Nonostante la pandemia, le quote di mercato di Netflix non crescono

Il Coronavirus ha dato una forte spinta al mercato dello streaming, ma anche in questo caso Netflix si trova frenata nella corsa agli utili.
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Durante questo trimestre le quote di mercato di Netflix non hanno registrato l’aumento che ci si aspettava in tempo di pandemia.


I report ufficiali sull’andamento di mercato di Netflix in questo trimestre non strizzano l’occhio al colosso dello streaming, ma anzi, hanno fatto rivedere le stime ai maggiori analisti come Eric Sheridan della UBS, che giovedì ha declassato il suo dating delle azioni di Netflix da ‘acquistabili’ a ‘neutrali’, spiegando le sue motivazioni nel report dall’eloquente titolo Pausing the Bingeing at these Levels. Nel documento, come riporta THR, Sheridan ha spiegato:

“Per il secondo trimestre consecutivo, ci aspettavamo che il rapporto sugli utili di Netflix dimostrasse un benefit diffuso a causa dell’influenza del COVID-19 sul comportamento dei consumatori e le loro abitudini, mentre le dinamiche di crescita degli utenti rimangono stabili.

A differenza dei periodi precedenti, negli ultimi mesi i timori degli investitori sembravano essere scomparsi e l’attuale prezzo delle azioni riflette sempre più le dinamiche a lungo termine, tra cui la crescita sostenuta di utenti/ricavi.

Mantengo quindi il target di prezzo per azione di Netflix a 535$, perché come titolo rimarrà intatto a lungo termine ma preferiremmo essere prudenti considerando la potenziale volatilità degli abbonati, il flusso di denaro che essi comportano e l’attività dei competitors che concorrono a flettere l’andamento di mercato.”

Le previsioni di crescita di Netflix restano comunque piuttosto ottimistiche, secondo Sheridan, che avrebbe previsto un aumento a breve termine da 7.5 milioni a 9 milioni di abbonato in tutto il mondo per quel che riguarda il prossimo trimestre. Riguardo al quarto trimestre invece, dovrebbero comunque continuare a salire da 3.9 milioni a 5 milioni di abbonati. Scenario, quello del mercato azionario dello streaming, che patisce la presenza asfissiante dei competitors come Prime Video – sicuro di essere inattaccabile – Disney+ e HBO Max.

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