Don Cheadle sul razzismo dei poliziotti: «ho perso il conto delle volte in cui mi hanno minacciato»

Il racconto di Don Cheadle parte dall'adolescenza arrivando alla fine degli anni '80, quando i poliziotti gli puntavano la pistola alla testa più volte di quante ne ricordi.
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Raccontando la sua esperienza durante la fine degli anni ’80, Don Cheadle ha spiegato come il razzismo dei poliziotti non sia affatto una novità.


Durante una sessione virtuale del Tonight Show Starring Jimmy Fallon lo scorso giovedì, Don Cheadle ha raccontato alcuni fatti passati che hanno coinvolto lui e le forze di polizia, sfruttando l’eco mediatica delle proteste in corso. L’attore, cresciuto in un quartiere a prevalenza afroamericana a Kansas City, per sua ammissione non riusciva a comprendere le discriminazioni razziali perpetrate dalle forze dell’ordine finché lui e la sua famiglia non si sono trasferiti in un sobborgo:

“Fu allora che molti episodi di bullismo iniziarono mentre ero a scuola, episodi che erano sicuramente basati sulla razzismo. In quel momento iniziò a essermi chiaro che gli sbirri non facevano parte del Team Don e che c’era un trattamento diverso.”

Una volta trasferitosi a Los Angeles per diventare attore, le cose per Don Cheadle non si misero tanto meglio. Anzi, peggiorarono. Riferendosi all’Operation Hammer – politica messa in atto nel 1987 dall’ex capo della polizia Daryl Gates che prese di mira i neri nel tentativo di neutralizzare le gang della città – Don Cheadle ha confessato di essere stato coinvolto in azioni di polizia più volte di quante ne riesca a ricordare:

“Non so se l’Operation Hammer sia stata coniata ufficialmente con l’intento di molestare le persone di colore, ma ben presto divenne il tipo di linguaggio interdipartimentale consueto che usavano per il programma Hammer per spiegare a cosa serviva e cosa era stato progettato da fare: intimidire e assicurarsi che tutti sapessero chi gestiva veramente le cose a Los Angeles.

Mi limito alle descrizioni dei fatti, ma non ho più idea di quante volte mi abbiano fermato puntandomi una pistola alla testa. Ho dei cari amici che sono stati quasi uccisi dalla polizia per niente. Quindi il clima attuale non è affatto una novità per me, anche una volta che tutti questi video hanno iniziato a saltare fuori. La discriminazione è qualcosa che sapevamo molto bene che stava accadendo da sempre, semplicemente non veniva filmata a dovere.”

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