Oona Chaplin sui film di Avatar e su come il franchise sia la nuova cultura cinematografica

Oona Chaplin, CinemaTown.it

Oona Chaplin è protagonista dei sequel di Avatar di James Cameron e parla di come sia lavorare con il regista e di cosa è per lei il franchise.


La giuria sta ancora deliberando se qualcuno voglia davvero altri quattro film di Avatar, ma con Oona Chaplin quattro film sono sicuramente più facili da vendere. Conosciuta grazie a una piccola ma caratteristica parte in Game of Thrones, l’attrice che ha interpretato la fidanzata e poi moglie di Robb Stark proviene da una lunga discendenza dello show-business.
Nata a Madrid, la madre di Chaplin è l’attrice Geraldine Chaplin il che la rende niente poco di meno che la nipote di Charlie Chaplin e la pronipote di Eugene O’Neill. E se questo non bastava, presto unirà il proprio nome a un’altra eredità di Hollywood: James Cameron.

Chaplin è attualmente nella lista IMDb come protagonista dei quattro sequel di Avatar, due dei quali sono in post-produzione e due invece si stanno ancora filmando. Il suo personaggio si chiama Varanga e supponiamo sia una Na’vi. In una recente intervista con IndieWire riguardo il suo nuovo film Anchor and Hope, Chaplin non ha voluto svelare troppi dettagli su Avatar 2, dicendo di “aver giurato di mantenere il segreto”. Ha aggiunto: “E sapete cosa? È davvero bello perché farà esplodere il pubblico”.
Quando le si è chiesto se Hollywood avesse davvero bisogno di un altro franchise, Chaplin è stata piuttosto comprensiva:

Vero? Cioè, da un lato sono assolutamente d’accordo. Ma, dall’altra parte, e non so quanto sia politicamente corretto per me dirlo, penso che sia un tipo di cinema che funge da cavallo di Troia. Sento che noi qui abbiamo una cultura, solo i numeri mostrano che questi franchise sono la cosa più di successo che la gente vuole andare a vedere. Quindi penso che quello che James Cameron… vuole fare sia è sfruttare questa moda passeggera, questa cultura del franchise per esplorare cose che secondo lui sono importanti… come la nostra relazione con la natura, con le persone, con noi stessi e lo spirito. Usa questo veicolo per raccontare una storia di cui è appassionato.

Secondo Chaplin, il regista connette così bene con tante persone perché capisce intimamente l’audience.

Jim conosce la sua audience meglio di chiunque altro. E sa come raccontare una storia. La natura epica di questi film è grandiosa e vi è contenuta anche l’epicità greca. Penso che lui usi questa struttura per esplorare la scena. Ed è bravo in entrambi, è fantastico.

Oona Chaplin, CinemaTown.it

Mentre il vincitore del premio Oscar per Titanic e Avatar è conosciuto per i suoi effetti speciali, Chaplin dice di essere rimasta sorpresa nel vedere quanto è preso dal voler trovare la verità della scena.

Non avevo idea che sarebbe stato così centrato sulla Verità. Ma l’intero film è sulla verità perché tutto il resto è stato strappato via. Vuoi un drago? Può metterci un drago. Ma l’unica cosa che non può mettere è la profondità emotiva di quello che si trova sotto la struttura della performance. La struttura fisica, l’anima. E penso sia questo ciò che lui vuole.

Chaplin ha anche detto ha anche detto che Cameron confeziona le sue direttive individualmente su ciascun attore.
“Lavora con gli attori e li ascolta ed è diverso con ogni persona. È totalmente diverso con me rispetto a come lo è con Zoe [Saldana] o rispetto a come lo è con Sam [Worthington]. Si adatta alle esigenze di ogni attore. È davvero incredibile come regista”.

Per quanto riguarda la necessità di avere quattro film di Avatar, Chaplin non se ne preoccupa troppo.

Non ho idea di cosa farà il film, capite? Non c’è modo di dirlo. I haters qualche volta odiano molto. Ma non penso contino molto. Penso sia solo la storia che conta. È la storia che ci porta alla parte emotiva dove ci possiamo relazionare col mondo intorno a noi in una nuova maniera che è eccitante e bella.

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