storia. Le persone tra i banchi sono anime perdute. Toller fatica costantemente finché non incontra la sua più grande sfida, Mary. Mary è incinta ma suo marito non è contento della gravidanza, non vuole far nascere un bimbo innocente in un mondo che sta morendo.

Inizialmente, Toller è turbato da quest’uomo, la sua vita è quella che lui vorrebbe, quella che si meriterebbe e quest’uomo, la vuole gettare al vento. Più i due uomini conversano più Toller concorda con il marito di Mary. L’uomo infine, decide di suicidarsi e Mary trova un giubbotto esplosivo nel garage. Toller allora crede che quell’uomo stesse macchinando qualcosa di terribile e considerata la possibilità di un folle gesto inizia a pensare che l’umanità non meriti di stare su questa Terra, in realtà non meritiamo il dono della vita. Il nostro protagonista inizia poi a credere che le persone criminali debbano morire per rendere la terra nuovamente sana e che il figlio di Mary meriti di nascere in un mondo puro.

Toller e Travis Bickle, nonostante trovino una soluzione (estrema), ai problemi del mondo non sono comunque in grado di prendersi cura di sé. Il Reverendo continua a bere ed andare a farsi visitare dai dottori per andare avanti. Anche lui ha pensieri malvagi e il più delle volte concordiamo con lui. Mary però lo guarisce, e gli fa credere che la speranza si nasconda nell’amore, la donna porta dentro di sé il seme del futuro e Toller è convinto che se cresciuto con amore quel bambino possa essere il cambiamento di cui il mondo ha bisogno.

Una carriera tra Vecchio e Nuovo Testamento

Paul Schrader, Taxi Driver, cinematown.it

Paul Schrader è stato cresciuto con una Bibbia come fonte di ispirazione e forma di intrattenimento. La sua filmografia riflette la sua conoscenza della religione cristiana e l’evoluzione dei suoi film rispecchia il cambiamento tra il Vecchio e il Nuovo Testamento. Parlando in modo superficiale il Vecchio Testamento è tremendo: Dio stermina persone di continuo, Caino e Abele, Sodoma e Gomorra, il libro dei Maccabei, ecc…Mentre il Nuovo Testamento parla d’amore: Gesù scende in Terra, soffre e muore per espiare tutti i peccati degli uomini.

Come si riflette tutto questo nei film di Paul Schrader? Se osserviamo la carriera di Schrader come se fosse la Bibbia, Taxi Driver è il Vecchio Testamento e First Reformed è il Nuovo. Toller è Gesù, Bickle è Dio. Da un Dio vendicatore ad un portatore di amore e perdono. Bickle cerca bellezza ma non la trova, esattamente come Dio nel racconto di Sodoma e Gomorra. Toller, invece, trova Mary con il suo bimbo non desiderato dal padre, aiuta il reverendo a rendersi conto che l’unica salvezza per il mondo è l’amore e non la morte. Come spettatori siamo in grado di comprendere le azioni negative di entrambi i protagonisti, però, la differenza tra i due sta nel controllo del loro lato negativo.

Bickle non riesce a dominare la malvagità che sta dentro di lui come principio di rinascita per il mondo intero, mentre Toller sì, resiste (parzialmente), alla sua voglia di agire scorrettamente per incominciare lui stesso a portare amore nel mondo. È interessante vedere come la crescita religiosa di Paul Schrader si possa estrapolare dalle sue opere. La religione, inoltre, è un tema dimenticato dal mondo dell’arte ed è importante che qualcuno, oggi, continui a portare questo argomento sul grande schermo come motivo di riflessione e non c’è miglior voce di una indipendente come quella di Paul Schader.

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