Chiamami col tuo nome: il vero significato della scena della pesca

Nell’attesa del sequel di Chiamami col tuo nome, analizziamo una delle scene più discusse del film: la scena della pesca.


Chiamami col tuo nome, film interpretato da Timothée Chalamet (Elio) e Armie Hammer (Oliver), avrà un sequel e questa volta la conferma arriva direttamente dal regista Luca Guadagnino. Durante l’intervista dello scorso 16 marzo di Repubblica, gli è stato chiesto dell’attesissimo seguito del film, e il regista ha risposto:

Stavo andando in America per incontrare uno sceneggiatore che amo molto, di cui non voglio fare il nome, per parlare della seconda parte. Purtroppo è tutto annullato. Certo, è un grande piacere lavorare con Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stulhbarg, Esther Garrel e gli altri attori. Ci saranno tutti, nel nuovo film.

Purtroppo il suo incontro è stato annullato a causa del coronavirus, ma il progetto è comunque in corso. Nell’attesa del sequel di Chiamami col tuo nome, analizziamo una delle scene più discusse del film, di cui forse qualcuno non conosce ancora il vero significato: la scena della pesca. In un’intervista è stato chiesto esplicitamente se Timothée avesse provato la scena della pesca prima di girarla sul set, e la sua risposta è stato un giro di parole seguito da un timido “Sì, e ora tutti lo sanno”. Timothée ha scherzato più volte dicendo che “cercava da molto tempo un progetto dove poter fare sesso con la frutta” e che “la pesca del film sarebbe dovuta apparire tra i titoli di coda”. Durante una puntata del talk show Jimmy Kimmel Live, il giovane attore ha scherzato dicendo:

Ho paura che tra 15 anni mi troverò dietro una scrivania a firmare pesche.

L’attore ha anche affermato che ogni volta che vede una pesca ha dei flashback di quando era in Italia a girare Chiamami col tuo nome, ma che comunque riesce ancora a mangiare il frutto. Seriamente parlando, Timothée ha sempre detto che essendo nel libro, era giusto dover ricreare la scena della pesca, e che, anche se tutti non la vedono, è una metafora sull’amore che non ha limiti, non puoi definirlo, assume ogni forma, e la scena inizia in modo erotico ma poi si trasforma in vergogna, che è un po’ l’idea che c’è in tutto il libro, per quanto riguarda il rapporto fra i protagonisti. La scena stessa ha l’istintivo senso del desiderio e poi si trasforma in qualcosa di tragico, proprio come l’inizio e la fine del film, corrispettivamente. Guadagnino non voleva neanche inserire la scena della pesca, ma poi l’ha provata lui stesso, per confermare a Timothée che in effetti funzionava davvero. Durante un’intervista del TIFF 2017, il regista ha affermato:

Amo il libro, è fantastico, ma quella scena era davvero una controversia per me perché non credevo che Elio avesse davvero bisogno di esplorare, ma tecnicamente ha funzionato davvero.

Durante un’intervista negli studi di Variety, insieme a Timothée, Armie e Michael Stuhlbarg (l’attore che interpreta il padre di Elio), Guadagnino ha dichiarato:

Ogni film è una storia d’amore tra il regista e i suoi attori e se non ci fosse stato un forte e profondo sentimento d’amore che avevo per loro, non credo che avremmo raggiunto quello che avrei voluto. Il mio compito è quello di evitare gli stereotipi della recitazione e fare in modo di mostrare l’interiorità delle persone davanti alla telecamera, entrambi dei personaggi, e degli attori che recitano quei personaggi.

La peculiarità di Chiamami col tuo nome è la naturale alchimia fra gli attori protagonisti, che ha reso l’amore di Elio e Oliver quasi tangibile, che fa rivivere un amore perso o che si desidera. Sia Timothée che Armie hanno ripetuto più volte che è stato tutto molto spontaneo, passavano le giornate insieme, giravano in bici per la città, pranzavano insieme e la sera parlavano della scena del giorno dopo o provavano le battute. Si sono immersi completamente nella quotidianità italiana ed è stata l’esperienza più immersiva della loro carriera che hanno avuto finora. Timothée ha anche affermato che è stata “una fortuna casuale dell’universo” poiché è raro andare così d’accordo con il proprio co-star. A questo proposito, Michael Stuhlbarg ha detto:

Ho interpretato il papà un paio di volte in passato, ma vedere la scintilla che loro due avevano insieme era davvero stimolante e non sapevi mai cosa stava per accadere, e credo anche che Luca abbia incoraggiato ciò, durante le riprese, c’era sempre la sensazione che poteva accadere qualsiasi cosa.

La scena racchiude le metafore di Chiamami col tuo nome

chiamami col tuo nome cinematown.it

Il cuore di Chiamami col tuo nome è la sensazione del desiderio, di essere infatuati di qualcuno e della sua presenza, anche se non è fisicamente lì. La relazione di Elio e Oliver è un misto fra desiderio e ammirazione. Come affermò Armie “E’ la confusione dell’infatuazione di Elio.” Il film ha sempre questa atmosfera seducente e sognante, che è un po’ la visione di Elio e, nella prima parte del film, vediamo Elio che nasconde la sua ammirazione per Oliver attraverso la frustrazione. La scena della pesca segna il momento in cui sia Elio che Oliver si arrendono ai loro sentimenti. Proprio la sera prima hanno fatto sesso per la prima volta e ora si stanno completamente aprendo a questo amore, lasciandolo entrare nella loro pelle e nelle loro ossa. Guadagnino ha parlato dei diversi aspetti della scena su cui hanno lavorato per farla funzionare:

Gli eroi evidenti della scena sono Timothée e Armie, perché è una montagna russa di emozioni. Passi dalla curiosità e sensualità di Elio, alla stanchezza di Elio, alla vergogna di Elio. E la curiosità di Oliver, e l’aggressività di Oliver. E poi finalmente il risultato di tutto è il senso del tempo che passa e non staranno più insieme per molto. Quindi è un su e giù di emozioni in un certo senso.

Tuttavia, Elio che interrompe Oliver, deriva dalla realizzazione di quanto amore ha per l’ultimo e viceversa. Per portare avanti la scena di Chiamami col tuo nome, ha spiegato Guadagnino, si sono concentrati su come girarla:

Il vero eroe non celebrato è il meraviglioso Sayombhu Mukdeeprom, il nostro direttore della fotografia. Perché quando riprendi una scena del genere, non vuoi finire in un ambiente in cui le persone ridacchiano. Hai bisogno di concentrazione e una sorta di devozione alla bellezza in tutte le cose che quest’uomo ha nei suoi occhi. E ricordo che stavamo girando la fine della scena quando finalmente Elio piange sulla spalla di Oliver e Oliver, dall’essere una sorta di aggressore, diventa immediatamente docile.

Guadagnino ha inoltre spiegato che il momento è stato particolarmente emozionante per Mukdeeprom, la cui profonda comprensione della scena è arrivata anche a lui:

Abbiamo detto ‘CUT’ e c’era Sayombhu, nell’angolo più lontano della stanza, che piangeva e singhiozzava. Perché ha assistito a qualcosa di veramente bello che stava accadendo.

Per cui, in apparenza, la scena parla di un ragazzo che sente il bisogno di esplorare con una pesca, ma a livello tematico, letterario e cinematografico, significa molto di più: si tratta di ciò che Elio vuole elaborare nella sua mente con il frutto.

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